Il palco del Teatro Ariston si prepara a riaccendere le luci per la 76esima edizione del Festival di Sanremo, in programma dal 24 al 28 febbraio 2026. Sotto la guida di Carlo Conti, che torna nel ruolo di direttore artistico e conduttore affiancato da Laura Pausini, la kermesse si presenta con un cast di 34 artisti (30 Big più le 4 Nuove Proposte).

Tra grandi ritorni e nomi consolidati, l'attenzione è tutta rivolta alla nutrita schiera di esordienti: talenti che per la prima volta affrontano la sfida del concorso principale, portando una ventata di freschezza, innovazione urban e spirito rock.

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La rivoluzione urban e i nuovi linguaggi del pop: tutte le novità di Sanremo 2026

Uno dei tratti distintivi di Sanremo 2026 è la forte presenza di artisti che hanno costruito il proprio successo lontano dai circuiti tradizionali, dominando le classifiche digitali e i social. Tra i debutti più attesi spicca quello di Chiello. Il cantautore di Venosa, già noto per l'esperienza con il collettivo FSK Satellite, arriva all'Ariston con "Ti penso sempre". La sua è una proposta che fonde un immaginario poetico ed evocativo con una cifra stilistica unica, capace di passare dal platino delle collaborazioni con Rkomi alla delicatezza dei suoi lavori solisti come "Oceano Paradiso".

Altrettanto significativo è l'esordio di Luchè, figura centrale della scena urban italiana. Con il brano "Labirinto", il rapper napoletano porta a Sanremo una maturità artistica suggellata da anni di successi e una credibilità di strada che ha saputo farsi trasversale. Dopo il trionfo allo Stadio Diego Armando Maradona, Luchè approda in Liguria nel suo momento di massima consacrazione, dimostrando come il rap possa mantenere le proprie radici pur parlando a un pubblico globale.

Sempre sul fronte delle nuove generazioni, troviamo Nayt e Tredici Pietro. Nayt, pseudonimo di William Mezzanotte, è celebre per una scrittura introspettiva e profonda che analizza i conflitti dell'animo umano. La sua partecipazione segna il coronamento di una carriera decennale fatta di album certificati oro e una costante ricerca di autenticità. Tredici Pietro, invece, arriva all'Ariston con "Uomo che cade". Il rapper bolognese, che ha saputo slegarsi con intelligenza dall'ombra del padre Gianni Morandi, presenta un'identità musicale ormai solida e definita, reduce dai successi virali su TikTok e collaborazioni di prestigio con Fabri Fibra.

A chiudere il cerchio dei debutti "urban-pop" ci sono Eddie Brock e Samurai Jay. Il primo, cantautore romano classe '97, ha conquistato le radio - e TikTok - con "Non è mica te" e porta una freschezza melodica figlia della cultura dei fumetti e delle sfide di freestyle. Il secondo, Samurai Jay, rappresenta la nuova Napoli sperimentale, capace di mescolare rap, sonorità latine ed elettroniche in un mix che ha già scalato le classifiche mondiali di Spotify.

Sperimentazione indie e l'urlo del rock femminile: chi debutta al Festival di Sanremo

Non solo rap e pop moderno: il debutto a Sanremo 2026 passa anche attraverso il rock e la canzone d'autore più ricercata. Un evento particolarmente atteso è l'esordio delle Bambole di Pezza. La rock band tutta al femminile, nota per le sonorità punk e l'impegno sociale, porta sul palco dell'Ariston la sua grinta viscerale. Con una storia fatta di centinaia di live e collaborazioni che spaziano da J-Ax (in gara al Festival da solista dopo la partecipazione con gli Articolo 31 nel 2023) a Jo Squillo, la band rappresenta la quota di ribellione e libertà espressiva di questa edizione.

Sul versante indie-pop, desta grande curiosità la coppia - nella musica e nella vita - formata da Maria Antonietta & Colombre. Entrambi vantano carriere soliste di grande rispetto e una lunga gavetta fatta di club e festival. Il loro debutto condiviso nasce da un progetto nato quasi per caso, ritrovando vecchi bozzetti musicali di oltre dieci anni fa. La loro proposta si preannuncia luminosa e giocosa, unendo pop, reggae e soul senza mai tradire la radice cantautoriale.

Infine, tra i nomi che vedremo per la prima volta in gara tra i Big, figura Tommaso Paradiso con il brano "I romantici". Nonostante la sua voce sia stata colonna sonora degli ultimi anni e abbia già calcato il palco come ospite o autore, questa è ufficialmente la sua prima volta in gara. Il suo arrivo rappresenta una delle punte di diamante del cast di Carlo Conti, portando quella scrittura "abbraccio" che lo ha reso uno dei volti più amati della musica italiana contemporanea.

Accanto a loro, il debutto di Sayf, artista italo-tunisino e astro nascente della scena genovese, completa un quadro di esordienti estremamente variegato. Sayf rappresenta la nuova Italia multiculturale, in grado di mescolare la tradizione cantautoriale ligure con influenze arabe e urban, confermando che il Festival 2026 sarà, più che mai, uno specchio fedele delle tante anime della musica attuale.