Non è solo una questione di abiti spettacolari. Al ballo in maschera di Bridgerton 4, ogni dettaglio serve a raccontare chi sono davvero Sophie e Benedict. Per il primo episodio della nuova stagione di Bridgerton il reparto costumi ha creato 172 look unici e assemblato circa 160 parrucche. Numeri impressionanti, certo, ma il vero colpo di scena non è la quantità, bensì il modo in cui due costumi, quello di Sophie e quello di Benedict, diventano strumenti narrativi fondamentali della stagione.



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L’abito che svela la Cenerentola di Bridgerton

Sophie è una protagonista diversa da tutte quelle viste finora all’interno della serie Netflix. Di origini nobili ma figlia illegittima, dopo la morte del padre è costretta a vivere come domestica al servizio della matrigna e delle sorellastre. È sospesa tra due mondi che non riescono a riconoscerla davvero. Il ballo in maschera dei Bridgerton rappresenta la sua prima, vera occasione di entrare nel ruolo che le spetterebbe di diritto. Ed è qui che il costume diventa racconto.

L’abito di Sophie è, a tutti gli effetti, un abito da Cenerentola. Un trope centrale del romanzo di Julia Quinn, da cui è tratta la quarta stagione, che la fa sentire finalmente bella, desiderabile, quasi una principessa. Anche se non potrà mai essere definita “il diamante della stagione”, può comunque brillare come tale. Quell’abito racconta perfettamente il momento che sta vivendo.

Essendo un personaggio inedito e la protagonista romantica della stagione, Sophie doveva catturare immediatamente l’attenzione: quella degli spettatori e, soprattutto, quella di Benedict. Per farlo, il reparto costumi ha puntato tutto sul luccichio. L’abito argentato è ricchissimo di piccole applicazioni, paillettes, perline e centinaia di cristalli Swarovski. Un lavoro mastodontico che ha richiesto un tempo lunghissimo e sei persone impegnate contemporaneamente sulla realizzazione dello stesso vestito. Nel terzo libro di Julia Quinn, l’abito del ballo apparteneva alla nonna di Sophie. Nella serie, invece, viene fatto appartenere alla sorella di Araminta: una scelta che ha permesso un design leggermente più moderno, dall’aspetto fresco ma comunque profondamente romantico.

La maschera di Sophie: il vero equilibrio narrativo

Il pezzo più complesso da realizzare non è stato l’abito, ma la maschera. Doveva essere più elaborata rispetto alle altre e, soprattutto, doveva davvero travestire Sophie. Lo spettatore deve poter capire chi è, ma allo stesso tempo deve essere credibile che Benedict non la riconosca una volta che la vede in veste di domestica.

Dopo alcuni tentativi con maschere più piccole in pizzo, il team ha optato per una semimaschera decorata con piccoli “tocchi magici”, che Sophie avrebbe potuto realizzare in fretta prima di arrivare al ballo. Il materiale è lo stesso dell’abito, così che i due elementi risultino perfettamente coordinati.

Le scarpe: il lusso che non le è mai appartenuto

Anche le décolleté giocano un ruolo chiave. Sophie le prende in prestito, senza permesso, da Lady Penwood e sono l’emblema di tutti quei lussi che le sono sempre stati preclusi. Non a caso, si tratta di un tacco Jimmy Choo argentato modificato: il simbolo perfetto di qualcosa che si desidera profondamente ma che non tutti possono permettersi. E come importante espediente narrativo, i tacchi sono stati impreziositi da fermagli luccicanti che avranno un ruolo cruciale nella seconda parte della storia. L’abito di Sophie non è solo un costume. È storytelling in tre dimensioni: parla del suo passato, del suo presente e di ciò che potrebbe diventare.

Bridgerton 4: il look di Benedict al ballo in maschera è più importante di quanto sembri

Se l’abito che Benedict ha sfoggiato al ballo in maschera vi è sembrato troppo semplice, quasi anonimo, sappiate che era esattamente questo il punto. Il vestito di Sophie doveva distinguersi e catturare lo sguardo, quello di Benedict aveva uno scopo completamente diverso: non doveva farsi ricordare, doveva far ricordare lui.

Gli abiti non devono "coprire" Benedict

Il principio guida del reparto costumi è stato chiarissimo: Benedict deve indossare gli abiti, non il contrario. L’obiettivo non era quello di imprimere nella memoria dello spettatore cosa indossasse al ballo in maschera, ma chi fosse lui in quel momento. Benedict non interpreta un personaggio specifico: è semplicemente una versione di se stesso, protetta da una maschera. L’ispirazione per il suo look sobrio ma magnetico è arrivata da Shakespeare in Love, ed è stata poi integrata nella strategia generale per lo stile del protagonista maschile della stagione. Per Benedict, il reparto costumi ha scelto di renderlo più rilassato e sensuale. La palette vira verso il verde acqua e il blu scuro, colori tipici dei Bridgerton, ma reinterpretati. Non è il classico ragazzo Bridgerton elegante e impeccabile: è un uomo Bridgerton sexy, con camicie più aperte, che attraversa una vera e propria fase cavalleresca.

La maschera di Benedict: presente ma non invadente

La maschera di Benedict è stata realizzata partendo dai calchi del volto di Luke Thompson, creati dal team di trucco e parrucco. Doveva calzargli alla perfezione, aggiungere un tocco romantico e maschile, ma senza rubare la scena a Sophie.

Per questo, dimensioni e forma sono simili a quelle delle altre maschere presenti al ballo. La differenza è nel materiale: la sua è in pelle, dettaglio che la fa risaltare leggermente senza attirare troppo l’attenzione.

Il bracciale: il dettaglio che (quasi) non abbiamo visto

C’è un elemento del look di Benedict che passa quasi inosservato, ma è uno dei più significativi e complessi da realizzare dell’intera stagione: il bracciale. Fin dall’inizio, al responsabile dei gioielli è stato chiesto di creare un braccialetto che Benedict avrebbe indossato sempre, per un motivo sentimentale mai esplicitato. Nel periodo Regency, ogni oggetto aveva un significato preciso. Un bracciale come questo sarebbe stato probabilmente realizzato con capelli, spesso appartenenti a una persona cara defunta. Nella serie, invece, è stato creato in filo di cera.Poiché Benedict lo indossa in ogni singola scena, il reparto gioielli ne ha realizzate quattro versioni identiche. Il look di Benedict non è solo estetica ma una dichiarazione silenziosa sul personaggio, sul suo percorso e sul modo in cui vuole essere visto.

Anche questo, esattamente come l’abito di Sophie, è storytelling in tre dimensioni.