Brunella Cacciuni si prepara a debuttare sul palcoscenico più rilevante di tutti, quello della prima serata di Rai Uno. Lo farà nei panni di Marita, una ragazza che si lascia avviluppare da una relazione sbagliata, convincendosi che non può desiderare altro a parte quell'amore tossico. A salvarla ci penserà Eugenia Liguori, la preside del suo istituto, decisa più che mai ad aiutare e sostenere i suoi ragazzi alle prese con vite difficili e insidie quotidiane. La preside, in onda dal 12 gennaio per quattro settimane, è forse una delle fiction più attese del 2026: la protagonista è Luisa Ranieri, il cui personaggio è un calco di Eugenia Carfora, preside dell'Istituto Morano di Caivano, a Napoli, che da anni combatte contro la dispersione scolastica e lavora strenuamente per garantire ai suoi ragazzi un futuro migliore.
Brunella Cacciuni, 23 anni, nata a Napoli, ha ottenuto una parte molto ambita in questo bel progetto corale di Rai 1 dopo una lunga gavetta televisiva iniziata a 15 anni nel reality Il Collegio. Oggi si prepara a raccogliere i frutti di questo successo, anche a scuola, con i suoi studenti e i colleghi professori. Perché dal 2024 Brunella è docente di ruolo in un istituto Tecnico del Lazio. Ballerina, attrice, professoressa: quante cose si può essere a 20 anni appena? Lo abbiamo chiesto a lei, in un'intervista in cui ci ha parlato del suo percorso e di come il suo viaggio è iniziato.
Partiamo da La preside. Qual è il tuo ruolo?
«La serie ruota intorno a questa figura visionaria e umana che ha fatto grandi cose per i ragazzi di Caivano, Eugenia Carfora. Dunque si parla di dispersione scolastica, vedremo la preside interpretata da Luisa Ranieri prendersi cura di questi ragazzi. Tra di loro c'è il mio personaggio, Marita. Viene da una famiglia umile: è molto brava a scuola però è anche invischiata in una relazione tossica. Per questo fidanzato decide di abbandonare gli studi nonostante le piaccia molto stare sui libri. Lui le dice che l'amore è stare a casa, non uscire, ma il suo non è affetto, è una forma di possesso. La cosa più grave è che Marita si fa manipolare, comincia a pensare che questa sia la normalità. Grazie alla preside il suo personaggio evolverà».
Com'è stata questa esperienza dal punto di vista artistico?
«Avevo altissime aspettative e sono state rispettate tutte. Luisa Ranieri è una grande in tutto, mi sono sentita addosso una grande responsabilità a lavorare con lei. Mi ha fatto sentire molto a mio agio, anche se le scene che abbiamo girato insieme erano molto complicate. Abbiamo trascorso tre mesi a Roma e un mese a Napoli. Ogni giorni eravamo tante persone sul set, i ritmi erano serrati».
Con quali emozioni stai vivendo il debutto su Rai 1?
«Ho cominciato a realizzare quello che sta succedendo solo da poco. Alla Festa del Cinema di Roma, quando abbiamo presentato la serie, ho davvero percepito la foga da parte del pubblico. Perché La preside è un progetto molto chiacchierato: è una serie teen, ma la presenza di Luisa Ranieri ovviamente ha aumentato l'hype».
Hai conosciuto la vera Eugenia Carfora?
«Sì, è venuta in gita con i suoi ragazzi a visitare il set. Ha fatto un grande lavoro con Luisa, che è andata nella sua scuola per conoscerla nel suo ambiente. E a noi attori del cast ha dato tanti consigli quando ci siamo viste alla Festa del cinema».
La preside è una storia vera, autentica.
«Ed è proprio per questo che è stato bello raccontarla, farne parte. I temi che affronta sono molto reali, attuali, contemporanei. Molti li vivono sulla loro pelle».
Parliamo della tua vita professionale. Come hai iniziato?
