Il trionfo ai Golden Globe 2026 ha ufficialmente segnato la svolta per Adolescence. Nata come una miniserie autoconclusiva destinata a esaurirsi in un unico capitolo, la serie di Netflix ha rivoluzionato il catalogo della piattaforma streaming, spingendo i suoi autori a riconsiderare il futuro del progetto. Grazie al prestigio dei premi vinti e a un successo di pubblico senza precedenti, la strada verso una seconda stagione sembra ormai spianata.
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Il trionfo ai Golden Globe spinge il rinnovo: Stephen Graham al lavoro sui nuovi episodi
Fino a poche settimane fa, l'idea di un seguito per Adolescence appariva remota. La serie era stata presentata come una narrazione chiusa, un esperimento drammatico ad alta tensione concentrato sulla figura di Jamie Miller e del padre Eddie. Tuttavia, la vittoria di quattro prestigiosi Golden Globes, tra cui quello per la Miglior miniserie, ha cambiato radicalmente le carte in tavola.
Owen Cooper, a soli 16 anni, è diventato il più giovane vincitore come miglior attore non protagonista, mentre Erin Doherty ha trionfato per il suo ruolo di terapista. Davanti a questi numeri e a oltre 146 milioni di visualizzazioni nei primi tre mesi di programmazione, Netflix sembra aver accantonato l'idea del progetto unico.
Nel backstage della cerimonia, Stephen Graham (che è ideatore, sceneggiatore e protagonista) ha lanciato un segnale inequivocabile: lui e il co-creatore Jack Thorne stanno già esplorando nuove possibilità narrative. Nonostante Graham abbia scherzato dicendo che la storia è ancora nascosta nei meandri della sua mente, l'invito ai fan a restare sintonizzati suggerisce che i lavori dietro le quinte siano molto più avanti di quanto si potesse immaginare solo pochi mesi fa.
Dal formato antologico ai nuovi casi sociali: cosa aspettarsi dal futuro di Adolescence
Il dibattito principale tra la produzione e i registi riguarda ora la forma che assumerà questo atteso ritorno. Non è escluso che la serie possa trasformarsi in un format antologico. L'intento espresso dai vertici di Plan B, come Dede Gardner e Jeremy Kleiner, è quello di ampliare l'orizzonte narrativo senza tradire il DNA originale del prodotto, evitando però di risultare ripetitivi con la storia di Jamie.
L'idea nasce dalla consapevolezza che l'adolescenza sia un terreno fertile e inesauribile per raccontare le complessità del mondo moderno. Sviluppare nuovi episodi non significa necessariamente riprendere il filo interrotto, ma piuttosto approfondire le conseguenze del crimine o della pressione sociale da altre angolazioni. Si ipotizza, ad esempio, un cambio di prospettiva radicale che metta al centro i genitori della vittima, Katie, esplorando il vuoto lasciato dalla tragedia e il desiderio di giustizia che si scontra con la fragilità del sistema legale.
Un'altra possibilità concreta è lo sviluppo di un caso completamente nuovo, che affronti altre complessità tipiche della fase adolescenziale, come il ruolo manipolatorio dei social media, l'estremismo giovanile o i pericoli del cyberbullismo. La sfida per il regista Philip Barantini sarà quella di mantenere la tensione costante e l'approccio emotivo che hanno decretato il successo globale della serie, pur cambiando protagonisti e scenari.
Quello che è certo è che lo stile intenso e quasi in tempo reale che ha reso celebre la prima stagione rimarrà il pilastro centrale, pronto a trascinare nuovamente gli spettatori in una nuova e drammatica discesa nelle fragilità umane. Non resta che aspettare la conferma definitiva.











