Come ha fatto Yerin Ha a diventare Sophie Baek nella quarta stagione di Bridgerton? E soprattutto: in che modo la sua presenza ha modificato il personaggio rispetto al romanzo originale di Julia Quinn? La risposta passa da un casting tutt’altro che immediato, ma anche – e forse soprattutto – da costumi, make-up e una visione narrativa che si è evoluta insieme all’attrice.
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La ricerca della Sophie perfetta
La showrunner di Bridgerton ha rivelato che, fin dall’inizio, l’idea era quella di affidare il ruolo di Sophie a un’attrice asiatica. Tuttavia, il processo di casting non è stato né rapido né lineare.
Il provino di Yerin Ha è arrivato quando la produzione era già molto avanti nelle selezioni e mancava poco all’inizio delle riprese. Ma è bastato quel video perché tutto si riallineasse: appena visto il suo self-tape, il team ha capito di aver trovato la loro Sophie. Il chemistry test con Luke Thompson, l’interprete di Benedict, non ha fatto altro che confermare l’intuizione.
Secondo gli showrunner, Yerin Ha ha cambiato profondamente la percezione del personaggio. La sua Sophie possiede un’anima antica, perfettamente in sintonia con l’estetica Regency, ma allo stesso tempo sprigiona un’energia moderna, emotivamente leggibile anche per il pubblico di oggi.
Questo contributo è stato così determinante da influenzare persino un dettaglio identitario fondamentale: il cognome. Nel passaggio dal libro alla serie, Sophie Beckett è diventata Sophie Baek, una scelta suggerita dalla stessa Yerin Ha per onorare le sue origini coreane. Un nome che richiama quello originale, ma che allo stesso tempo racconta una nuova eredità culturale.
Nella seconda parte della stagione, ci sarà anche un momento che renderà ancora più esplicito il legame con il passato dell’attrice.
Da fan a protagonista
Yerin Ha è sempre stata una grande fan di Bridgerton. Quando guardava la prima stagione da spettatrice, non avrebbe mai immaginato di poter entrare a far parte del franchise.
La notizia del casting è arrivata in modo quasi cinematografico: era in un café in Corea con sua madre, a fare colazione. Quando ha scoperto di essere stata scelta per interpretare Sophie, Yerin ha urlato dalla gioia. Sua madre, invece, ha iniziato a piangere. Per Yerin, Bridgertonè una di quelle serie capaci di cambiarti la vita e di dare una svolta definitiva alla carriera. Subito dopo la conferma, è dovuta rientrare nel Regno Unito per iniziare le prove costume e la preparazione al ruolo.
I costumi come chiave interpretativa del personaggio
L’attrice ha raccontato più volte che i costumi sono stati fondamentali per entrare davvero nei panni di Sophie, un personaggio che evolve episodio dopo episodio.
Sophie: una doppia identità da abitare
Sophie è una domestica, sì, ma il suo guardaroba non è mai statico. All’inizio, nella casa dei Penwood – dove è costretta a vivere senza che la sua identità venga riconosciuta – indossa abiti dai toni scuri e con un colletto rigidissimo, quasi soffocante. Un riflesso visivo della sua condizione.
Col passare degli episodi, il colletto si fa leggermente più libero. E quando Sophie arriva a casa Bridgerton, la palette cambia radicalmente: compaiono il lilla e tonalità più morbide, mentre il colletto diventa fluido, come se anche la sua vita iniziasse finalmente a respirare.
Lo stesso vale per i capelli: inizialmente sono super tirati e laccati – tanto che Yerin Ha ha scherzato sul rischio di aver quasi dato fuoco alla testa per la quantità di spray – ma si ammorbidiscono quando Sophie arriva al cottage, seguendo l’evoluzione emotiva del personaggio.
Il cambiamento è netto anche dal punto di vista pratico. Per il look quotidiano da domestica, Yerin impiegava circa 30 minuti tra make-up, parrucco e costumi. Per il ballo in maschera, invece, la preparazione arrivava a tre ore e mezza.
Un dettaglio interessante: Yerin Ha non ha mai indossato una parrucca completa. Sono state utilizzate solo ciocche aggiuntive e chignon già pronti, realizzati con capelli veri, per dare volume e struttura alle acconciature senza perdere naturalezza.
Il personaggio di Sophie si regge su una doppia anima costante: domestica invisibile e lady in silver. Questo dualismo ha aiutato profondamente Yerin Ha a entrare nel personaggio. Da un lato, si sentiva una vera principessa con le “scarpette di cristallo” al ballo in maschera; dall’altro, tornava alla realtà non appena indossava l’abito da domestica.
Ed è proprio in questa oscillazione continua che Sophie Baek prende forma: non solo come eroina romantica di Bridgerton 4, ma come uno dei personaggi più stratificati e interessanti dell’intera serie.










