Tutti parlano di Heated Rivalry, tutti pensano a Heated Rivalry. La serie non è ancora arrivata in Italia ma gli appassionati di romance che non l'hanno già vista sono davvero pochi. E anche chi non è riuscito a recuperare gli episodi della prima stagione della serie creata da Jacob Tierney (e ispirata all'omonimo romanzo di Rachel Reid), ne ha visto comunque degli spezzoni su Tik Tok, dove la community globale di fan dello show è cresciuta a dismisura in poche settimane, sin dall'arrivo della serie prodotta dalla rete canadese Crave su HBO Max America. L'ossessione di fine anno è servita: la storia d'amore tra i due campioni di hockey Ilya Rozanov e Shane Hollander, rivali sul ghiaccio ma segretamente presi l'uno dall'altro, sta appassionando milioni di persone. La comunità queer - in particolare la comunità queer nel mondo sportivo, che si è sentita rappresentata dalla storia interpretata sullo schermo da Hudson Williams e Connor Storrie ma anche e soprattutto le donne.
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Heated Rivalry racconta il sesso e l'amore attraverso il female gaze
Sul fatto che Heated Rivalry sia diventato un trend soprattutto tra il pubblico femminile eterosessuale si è scritto tanto, anche perché la serie in sei episodi (l'ultimo è arrivato in streaming venerdì 26 dicembre, poi le riprese della seconda stagione, ispirata al romanzo The Long Game, inizieranno in primavera) ha colpito l'immaginario sentimentale delle spettatrici in modo inedito rispetto ad altri titoli diventati un trend quest'anno, su tutti L'estate nei tuoi occhi. Sono stati i due attori, in un'intervista social per Them, a raccontare il loro punto di vista sulla questione.
«Stavo parlando con Hannah, la nostra costume designer», svela Storrie nel video «e lei mi ha detto che questo tipo di storie d'amore, questo modo di mostrare il sesso tra due uomini, eleva il concetto di desiderio, di preliminari, di attesa». L'intero racconto che inquadra l'esordio della storia d'amore tra Ilya e Shane, poi le evoluzioni sessuali ed emotive che coinvolgono i personaggi per quasi un decennio prima che la relazione passi al livello successivo, sono costruite tramite il female gaze, approccio che l'autrice Rachel Reid porta avanti in entrambi i romanzi dedicati ai due campioni di hockey e che Jacob Tierney ha mantenuto saldo nello show. «Alla fine è proprio per questo che amiamo il romance», ha aggiunto Storrie, «non è solo per il sesso, è per tutto ciò che c'è in mezzo. Ovvero il desiderio, questa capacità di connessione, questa vulnerabilità di cui Ilya e Shane sono capaci».
Hudson Williams ha spiegato che nel «romance etero, spesso si sfruttano quei tropes in cui è la donna quella che comunica e l'uomo quello chiuso, colui che non riesce a esprimere le sue emozioni. Questo è l'archetipo che abbiamo visto per anni e che spesso continuiamo a vedere nel genere». Heated Rivalry, invece, mostra l'escalation emotiva tra due uomini, «il che è da un lato allettante, anche perché tra loro parlano, piano piano si aprono, e tu ti chiedi: 'Ah, quindi anche i ragazzi sono capaci di questo? Non sono così incompetenti emotivamente!'».
Per Storrie, la ragione per cui le donne sono così coinvolte dalle storie d'amore tra uomini raccontate in tv è legata al fatto che «è l'unico modo di vedere un'idea di mascolinità che sia diversa, più accessibile e interessante per loro, capace di cambiare la narrazione e gli stereotipi cui siamo abituati».
Il crescendo tra Ilya e Shane è qualcosa che ci coinvolge sul piano fisico e mentale
Da un lato lo show mostra in modo inequivocabile la crescente tensione sessuale tra i due protagonisti, il russo e spavaldo Rozanov e il dolce Shane Hollander, mostrando sullo schermo i loro incontri intimi nell'arco di un decennio. Dall'altro racconta i tabù e le discriminazioni subiti dalla comunità queer nel mondo dello sport, dove spesso il brand e l'immagine pubblica dei campioni vengono delineati sui tratti della loro spiccata sessualità. Ilya e Shane rimangono amanti in segreto per anni perché sono rivali in campo e la loro storia potrebbe distruggere i rispettivi fandom. E perché fare coming out come coppia non è previsto, in un mondo in cui l'eterosessualità è, appunto, un marchio di fabbrica necessario a costruire l'aura da campioni di un dato sport. Ma anche perché Ilya è russo, figlio di un paese che non tollera variazioni sugli orientamenti sessuali: in uno degli episodi, il ragazzo confessa al suo amante che ha paura di non poter tornare a casa dopo il coming out per paura di ripercussioni, anche fisiche, sulla sua vita e sulla sua carriera.
Nella serie si intrecciano anche altre storie d'amore queer (ispirate alle vicende degli altri romanzi di Reid, tutte contenute nella serie Game Changers), su tutte quella tra il campione di hockey Scott e il bartender Kip: nella quinta puntata della prima stagione, davanti al coming out molto pubblico di Scott davanti a migliaia di persone dopo la vittoria della sua squadra, Ilya e Shane capiscono finalmente che un mondo in cui possono esprimere i rispettivi sentimenti ad alta voce è possibile e che, forse, con le dovute cautele, possono ambire a ciò che ha Scott. In questo solco, in questa grande capacità di rappresentazione che Heated Rivalry ha dimostrato di saper cavalcare su più livelli - lo spicy, grande componente dello show; i tropes romance più classici, come lo slow burn e il from enemies to lovers - è cresciuto il consenso, anzi, no, l'entusiasmo spasmodico intorno al titolo. La chimica tra i due attori fuori e dentro il set ha fatto il resto. Riusciremo a smettere di pensare e riguardare le scene della serie? Ne dubitiamo. E va bene così.












