Lo scorso 12 gennaio ha debuttato su Rai 1 una serie destinata a far riflettere il grande pubblico: La Preside. Interpretata da una magistrale Luisa Ranieri, la fiction porta sul piccolo schermo la vita e le battaglie di una donna determinata a trasformare la scuola in un baluardo contro la criminalità.

Un racconto così potente non poteva che essere accompagnato da una colonna sonora altrettanto importante, in grado di tradurre in note il contrasto tra il degrado delle periferie campane e la speranza di riscatto dei suoi abitanti (la serie è in streaming anche su Raiplay).

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Michele Braga e la partitura della legalità: il suono della Napoli che spera

La firma dietro le musiche originali della serie è quella di Michele Braga, compositore romano tra i più richiesti del cinema contemporaneo, già vincitore di numerosi riconoscimenti per le sue collaborazioni con registi del calibro di Matteo Garrone e Gabriele Mainetti.

Pubblicata dall'etichetta FM Records il 9 gennaio, pochi giorni prima della messa in onda televisiva, la colonna sonora è stata concepita non come un semplice sottofondo, ma come un elemento narrativo attivo.

Braga ha saputo costruire un paesaggio sonoro che accompagna l'evoluzione della protagonista, ispirata alla figura reale di Eugenia Carfora. La musica alterna momenti di tensione pura, che sottolineano il pericolo costante delle piazze di spaccio napoletane, a melodie più intime e cariche di umanità. Lo scopo del compositore era quello di valorizzare la sceneggiatura, dando voce a quel "ritmo della città" che pulsa tra le mura dell'Istituto Ortese.

All'interno dell'opera spicca l'inedito dal titolo "Non mi basti mai", un brano pop che funge da ponte tra le diverse generazioni. La canzone è interpretata da Alessandro De Martino e Aurora Venosa, che nella finzione interpretano i gemelli Tano e Jessica D’Amore.

Per la Venosa si tratta di un debutto importante: dopo essersi fatta notare ai Bootcamp di X Factor 2024, approda alla recitazione portando con sé la sua cifra stilistica musicale. Secondo il regista Luca Miniero, questo brano rappresenta perfettamente l'anima di Napoli, mixando sonorità moderne a radici popolari, raccontando il sogno di due ragazzi che vedono nel canto l'unica via d'uscita da un destino già scritto.

Tra cinema e impegno civile: chi è Michele Braga, il compositore che ha dato voce alla fiction

Nato a Roma nel 1977, Michele Braga rappresenta oggi una delle eccellenze nel campo della musica per l’audiovisivo. Cresciuto come autodidatta e perfezionatosi sotto la guida del Maestro Alessandro Cusatelli, Braga ha dimostrato fin dagli esordi una grande versatilità, in grado di spaziare tra generi opposti senza mai perdere la propria identità.

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Courtesy of Press Office

La sua carriera è legata al sodalizio con Gabriele Mainetti, per il quale ha composto le iconiche musiche di Lo chiamavano Jeeg Robot e Freaks Out, lavori che gli hanno permesso di esplorare sonorità epiche e innovative. Oltre al cinema d'autore, collaborando con registi del calibro di Matteo Garrone e Carlo Verdone, Braga ha firmato successi per le principali piattaforme di streaming, lavorando a serie come Generazione 56k e Luna Park.

La sua arte, tuttavia, non si limita allo schermo: il compositore ha prestato il suo talento anche alla Nazionale Italiana di Nuoto Sincronizzato, creando i brani per le Olimpiadi di Rio 2016 e Tokyo 2020. Proprio questa sua capacità di unire impegno civile e potenza emotiva si riflette perfettamente nel lavoro svolto per La Preside, dove le sue note diventano un presidio di speranza e legalità.

Nonostante le polemiche sollevate dagli studenti di Caivano, che hanno criticato la fiction per una narrazione ritenuta stereotipata, il contributo musicale di Braga resta uno degli aspetti più apprezzati della produzione, capace di dialogare con le immagini per rafforzare l'impatto sociale della storia.