Sapevamo già che il personaggio di Will Byers in Stranger Things 5 avrebbe avuto un ruolo decisivo nelle sorti di Hawkins, ma non avevamo idea - i fratelli Duffer hanno regalato al mondo un inaspettato colpo di scena - che al centro della scena, nel quarto episodio del Vol I. della quinta e ultima stagione della serie Netflix, ci sarebbero stati niente meno che i suoi poteri. Sì, Will ha i poteri, ormai ci sentiamo sufficientemente tranquilli nel rivelare questo spoiler perché la scena in cui il ragazzo, con l'imposizione delle mani e grazie a una forza telecinetica senza pari, uccide i demogorgoni di Vecna per salvare i suoi amici, è praticamente ovunque sul web. Anche perché, combinata a questo momento epico per l'arco narrativo di Will (Noah Schnapp) ma anche per il finale di Stranger Things, i fan della serie hanno potuto assistere a un glow up del personaggio ancora più incredibile.



Il glow up di Will in Stranger Things 5 non è solo estetico, ma anche emotivo

Possono un nuovo taglio di capelli e un'inquadratura perfetta cambiare totalmente la percezione di un personaggio agli occhi del pubblico? La risposta è sì, se si tratta di Will Byers: sin dalla prima stagione Noah Schnapp ha interpretato un bambino e poi un ragazzino dolente, tormentato, traumatizzato dall'esperienza nel Sottosopra con Vecna (Jamie Campbell Bower) e perseguitato da inquietanti visioni, abituando i fan di Stranger Things all'idea che fosse destinato a una vita di sofferenza e un ruolo di comprimario. Negli assetti narrativi creati dai fratelli Duffer, almeno fino alla stagione 4, solo Eleven (Millie Bobby Brown) ha in mano - letteralmente - poteri psichici e telecinetici capaci di combattere contro quelli di Vecna. Nella quinta stagione, però, abbiamo assistito a uno spettacolo corale, in cui Eleven, pur rimanendo fondamentale per lo sviluppo della trama orizzontale, ha però lasciato il posto anche ad altri comprimari. E Will, con i poteri che si sono rivelati nel quarto episodio del Vol. I (il Vol. II arriverà il 26 dicembre sempre in streaming su Netflix), si è conquistato un posto d'onore accanto all'amica nello scontro finale contro il nemico comune.

Il glow up di Will non è solo emotivo - finalmente il ragazzo ha capito di non essere solo una vittima degli eventi, che non può definirsi solo in virtù di ciò che ha vissuto nel Sottosopra, ma di avere voce in capitolo e il poteri di cambiare le cose - ma, dicevamo, anche fisico: milioni di persone, grazie alla scena finale, si sono accorti che Noah Schnapp è un bel ragazzo, oscurato da anni di tagli di capelli improbabili e da una storyline tragica.

«Per conquistare Mike, Will è diventato Eleven»

Un altro punto a favore di questa trasformazione che anticipa gli scenari del finale dell'1 gennaio 2026 è che alimenta il grande triangolo di Stranger Things (anche se effettivamente) inesploso: quello tra Will, che nutre dei sentimenti per l'amico di sempre Mike (Finn Wolfhard) e Eleven, di cui Mike è innamorato. Attorno al possibile coming out del giovane Byers ruota gran parte della sua evoluzione psicologica: Will sta cominciando a capire che può essere se stesso, può gridare a gran voce i suoi reali sentimenti, senza paura di sentirsi giudicato. I suoi poteri, non a caso, si sono rivelati proprio in un momento di consapevolezza estrema, a sua volta alimentata dalle parole dell'amica (lesbica) Robin - Maya Hawke che, in una commovente scena del Vol. I, racconta a Will il suo, di glow up: un cambiamento generato dalla libertà di poter essere e amare chi desidera.

Il meme più ricorrente su questa triangolazione? Quello che recita: «Will, per impressionare Mike, è diventato Eleven». Ma si tratta, di fatto, solo di una battuta, perché il personaggio interpretato da Noah Schnapp non deve far altro che essere se stesso: i poteri sono solo una fortuita deriva della sua esperienza nel Sottosopra ma anche il punto di partenza per ritrovare la fiducia perduta nelle proprie capacità. Non importa, insomma, se Will si dichiarerà a Mike (e soprattutto non ha senso immaginare cosa il ragazzo dirà all'amico dopo la confessione): il punto di questa trasformazione da comprimario a personaggio centrale nella narrazione non è tanto il punto d'arrivo quanto il viaggio. Il percorso di Will in Stranger Things è unico per tanti motivi, ma soprattutto perché rispecchia in pieno i dubbi, le paure, le fragilità di un ragazzo come tanti.