Il sipario del Teatro Ariston ha aperto le proprie porte per un pomeriggio, offrendo a giornalisti e addetti ai lavori un'anteprima preziosa di quella che sarà la 76esima edizione del Festival di Sanremo. Le prove generali del 23 febbraio hanno svelato le prime verità: brani che dal vivo acquistano una nuova versione inaspettata, interpretazioni che fanno ballare sulle poltroncine rosse e performance che puntano tutto su coreografie e corpi di ballo.

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Le grandi emozioni delle prove: Serena Brancale, Marco Masini con Fedez e il ritorno di Sal Da Vinci

Se c'è un'immagine che rimane impressa dopo queste prove, è quella di Serena Brancale. In un Ariston avvolto da un'atmosfera stellata, la sua "Qui con me" ha letteralmente fermato il tempo. La dedica alla madre scomparsa non è solo un momento di grande emozione, ma una dimostrazione di controllo vocale assoluto: le orchestrazioni ampie seguono una voce che sale su note altissime, strappando una delle poche standing ovation del pomeriggio. La commozione finale dell'artista conferma quanto il brano sia sentito, posizionandola di diritto nei posti più alti della classifica.

Su un versante opposto, ma altrettanto efficace, si muove Sal Da Vinci. Il cantautore partenopeo ha dimostrato una padronanza del palco da vero veterano della musica. Nonostante un piccolo inconveniente tecnico al microfono, è riuscito a trascinare la platea con la sua "Per sempre sì". È una esibizione che punta dritto al cuore del pubblico generalista, con un piglio teatrale e coinvolgente che profuma già di successo popolare.

Molto bene anche la coppia composta da Fedez e Marco Masini. La loro "Male necessario" fa notare subito una sintonia evidente: se il rapper mette nel testo una grande sincerità, il timbro inconfondibile di Masini aggiunge quella profondità melodica che rende il pezzo pronto per le zone alte della classifica. Sul fronte dell'eleganza spicca invece Levante. La sua "Sei tu" è un esercizio di sottrazione: solo la voce al centro di tutto per un brano intimista che riporta il Festival alla sua essenza più pura.

Tormentoni e sorprese a Sanremo 2026: Ditonellapiaga regina del ritmo e il debutto di Tredici Pietro

Le prove hanno confermato che quest'anno la quota tormentone sarà forte: Ditonellapiaga si candida ufficialmente a regina di questa categoria con "Che fastidio!". Accompagnata da un corpo di ballo e vestita con un look già iconico, anche lei dovrebbe piazzarsi nelle prime posizioni della classifica.

Tra le sorprese più belle c'è Tredici Pietro: il giovane rapper ha convinto con "Uomo che cade", un brano che mixa il soul e il rock, mostrando una grande teatralità nei movimenti. Nonostante un'apparente iniziale agitazione, si è sciolto nel finale, dimostrando che il brano ha una struttura perfetta per la dimensione live. Anche Sayf ha mostrato grande personalità: il suo mix tra sonorità urban e radici mediterranee funziona, così come la sua capacità di prendersi il palco sedendosi sui gradini e parlando direttamente al pubblico.

Non mancano le conferme per i "grandi" della musica italiana. Raf e Tommaso Paradiso portano due diverse visioni dell'amore, restando fedeli al proprio stile ma nobilitati da arrangiamenti orchestrali che ne esaltano le doti interpretative. Paradiso, in particolare, emoziona con una dedica intensa legata alla paternità. J-Ax, invece, trasforma l'Ariston in un set country con tanto di cheerleader, confermando la sua anima da intrattenitore puro.

Mentre l'orchestra - seppure con qualche ora di ritardo sulla tabella di marcia - ripone gli strumenti e le luci si spengono in attesa del debutto ufficiale, la sensazione è quella di un Festival estremamente equilibrato. Non c'è un vincitore annunciato, ma un gruppo di artisti pronti a darsi battaglia a colpi di interpretazioni vocali e performance visive.