In un clima davvero emozionante, le porte del Palazzo del Quirinale si sono aperte per un evento senza precedenti: il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto l’intero cast dei protagonisti della 76esima edizione del Festival di Sanremo.
Guidati dal direttore artistico Carlo Conti e dalla co-conduttrice Laura Pausini, i cantanti in gara hanno varcato la soglia del Colle per un riconoscimento che va ben oltre la semplice gara canora, sancendo una volta per tutte il valore della musica popolare come pilastro fondamentale della cultura italiana.
Iscriviti al canale WhatsApp di Cosmopolitan Italia
- Sanremo 2026: tutto su Welo e la sua "Emigrato", il jingle ufficiale del Festival
- Grazie Elettra per le Las Ketchup a Sanremo: tutti i segreti del tormentone "Aserejé"
- Dietro le quinte diSanremo 2026: da Edwyn Roberts a Davide Petrella, ecco chi firma le canzoni del Festival
Sergio Mattarella riceve il cast di Sanremo 2026: il discorso del Presidente sulla musica italiana
L'incontro non è stato un semplice atto formale, ma un vero tributo alla storia sociale d'Italia. Il Capo dello Stato ha accolto la delegazione ricordando con un pizzico di nostalgia personale quando, da bambino, ascoltava il Festival alla radio nei tempi di Nunzio Filogamo. Mattarella ha spiegato con chiarezza che Sanremo non è solo uno spettacolo televisivo o un fenomeno di costume, ma una realtà che appartiene alla memoria e all'identità di tutti noi. «La musica popolare è un grande contributo che viene dato alla vita e al patrimonio culturale del nostro Paese», ha dichiarato il Presidente, aggiungendo che l'importanza di questo appuntamento va oltre l'apparenza e tocca la sostanza della vita nazionale.
Il Presidente ha poi fatto un paragone molto bello tra la canzone e lo sport, dicendo che entrambi servono ad aggregare le persone e ad aiutarle a superare i propri limiti. Rivolgendosi agli artisti, ha espresso gratitudine per il loro lavoro quotidiano, definendo il settore della discografia un ambito molto importante per l'economia e il prestigio dell'Italia nel mondo. Con un sorriso e un sincero augurio di in bocca al lupo collettivo, Mattarella ha assicurato la sua totale imparzialità, rassicurando i cantanti di non aver voluto disturbare troppo il programma delle loro prove con questo invito a Roma.
Cantanti a colloquio con Mattarella: l'emozione di Carlo Conti e di Laura Pausini
L'impatto di trovarsi davanti alla massima carica dello Stato ha colpito i cantanti. E anche lo stesso Carlo Conti. Molti di loro, abituati ad altri tipi di ambienti, per l’occasione hanno scelto abiti scuri e toni rispettosi. Laura Pausini, elegantissima in un completo bianco, ha parlato a nome di tutti per ringraziare il Capo dello Stato con parole dirette. «Non sempre veniamo riconosciuti come operatori della cultura, per questo la voglio ringraziare... Noi facciamo musica, non facciamo guerra», ha detto la cantante.
Una volta uscita dal Quirinale, ha poi confessato ai giornalisti presenti il suo profondo affetto per Mattarella, spiegando che quando lui entra nella stanza il cuore batte forte perché rappresenta con orgoglio tutti gli italiani.
Anche Carlo Conti, che di solito è un conduttore molto calmo e difficile da scuotere, ha ammesso di essersi commosso. «Il Presidente è stato meraviglioso, ha detto parole straordinarie nei confronti della musica. Io che non mi emoziono mai, oggi mi sono emozionato», ha dichiarato il direttore artistico. Conti ha anche approfittato della giornata per svelare un'anteprima: il Festival celebrerà gli 80 anni della Repubblica ospitando sul palco una signora di 106 anni, testimone vivente del primo voto femminile del 1946.
Tra gli altri, J-Ax ha raccontato di essersi tolto il cappello da cowboy per puro rispetto e ha sottolineato come l'incontro abbia dato finalmente dignità a un mestiere spesso visto con leggerezza. «In Italia sembra sempre che quello dell'intrattenimento non sia un lavoro vero, invece ci vuole disciplina e sacrificio», ha spiegato il rapper. Tommaso Paradiso ha invece definito Mattarella un gigante che ha reso tutti gli artisti fieri di appartenere a questo Paese, mentre Ermal Meta è rimasto affascinato dal carisma e dalla cultura del Presidente, che ha citato anche Manzoni durante il colloquio.
L'incontro si è chiuso in modo spontaneo quando i cantanti hanno intonato tutti insieme "Azzurro". Il Presidente ha scherzato dicendo di non aver cantato solo perché all'asilo gli avevano insegnato a non rovinare il coro degli altri emettendo suoni, ma ha ringraziato tutti per avergli regalato un ricordo magnifico. L'unica nota di dispiacere è stata l'assenza di Patty Pravo, bloccata da una leggera influenza, ma presente idealmente in quella che resterà una delle mattinate più importanti nella storia lunghissima del Festival di Sanremo.




