Mancano poche ore e finalmente scopriremo i nomi degli artisti in gara a Sanremo 2026 (l’annuncio di Carlo Conti sarà al TG1 delle 13.30 di domenica 30 novembre). Facile intuire come da un paio di settimane a questa parte sia tutta una fuga di notizie, tra messaggi privatissimi che volano da una chat all’altra degli addetti ai lavori, voci non confermate, speranze, smentite, domande e risposte (a volte anche non richieste). Perché tutti dicono di voler fare Sanremo (è la summa di qualunque intervista ai cantanti del nostro Paese) ma mai come quest’anno a fare notizia sono i gentili dinieghi. Troppi impegni con i live, dischi in dirittura d’arrivo, necessità di fermarsi per rigenerare la creatività. Ogni scusa è buona (e probabilmente è anche già stata usata).



I talent che non talentano più

Ma se i “soliti noti” non sono più così tanto inclini e affezionati al festival (o alla sua formula, alla classifica, al confronto, all’idea del fallimento), chi inviterà Carlo Conti sul palco di Sanremo? La risposta, mai troppo scontata in questi casi, potrebbe essere i concorrenti (o gli ex) dei talent show. Programmi come X Factor e Amici sono diventati negli anni una fucina di risorse per Sanremo. Quest’anno però gli allievi cresciuti nelle scuole della tv sono stati convogliati quasi tutti su Sanremo Giovani: su 24 concorrenti alle griglie di partenza, dieci avevano già in cv un passaggio su Canale 5 o Sky. E quindi, torna la domanda iniziale: chi canterà tra i big a Sanremo 2026?

I nomi dei big, gli spoiler

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I nomi più accreditati, al momento, sono un mix tra vecchie glorie (Patty Pravo e Nada), raffinate interpreti pop che risollevano le quote rosa in calo nelle ultime edizioni (Levante, Malika Ayane, Emma, Arisa, Dolcenera, Serena Brancale), voci urban (Elettra Lamborghini e Fred De Palma), l’indie romano di Fulminacci e Eddie Brock, e alcuni underdog: Marco Masini & Fedez, Sal da Vinci, Zero Assoluto. Si parla anche di Frah Quintale, e poi di un’infilata di Gen Z nel loro prime: Tredici Pietro (28 anni); Emma Nolde (25); Chiello (26); Venerus (32), Sayf (26). Un cast diverso, con una narrazione a tutto tondo sulla musica ma dalla difficile (e armoniosa) scaletta: il rischio, per dirla in parole semplici, è che nessuno ci si ritrovi.


Chi guarderà Sanremo?

Se il cast dovesse essere così composto, la strada per Carlo Conti potrebbe essere in salita. Il pubblico di Rai1 infatti potrebbe storcere il naso davanti a proposte non così tanto mainstream, i giovanissimi invece sentirebbero la mancanza dei loro fratelli maggiori (i vari Irama, Tananai, Annalisa, Achille Lauro, Mahmood, Ultimo, Mengoni). Nomi che negli anni sono diventati familiari, e che al solo pronunciarli mettono tutti d’accordo e fanno immediatamente festival (come il panettone a Natale). Anche per gli sponsor: la pubblicità della tv generalista cerca nel suo evento più redditizio il conforto di un varietà tradizionale (quest’anno in special modo, visto che sarà nel ricordo di Pippo Baudo, Ornella Vanoni, le gemelle Kessler e il maestro Beppe Vessicchio). Uno spettacolo familiare allargato, che bilanci i violini dell’orchestra con l’autotune, il belcanto con le barre, gli abiti da sera con le sneaker con plateau. Insomma, da anni Sanremo si regge su un delicato equilibrio tra tradizione e innovazione, classicismi e novità. Finora Amadeus e Carlo Conti (considerando loro come artefici di questo nuovo corso) hanno mantenuto l’obiettivo fermo. E hanno sempre fatto centro. Ma i tempi cambiano. Le piattaforme esigono presenza (e nuovi singoli) a ritmo incessante, ai tour estivi si sono affiancati i palazzetti invernali, le tournée in teatro, le partecipazioni ai grandi happening internazionali. In questo quadro frammentato, si aggiunge una considerazione: il gradimento di Sanremo, storicamente, è un’onda ciclica che sale e che scende. Dopo sei anni di hype ai massimi livelli, con ascolti via via superiori a ogni prima serata, che sia iniziata una (fisiologica) fase discendente? Nulla di male, solo una possibilità (come non lo era L’addio del Coma_Cose e, a proposito, California potrebbe stupirci). Scopriremo tutto domenica. E - sinceramente - non vediamo l’ora.