Fin da quando era soltanto una teenager, Virginia ha sempre avuto una visione nitida del proprio futuro: trasformare le sue passioni in una professione. Un obiettivo che non è rimasto un sogno nel cassetto, ma si è tradotto col tempo in scelte concrete e coraggiose. È così che, pian piano, tra le vette del Trentino, ha mosso i primi passi in un contesto naturale e potente, con un'identità culturale ricca e sfaccettata: radici tedesche da parte della madre e nigeriane da parte del padre. Un mix che ha contribuito a regalarle uno sguardo aperto, curioso e internazionale sul mondo. Proprio questa combinazione di sensibilità e determinazione l'ha accompagnata nell'ingresso nel mondo dei social e della moda, settore che le ha offerto non solo le prime opportunità professionali, ma anche la possibilità di viaggiare e ampliare i propri orizzonti. Da Barcellona a Parigi, fino agli Stati Uniti, ogni esperienza è stata uno step fondamentale per la sua crescita personale, oltre che lavorativa. E, tutto questo, fin da giovanissima. Uscire dalla comfort zone, mettersi in gioco e rischiare sono azioni che sembrano far parte del suo DNA da sempre. E questo lo si percepisce anche dal modo in cui si racconta a noi di Cosmopolitan, con lucidità, determinazione e una consapevolezza rara. Virginia è diretta, autentica e pronta a lavorare sodo per raggiungere i suoi obiettivi. Non solo quelli professionali, ma anche quelli più intimi e personali. Quelli che solitamente si custodiscono con attenzione e discrezione e che nascono da una parte profonda dentro di noi. Un luogo dell'anima che non sempre si vede, ma che ci guida in ogni scelta che facciamo e che oggi Virginia ha voluto condividere con noi.

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PH: Sofia Angelino
Agency: Role Talent Management

Hai esperienze sia nel fashion system come modella che nel mondo dello spettacolo e della televisione. Da dove è iniziato tutto? Quali sono stati i tuoi primi passi in questo ambiente?

«Tutto è iniziato molto presto. Fin da ragazzina avevo già due passioni fortissime: la moda e i social, che in quegli anni stavano iniziando a prendere piede anche in Italia. Pubblicavo outfit e make-up in modo totalmente spontaneo e a Trento eravamo davvero in poche a farlo. Lo facevo e non guadagnavo nulla, ma avevo una visione molto chiara: sapevo che volevo trasformare quella passione in un lavoro. Parallelamente ho iniziato a lavorare come modella fin da giovanissima, facendo anche un'esperienza in Spagna mentre frequentavo il liceo. Era un mondo affascinante, ma profondamente diverso: lì rappresenti l’immagine di un brand, mentre il lavoro da influencer mi ha conquistata perché mi ha dato la possibilità di esprimere davvero la mia creatività e la mia personalità. Nel 2018, dopo la partecipazione a Uomini e Donne, la visibilità ha accelerato un percorso che avevo già iniziato anni prima. All’inizio le collaborazioni erano solo scambi merce: ero io a scrivere ai brand proponendo loro dei contenuti. Non volevo restare ad aspettare che le occasioni arrivassero da sole. Ho sempre creduto che andassero create e non aspettate. Ancora oggi questo è un mindset che mi guida».

Crescere tra le montagne del Trentino, con origini tedesche e nigeriane, deve essere stata una grande ricchezza. In che modo questo background ti ha influenzata?

«È sicuramente una ricchezza, ma più delle origini in sé sono stati i valori trasmessi dalla mia famiglia a formarmi: indipendenza, rispetto, curiosità e apertura mentale. Le mie radici mi hanno fatto sentire fin da piccola una cittadina del mondo. Non mi sono mai sentita definita da etichette o confini e questo ha alimentato la mia voglia di viaggiare, conoscere culture diverse e mettermi continuamente in discussione. Credo che tutto questo contribuisca ancora oggi a definire la persona e la professionista che sono diventata».

La partecipazione a Miss Universe ha rappresentato un momento importante per te. Che ricordi hai di quell’esperienza e cosa ti ha lasciato?

