L'importanza della colonna sonora in una serie tv può spesso superare il semplice accompagnamento musicale, trasformando canzoni del passato in fenomeni di massa e dando una profondità emotiva ai personaggi. Poche serie hanno dimostrato questa dinamica con la forza di Stranger Things, la saga fantascientifica dei fratelli Duffer che, in attesa della quinta e ultima stagione, continua a far parlare di sé anche per le sue iconiche scelte musicali.

La colonna sonora, che sia l’atmosfera originale creata dai sintetizzatori o le hit pop e rock degli anni Ottanta, è un vero e proprio elemento centrale della serie, capace di lanciare brani come "Running Up That Hill" di Kate Bush in vetta alle classifiche globali decenni dopo la loro uscita.

Iscriviti al canale WhatsApp di Cosmopolitan Italia



Dai Queen a Kate Bush: i segreti musicali di Stranger Things 5

Con l'avvicinarsi della quinta e ultima stagione di Stranger Things, ambientata nell’autunno del 1987, i riflettori sono puntati sulle scelte musicali che chiuderanno il cerchio narrativo. Il trailer ufficiale dell'ultima stagione ha già svelato una delle tracce chiave: "Who Wants to Live Forever" dei Queen. Questo brano, scritto da Brian May nel 1986 e parte dell'album A Kind of Magic, fu originariamente utilizzato per il film Highlander - L'ultimo immortale. La sua atmosfera drammatica e intensa si sposa perfettamente con il finale epico, violento e teso che i fratelli Duffer hanno promesso.

L'ultima stagione si svolge nel 1987, un anno ricco di hit come "Mony Mony" di Billy Idol, "Heaven is a place on Earth" di Belinda Carlisle e "Where the streets have no name" degli U2. La sfida, come ha spiegato Ross Duffer, è sempre quella di «cercare canzoni che non associ ad altri grandi eventi della cultura pop».

A proposito di scelte, i creatori hanno anche rivelato che, per l'iconica scena di Max, avevano in mente una canzone di Plan B prima di optare per la traccia di Kate Bush. Il "secondo classificato" alla fine fu scartato proprio perché già associato a un altro film celebre, Lost In Translation.

Così Stranger Things ha reso immortali le hit degli anni '80

Il fenomeno musicale più eclatante legato a Stranger Things resta senza dubbio, per l'appunto, "Running Up That Hill" di Kate Bush. Inserito in una sequenza chiave della quarta stagione, il brano ha assunto il ruolo di leitmotiv del personaggio di Max Mayfield (interpretata da Sadie Sink). La canzone, pubblicata nel 1985, funge da vero e proprio "talismano" che permette a Max di sfuggire al mostro Vecna.

L'impatto culturale e discografico è stato immenso: il brano ha raggiunto il primo posto nelle classifiche del Regno Unito e la top 10 in 34 Paesi, diventando virale sui social network e conquistando anche la Gen Z. Kate Bush stessa si è detta «sopraffatta» dalla portata del successo, ringraziando i fratelli Duffer per aver utilizzato il pezzo in una luce così positiva, associandolo al potere dell'amore e al coraggio. La canzone tornerà anche nella quinta stagione, in quanto Max è in coma e al suo fianco Lucas ha portato in ospedale lo stereo con l'album che contiene il brano, come simbolo di speranza nel suo risveglio.

Oltre al successo di Kate Bush, la serie ha rilanciato e reso immortali altre canzoni che definiscono l'atmosfera nostalgica degli anni '80:

  • "Should I Stay or Should I Go?" dei The Clash: questo brano del 1981 è immediatamente associato a Stranger Things, in particolare al legame tra Will e Jonathan e al tentativo di Will di comunicare dal Sottosopra nella prima stagione
  • "Africa" dei Toto: un classico del 1982 che ha fatto da sottofondo a momenti iconici della prima stagione, come l'inizio della relazione tra Nancy e Steve
  • "Ghostbusters" di Ray Parker Jr.: una scelta quasi obbligata per una serie ambientata nel 1984 i cui protagonisti sono bambini appassionati di fantasmi, usata in una scena di Halloween
  • "Master of Puppets" dei Metallica: nella quarta stagione, questa traccia ha avuto un ruolo fondamentale nella trama, venendo suonata dal metallaro Eddie Munson in una scena d'azione
  • "Time after Time" di Cyndi Lauper: ha chiuso in modo romantico la seconda stagione, accompagnando la scena del ballo tra Dustin e Nancy

L'importanza della musica va oltre i brani pop: la colonna sonora originale di Michael Stein e Kyle Dixon della band Survive, con il suo ampio uso di sintetizzatori, rende omaggio a compositori come Jean-Michel Jarre, Vangelis e John Carpenter.