Anche se viviamo nel 2026, il mondo dello sport è purtroppo ancora caratterizzato da una forte omofobia latente ed è dominato da una mascolinità tossica che, in qualche modo, una serie come Heated Rivarly ha contribuito a decostruire. La storia d'amore tra i due giocatori di hockey Shane Hollander (Hudson Williams) e Ilya Rozanov (Connor Storrie) è arrivata ad un pubblico così mainstream da aver raggiunto anche gli stessi soggetti sui quali è incentrata, rompendo molti taboo e aiutando alcuni ad accettare la propria sessualità. E questa è senza dubbio un'ottima notizia.
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Hudson Williams di Heated Rivalry racconta: «Mi hanno contattato tanti ragazzi omosessuali non dichiarati»
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L'attore che nella serie HBO Max - in arrivo in Italia il 13 febbraio 2026 - interpreta Shane ha raccontato in un'intervista concessa a Andy Cohen su Sirius XM: «Ci sono persone che mi hanno contattato in modo anonimo, scrivendomi ‘Sono un giocatore professionista e non sono ancora dichiarato'». Hudson Williams ha anche confermato che tra i suoi contatti recenti ha avuto proprio dei giocatori di hockey, di basket o di football che ancora non hanno rivelato la loro omosessualità. «A volte ti contattano privatamente tramite Instagram, e sono proprio quelli che ti colpiscono di più e ti fanno dire: 'Oh, quindi questo non è solo uno show divertente, ma a volte colpisce dritto al cuore e tocca nervi scoperti!».
In ogni caso, ci sono stati anche sportivi che dopo aver visto Heated Rivalry si sono sentiti finalmente liberi di parlare pubblicamente di loro stessi, senza più filtri né alcun timore.
L'ex stella dell'hockey Jesse Kortuem ha fatto coming out grazie a Heated Rivalry
È di poche ore fa la notizia del coming out di Jesse Kortuem, ex difensore che ha alle spalle una lunga carriera vissuta tra le piste di hockey di mezzo mondo. Pensate che piuttosto che dichiararsi, l'atleta aveva persino deciso di appendere per sempre i pattini al chiodo! In un'intervista concessa ad Out, lo sportivo ha raccontato a proposito: «Mai avrei pensato che qualcosa di così dolce potesse nascere da uno sport così duro». Kortuem ha confessato che vedere questa serie gli ha permesso di elaborare emozioni bloccate per decenni: il timore di rovinare le dinamiche di spogliatoio o di essere etichettato come «il giocatore gay» lo avevano spinto a fingersi single anche quando era impegnato, o a cambiare discorso ogni volta che i compagni parlavano di mogli e figli. Lo sportivo ha tra l'altro voluto inviare un importante messaggio di speranza a tutti i colleghi che ancora hanno paura ad esporsi: «C'è una felicità profonda che vi aspetta. Non siete soli», queste le sue parole, davvero da incorniciare.











