Il plot twist televisivo più eclatante del 2025 è stata gentilmente offerto da una serie low budget e queer partorita in Canada e interpretata da due attori praticamente esordienti, una scommessa, almeno sulla carta, andata in onda in sordina prima su una rete sconosciuta, Crave, e poi esplosa online in tutto il mondo grazie al passaggio in streaming su HBO Max in America (anche in Italia, conferma Warner Bros. Discovery, arriverà sulla piattaforma nei primi mesi del 2026). Heated Rivalry, la serie con Hudson Williams e Connor Storrie, non solo ha sbaragliato ogni previsione, ma anche sorprendentemente oscurato la mastodontica concorrenza di Stranger Things 5, che nella notte tra Natale e Santo Stefano è tornato in streaming con tre nuovi episodi dell'ultimo capitolo, alla vigilia del season finale di Capodanno. In contemporanea, sempre tra il 25 e il 26 dicembre, online è comparso anche l'ultimo episodio di Heated Rivalry, The Cottage, puntata che ha commosso ed entusiasmato milioni di persone per la sua riuscita e per il suo dolce finale. E che ha ottenuto il massimo del punteggio su IMDB, 10 stelle su 10, battendo persino serie del calibro di Breaking Bad. Curiosamente, entrambe le serie hanno condiviso uno snodo narrativo fondamentale, ovvero il coming out di uno dei protagonisti, sovrapposizione che ha generato non pochi dibattiti e confronti sui social.
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Will di Stranger Things e Shane di Heated Rivalry, coming out televisivi a confronto
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Un piccolo disclaimer prima di iniziare: è impossibile anche solo pensare di poter giudicare il modo in cui una persona decide di aprirsi circa il proprio orientamento sessuale con chi ama. Il confronto che faremo tra i due approcci usati nelle due serie tv del momento per affrontare il tema è puramente televisivo ed entrambi i racconti sono influenzati da diversi fattori e filtrati dal lavoro e dalla visione, anche personale, di sceneggiatori, registi e montatori. Nel caso di Heated Rivalry, adattamento dell'omonimo romanzo di Rachel Reid, il coming out di Shane Hollander (Williams) con la famiglia segue perfettamente la traccia che l'autrice ha dettato nel libro.
Ma che scelte sono state compiute da Jacob Tierney (showrunner della serie di Crave/HBO Max) e dai fratelli Duffer (papà della creatura di Netflix)? E perché il loro approccio narrativo ha influenzato non poco le reazioni del pubblico alla visione di entrambi gli episodi?
Shane Hollander e il coming out nel safe-space creato dalla sua famiglia
Partiamo da Shane, uno dei due protagonisti dell'hockey romance del momento. Con Ilya, rivale sul ghiaccio ma suo amante in segreto per quasi un decennio, il campione esplora la sua sessualità, arrivando in modo progressivo alla consapevolezza di essere gay. Per Shane è una presa di coscienza importante, soprattutto perché il suo lavoro, la sua intera vita, ruota intorno a uno sport testosteronico come l'hockey, in cui essere uomo, e esserlo in un certo modo, è parte del brand dei giocatori. Nell'ultimo episodio della prima stagione Shane e Ilya aprono definitivamente il loro cuore l'uno all'altro, ammettendo ad alta voce il desiderio di trasformare la loro storia di sesso in qualcosa di più di una situationship. E proprio quando stanno esplorando questi nuovi confini vengono sorpresi dal padre di Shane (Dylan Walsh), situazione che spinge il figlio a fare coming out con entrambi i genitori.