«Miss Universe è stata un’esperienza profondamente formativa. Non è solo un concorso estetico: richiede preparazione, capacità comunicativa e consapevolezza del messaggio che vuoi portare. Mi ha insegnato a lavorare sotto pressione, ad adattarmi a contesti internazionali e a confrontarmi con ragazze cresciute in realtà molto diverse. Uscire dalla comfort zone è qualcosa che cerco periodicamente nella mia vita e che considero fondamentale per crescere. È stata un’esperienza che mi ha dato sicurezza, disciplina e una visione più ampia».

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Secondo te oggi i concorsi di bellezza sono ancora uno step fondamentale, o comunque significativo, per chi vuole lavorare nella moda o nello spettacolo?

«Non li considero indispensabili, ma possono essere strumenti di crescita importanti. Per me lo sono stati perché mi hanno dato competenze e sicurezza. Credo molto nel valore delle esperienze offline, soprattutto per chi lavora online. Costruiscono profondità, carattere e credibilità. Secondo me la costanza nel tempo, unita a esperienze concrete, è ciò che permette di creare una carriera solida».

Hai vissuto anche all’estero. Che differenze hai notato nel modo di lavorare?

«Negli Stati Uniti ho percepito una mentalità molto aperta e orientata alle opportunità. I budget e le strutture sono spesso più grandi, ma credo che la differenza principale stia nell’approccio: valorizzano molto chi osa. Detto questo, anche l’Italia sta crescendo. Alla fine, credo che il paese conti meno della capacità personale di cogliere le occasioni e adattarsi».

Che ruolo hanno avuto i social network nel tuo percorso?

«Fondamentale. Sono passati dall’essere un hobby a diventare il mio lavoro principale. Ho sempre cercato di vivere i social come uno strumento e non come un fine, come una piattaforma per costruire opportunità reali. Non li ho mai vissuti con ossessione. Ho imparato a separare vita privata e professionale e a usarli in modo strategico. Se utilizzati bene, possono essere uno strumento potentissimo per creare indipendenza».

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C’è un lavoro o un progetto del passato a cui sei particolarmente legata e che ricordi con più affetto?

«Ricordo con affetto i primi lavori: avevo 18 anni e ogni esperienza sembrava irreale, come entrare in un mondo che per molto tempo avevo solamente sognato. Oggi vivo tutto con più consapevolezza, ma quella gratitudine è rimasta intatta».

Spesso vediamo solo il successo finale, ma la crescita è fatta anche di scelte difficili e passi fuori dalla comfort zone. Hai mai avuto paura di fallire? E come hai imparato a gestire la paura?

«Certo. Questo lavoro non offre una stabilità tradizionale e il mercato cambia continuamente. I momenti difficili esistono, anche se scelgo di non farne il centro della mia comunicazione. La paura però non mi ha mai fermata, la uso come spinta. È un segnale che ti mantiene vigile, ma non deve diventare un limite. Ho sempre creduto troppo nei miei sogni per permettere alla paura di decidere al posto mio».

E il rapporto con la tua immagine e con la bellezza in generale com’è cambiato nel tempo? Ti sei mai sentita insicura proprio nei momenti di passaggio più importanti della tua carriera?

«In passato avevo un mood un po' altalenante perché lavorare in questo settore porta inevitabilmente al confronto. Col tempo ho imparato ad accettarmi e a riconoscere il mio valore. Anche oggi ci sono giorni di insicurezza, ma non mi definiscono. Nei momenti importanti della mia carriera mi sono sempre detta: se sono qui, è perché lo merito. E questo mi ha dato forza».

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Guardando al futuro, come ti immagini nei prossimi anni? Ci sono direzioni o sogni che senti particolarmente tuoi in questo momento?

«Sto lavorando a progetti imprenditoriali molto importanti, uno dei quali a lungo termine. Credo fortemente nella diversificazione e nell’indipendenza economica: vorrei costruire qualcosa che non dipenda esclusivamente dai social. Il mio obiettivo è creare un ecosistema che mi permetta libertà creativa e stabilità, e che ispiri altre ragazze a fare lo stesso».

C’è una domanda che nessuno ti fa mai (magari nemmeno io oggi) ma alla quale ti piacerebbe rispondere?

«Se sogno di diventare mamma. È uno dei desideri più profondi che ho».

E il tuo sogno nel cassetto, quello che magari non hai ancora realizzato ma che continui a custodire?

«Sogno di poter avere una famiglia e crescere i miei figli in una casa immersa nel verde. È un sogno semplice, ma per me rappresenta equilibrio e felicità».

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