«Ho iniziato a studiare danza a Torre del Greco dove abitavo da piccola. Poi ho continuato a studiare, questa volta recitazione a Roma. Per tre anni ho studiato danza al Teatro San Carlo e poi ho continuato alla Fondazione Lyceum di Mara Fusco. Avevo 14 anni, mi sono trasferita lontano dalla mia famiglia con delle coinquiline e una signora che badava a noi».
La scuola è un leit motiv del tuo percorso. Ti sei fatta conoscere dal grande pubblico ne Il Collegio. Com’è stato?
«È stata la mia agenzia di cinema a propormi il provino per Il Collegio. Ricordo che molti fingevano di non essere bravi a scuola per attirare l'attenzione della produzione, io ho attuato la strategia contraria: non volevo fare brutta figura in prima serata. Abbiamo registrato nel 2017, era la seconda stagione. Siamo andati lì per viverci l’esperienza, i social non erano ancora così fondamentali. Nessuno di noi aveva l'obiettivo di diventare famoso».
Cosa ti è rimasto di quell'esperienza?
«Ho creato delle amicizie fantastiche e durature, anche se non ci vediamo più come una volta quei legami sono forti ancora oggi. E poi dopo Il collegio, mentre frequentavo il Liceo Scientifico, sono tornata alla recitazione: ho fatto i casting per L'amica geniale nel 2018, che però non sono andati bene, poi quelli per la quarta stagione di Gomorra - La serie, in cui sono riuscita a ottenere una parte. Il Collegio è un docureality, recitare è un'altra cosa. Ho avuto l'opportunità quasi per sbaglio di entrare in questo mondo, mi è piaciuto e da lì mi sono messa a studiare».
E adesso arriviamo alla parte più incredibile della tua vita. Sei una prof! Come sei arrivata dietro la cattedra e cosa insegni?
«Quando ho finito il liceo mi sono iscritta all’università, facoltà di Economia, anche se non ho ancora completato il percorso, mi manca solo un esame. Nel frattempo ho preso un diploma in Meccanica e Meccatronica. Sentivo di aver bisogno di un Piano b che andasse oltre l'arte. Nel frattempo mi sono diplomata anche in danza classica, moderna e contemporaneamente, ho portato avanti la mia carriera di attrice, prendendo anche l’abilitazione per diventare insegnante di sostegno. Poi è uscito il concorso a cattedra nel 2024 sulla mia materia, l'ho vinto e così sono diventata insegnante di ruolo. Ora insegno a ragazzi tra i 14 e i 19 anni. In tanti mi conoscevano per Il Collegio, altri mi seguivano sui social».
È difficile lavorare e farsi prendere sul serio nel mondo della scuola, data la tua giovane età?
«Io con gli studenti ho messo subito le cose in chiaro, ovvero che non siamo amici e di rispettare i ruoli a livelli didattico. I colleghi mi prendono sul serio, mi spronano a lavorare anche nel mondo del cinema. Non so cosa aspettarmi quando uscirà la serie e la vedranno. L'impatto sarà forte».
Come ti vedi nel futuro? Dietro la cattedra o davanti alla telecamera?
«Non so se queste due vite, insegnamento e recitazione, possano camminare insieme in maniera parallela a lungo. Ma un certo punto dovrò decidere cosa fare. Insegnare mi piace, ma recitare l'ho scelto».
E come ti descriveresti?
«Io sono tante cose. Sono determinate e costante, caratteristiche che ho imparato e allenato come ballerina. Sono rigida come le professoresse. Mi emoziono e mi metto in gioco come dovrebbero fare tutti gli attori. Le mie esperienze personali mi ispirano».
Hai tanti followers sui social. Come ti poni nei confronti degli haters, se ne hai?
«Non li considero proprio. Molte persone non ci mettono neanche la faccia. Mi conosco, so quanto valgo. Non mi toccano».