Su TikTok la scena in cui Shane parla con sua madre Yuna (Christina Chang) è diventata in poche ore virale: l'opinione comune è che il coming out di Heated Rivalry sia stato trattato benissimo e con grande delicatezza, soprattutto considerando la neurodivergenza di Shane e il fatto che sua madre è, di fatto, la sua manager. In una scena di questo confronto, forse la più commovente di tutta la puntata, Yuna chiede scusa al figlio per non averlo fatto sentire abbastanza sicuro da portarlo a confidarsi con lei. Entrambi i genitori di Shane, superata la sorpresa iniziale - non tanto per l'omosessualità quanto per la relazione con l'arci-rivale sportivo - accettano e accolgono la notizia con grande affetto, aprendo le porte a tutto lo sviluppo narrativo della stagione 2 e 3 (ispirata al secondo romanzo che Reid ha dedicato a Ilya e Shane, The Long Game) tra i due protagonisti. La cui relazione evolverà anche grazie all'amore e al senso di protezione con cui Yuna e David accudiranno non solo il figlio, ma anche il suo fidanzato orfano di genitori, nel periodo in cui saranno costretti a tenere la loro storia nascosta. In una delle scene più quotate dell'episodio The Cottage, Shane ha un principio di attacco di panico mentre è a tavola con la famiglia e il fidanzato, impaurito dalle conseguenze, sul piano della carriera, del suo coming out. Per calmarlo, Ilya ricorda al ragazzo di trovarsi in un safe-space in cui può essere semplicemente se stesso, momento che ha trasformato Heated Rivalry non solo in un cult, ma anche e soprattutto in un bell'esercizio televisivo di rappresentazione. Sui social si parla del coming out di Shane come di un'esperienza queer universale, dunque riconoscibile e percepita come autentica.
Will di Stranger Things e il coming-out pubblico
E veniamo dunque a Stranger Things 5. Nella stagione finale, il personaggio di Will (Noah Schnapp), decide di aprire il suo cuore alla madre (Wynona Ryder), al fratello Jonathan e a tutti i suoi amici impegnati nella lotta al Sottosopra. Nella scena Will spiega che Vecna, il loro arcinemico, ha sfruttato la sua fragilità e la paura di non essere accettato per il suo orientamento sessuale per trascinarlo nel UpsideDown e farne un suo burattino: dopo aver scoperto di avere dei poteri alla fine del Vol I. capaci di mettere in fuga i demogorgoni e complice l'amicizia con Robin (Maya Hawke), queer anche lei, Will finalmente capisce che il suo gruppo di amici può accettare e accogliere il suo coming out. La scena avviene tra un combattimento con Vecna e l'altro: Will riunisce tutte le persone che ama, compreso il suo migliore amico Mike (Finn Wolfhard) per raccontare chi è e come si sente. Ma l'approccio usato dai Duffer, anche se perfettamente coerente con l'arco narrativo del personaggio, ha destato non poche polemiche.
Il coming out di Will, infatti, è stato considerato forzato - e i sostenitori di MAGA, strumentalizzandolo, hanno accusato i Duffer di fare woke propaganda - e soprattutto troppo affollato: se ha senso che il ragazzo si sia confidato con la madre, il fratello e i suoi migliori amici, ha meno senso che nella stanza del reveal siano stati coinvolti personaggi secondari che nulla hanno a che fare con il percorso di crescita di Will nella serie. Presenza che ha trasformato questo momento importantissimo per lo show, per il personaggio ma anche per lo stesso Noah Schnapp, che ha fatto coming out pubblicamente in anni recente, in un frame poco riuscito persino per i fan di Stranger Things.
Le intenzioni dietro la scena, però, erano ben diverse. «Will parla sempre attraverso le sue espressioni facciali, ma riuscire finalmente a verbalizzare le sue emozioni ed esprimerle a tutti è stato così liberatorio. Accetta la propria identità, ed è questo che gli permette di scatenare i suoi poteri. Nel Volume 2 a capisce davvero che non si è mai trattato di Mike, ma di se stesso», ha raccontato lo stesso Schnapp a Deadline. E poi ha aggiunto: «So che potrei sicuramente immedesimarmi in alcune di quelle sensazioni che si provano quando si è innamorati di un migliore amico che non è innamorato di te. Sembra una rappresentazione realistica dell'essere queer e del crescere. Volevo solo che sembrasse il più autentico possibile. È una scena così importante, perché influenzerà tanti giovani Will là fuori che lottano con la propria identità, e volevo che fosse perfetta per loro e rendesse giustizia a questo personaggio». La missione dei Duffer e di Schnapp non sembra essere riuscita pienamente, almeno sul piano televisivo, tanto che l'episodio ha ottenuto uno score bassissimo su IMDB. Ma non per questo ha meno valore: nel giro di 24 ore, grazie a due serie tv, milioni di ragazzi e ragazze in tutto il mondo si sono sentiti rappresentati da due personaggi finzionali capaci di raccontare emozioni, sofferenze, paure universali. Grazie a due serie tv.












