Il fenomeno Heated Rivalry continua a macinare successi ed è diventato un trend anche in Italia dove, di fatto, lo show non è ancora arrivato: l'hype per le puntate in arrivo, in tutto sei - venerdì 19 dicembre è arriva in streaming (sulla rete canadese Crave e negli Stati Uniti su HBO MAX) la quinta - ha colpito i social, Tik Tok su tutti, e i libri dell'autrice Rachel Reid, mente della saga queer Game Changers di cui fa parte anche Heated Rivalry, sono finiti in cima alle classifiche anche se ancora la versione italiana non è stata pubblicata (arriveranno in primavera grazie a Always Publishing). Il merito di questo successo, oltre a una trama perfetta che segue a menadito i trend più riusciti del romance (in questo caso un gay romance, dato che i protagonisti sono due campioni di hockey sul ghiaccio) è senz'altro dei due attori protagonisti dello show, ovvero Connor Storrie e Hudson Williams: il primo interpreta il cupo e tormentato Ilya Rozanov, campione russo stella della squadra di hockey di Boston; il secondo è il dolce Shane Hollander.



Hudson Williams su Heated Rivalry: «Ho sempre creduto nel progetto, ma non avrei mai sognato un simile successo»

Hudson Williams ha 24 anni e prima di essere scelto per la parte di Shane Hollander da Jacob Tierney, creatore dello show, aveva preso parte solo ad alcuni corti indipendenti, partecipando poi a due episodi nelle serie Allegiance e Tracker. Canadese come il suo alter-ego, Williams ha detto a Hollywood Reporter US che non avrebbe mai immaginato di diventare una star della tv e dei social come è invece avvenuto dopo l'arrivo della serie - di cui è stata già ordinata la seconda stagione - su HBO Max negli Stati Uniti. Prima di arrivare sul set, Williams lavorava come cameriere in un ristorante italiano della British Columbia. Oggi è uno degli attori più quotati e virali, insieme al collega Storrie, di Tik Tok.

«Tutto mi sembra pazzesco. Mi sento come se fossi attirato da un campo magnetico. Ma ci vado anche molto cauto, ne parlavo l'altro giorno con Connor. Non so se tutto questo ci porterà a diventare chi vogliamo essere, se un giorno qualcuno ci chiamerà e ci dirà: 'Ti vogliamo in un nuovo show. O se Luca Guadagnino farà una chiamata dall'Italia per dirmi: 'Ti voglio nel mio film'. Non voglio fare nessuna previsione, quindi cerco di restare calmo. Anche se la reazione dei fan è stata splendida, mi sento sopraffatto». Williams oscilla, come il collega - di cui è diventato molto amico durante le riprese, tanto da accendere il gossip su una loro presunta relazione, poi rimandato al mittente da entrambi - tra la sorpresa per essersi guadagnato l'etichetta di sweetheart globale sul campo (letteralmente. Quello di hockey) e la paura che sia tutto frutto di una frenesia passeggera.

Shane Hollander è diventato l'uomo dei sogni di milioni di persone. Indipendentemente dall'orientamento sessuale

Secondo Williams il potere di Heated Rivalry sta nella scrittura, che ha definito «brillante», anche se le molte scene di sesso tra lui e Storrie nei panni - pochi - di Shane e Ilya è ciò che, apparentemente, è sembrato attirare maggiormente l'interesse del pubblico. «Ho sempre saputo, da quando ho letto la sceneggiatura, che era un prodotto eccellente e che Jacob è un eccellente scrittore».

Nella serie - che presumibilmente verrà distribuita anche in Italia, a partire da gennaio, su HBO Max - Williams interpreta Shane, che scopre con il suo acerrimo rivale Ilya di essere gay e con lui esplora tutte le dimensioni del sesso prima e dell'amore poi. Nella quarta puntata i due protagonisti si allontano, dopo anni di incontri segreti, perché si rendono conto di provare sentimenti più forti di una semplice e profonda attrazione sessuale. Nel finale dell'episodio, che anticipa il season finale, Shane intreccia una relazione con una donna, pur senza sentirsene attratto, e Ilya, personaggio chiuso emotivamente con un passato difficile alle spalle, prova gelosia per la prima volta in quasi un decennio di relazione.

«Prima di essere scritturato per la parte di Shane non sapevo minimamente che il gay romance fosse un genere e che l'hockey fosse una nicchia di questo genere. Non mi era familiare neanche l'idea che certi romanzi fossero così espliciti. Non in un modo negativo, perché sono autentici, descrittivi, sporchi. Trovo che sia bellissimo, ma ai tempi non pensavo che andasse così in profondità. Il livello di intimità dei personaggi fa si che non ti abbandonino più, che ti si incollino addosso».

«Non so se abbiamo fatto cattiva tv o buona tv. So che credo in questo lavoro, nella bella cosa che Jacob Tierney ha scritto. Sono aperto a tutto», ha concluso l'attore parlando della sua esperienza. Anche se ormai dimenticare il suo Shane Hollander, a questo punto del cammino, è ormai praticamente impossibile.