Tommaso Zorzi l'abbiamo conosciuto e apprezzato nelle vesti di influencer, concorrente di reality e scrittore, ma forse è nel suo ruolo di giudice, sempre pungente e sul pezzo, che il suo spiccato talento televisivo è emerso in modo più evidente. Negli ultimi anni programmi come Drag Race Italia o ancora Cortesie per gli ospiti ce l'hanno presentato in una veste nuova e perfetta per chi nelle trasmissioni di intrattenimento cerca un mix tra stile e leggerezza. E in questo senso il nuovo programma di cui è uno dei protagonisti, Turisti per case, non fa certo eccezione.



La trasmissione - in onda a partire da martedì 21 ottobre 2025 alle ore 21:30 su Real Time - vedrà Tommy alla ricerca delle migliori case vacanze d'Italia, affiancato dalle due star di Casa a Prima Vista Ida di Filippo e Gianluca Torre. Insieme, i tre gireranno il Belpaese sperimentando tra concept di ospitalità differenti, riflesso delle personalità degli host proprietari. All’arrivo, ogni “holiday home” riceverà la valutazione di ciascun esperto secondo tre criteri, ovvero Posizione (la struttura esterna, il panorama), l'Home Tour (ovvero la struttura interna, le camere) e l'ospitalità (ad esempio la gentilezza,la professionalità, la storia dei proprietari): tre i giudizi possibili, ovvero «Ok», «Ottimo» e « «Top». Ogni puntata prevede la visita a due abitazioni: al termine di entrambi i soggiorni e dopo il secondo check out verrà svelato l’host che avrà ricevuto il maggior numero di Top e che vincerà così una recensione scritta dai tre giudici.

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Gianluca Torre, Ida Di Filippo e Tommaso Zorzi a Turisti per case

Cosmopolitan intervista Tommaso Zorzi per Turisti per case: un giudice un po' esigente ma sempre onesto

In attesa della messa in onda del programma, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Tommaso. Ecco cosa ci ha raccontato su Turisti per case, e non solo.

Ciao Tommaso, in questo programma sei nuovamente un giudice, ma in passato ti abbiamo conosciuto in tante altre vesti. Tu hai identificato la tua comfort zone professionale?

Credo che la discriminante oggi non sia tanto il ruolo in sé, quanto la credibilità e il percorso di un artista che vuole fare il mio mestiere. Questo è il mio quinto o sesto titolo per Real Time, sono cresciuto in una rete che ha creduto in me, e che ha investito in me, sia in programmi come giudice sia come conduttore. Sono grato alla rete per avermi dato l'opportunità di sperimentare così tanto e di darmi una credibilità agli occhi del pubblico, a prescindere dal ruolo.

Ti piacerebbe invece avere un one-man show tutto tuo? Ti è mai stato proposto?

Sì, è capitata l'occasione subito dopo aver vinto il Grande Fratello Vip. Ai tempi avevo rifiutato perché non mi sentivo pronto. Adesso ho 30 anni, ho fatto la mia gavetta, e credo che sarà un'opportunità che mi si ripresenterà e sicuramente la valuterò con un'esperienza maggiore.

Nel programma fai squadra con Ida Di Filippo e Gianluca Torre. In cosa siete allineati e in che aspetti invece siete completamente diversi?

Non abbiamo mai battibeccato! Si è creata subito una sinergia immediata; abbiamo riso e scherzato moltissimo sul set, forse è stato uno dei programmi dove più mi sono divertito sul set. Le differenze, però, sono evidenti: Ida, ad esempio, non ha mai votato sotto l'eccellente. Non penso che possa essere sempre tutto bello uguale, io invece magari non mi ritengo necessariamente quello più "cattivo", ma mi definirei "onesto". Ritengo che, televisivamente parlando, sia necessario essere anche un po' taglienti quando è il momento giusto. Gianluca invece è più impalpabile: non sai mai come valuterà, è sempre più criptico. Comunque io e lui siamo sempre abbastanza allineati.

Qual è stata l'esperienza che ti ha divertito di più assoluto durante le riprese di Turisti per case?

Sicuramente tutto quello che è successo dietro le quinte, perché era un po' come andare in gita in classe: ricordo con estremo piacere queste scampagnate di tre o quattro giorni di riprese con tutta la troupe e le tavolate a fine set con 25 persone. C'è stata una grande armonia a telecamere spente.

I criteri di valutazione sono Posizione, Home Tour e Ospitalità. Quale di questi, secondo la tua esperienza, è il più difficile da portare a un livello "Top" da parte degli host?

Ovviamente la posizione è il criterio più difficile, perché non la puoi cambiare! O ce l'hai o non ce l'hai. Non è qualcosa che puoi inventare o migliorare con l'arredamento; è un dato di fatto legato al luogo in cui ti trovi, è difficile staccare la struttura e spostarla!

Citando Bruno Barbieri qual è il tuo "topper", cioè quell'elemento che per te non può mancare in una casa vacanze?

È il servizio, cioè la possibilità di alzare il telefono, di chiedere qualcosa, e quella cosa arriva. Quando uno arriva in vacanza non ha voglia di occuparsi di certe cose. Se c'è un lato che prediligo, tra una struttura mega-galattica e una più semplice, è quello umano: l'efficienza del room service e la gentilezza dello staff (mi sento un po' viziato in questo senso) fanno la differenza. Anche banalmente il sorriso di una persona quando entri in un posto, il fiore fresco, in generale la coccola, mi rendono felice!

Cosa invece ti fa urlare «che orrore!»?

I fiori finti (per me sono il capolinea, non c'è giustificazione!) e i profumatori per ambienti con gli stecchini!

Dopo aver soggiornato in dimore così particolari, hai maturato una nuova prospettiva su come dovrebbe essere la tua casa vacanze ideale? Hai alzato i tuoi standard?

Ogni posto è diverso, e si hanno aspettative diverse in base al tipo di viaggio. Quello che ci deve essere, in qualsiasi casa vacanze, è un dettaglio unico, qualcosa che non trovi altrove. Per esempio, sono stato in una stanza scavata nella roccia che in passato era una miniera trasformata in spa, qualcosa che esiste solo lì. In Italia poi siamo pieni di posti simili, abbiamo tantissime cose uniche.

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Tommaso Zorzi, Ida di Filippo e Gianluca Torre ospiti di Palazzo Radice in Franciacorta

C'è secondo te un posto in Italia che hai scoperto nel corso di questa esperienza e che pensi sia sottovalutato?

Assolutamente, il Delta del Po è un posto incredibile. Per le risaie, la fauna, i fenicotteri... Credo abbia bisogno di un rebranding e di essere valorizzato al meglio.

Secondo te perché oggi questi show che parlano di case vanno così forte?

È una cosa che ci accomuna tutti. Abbiamo (quasi) tutti una casa, che sia di proprietà o in affitto, e il settore immobiliare smuove sempre l'interesse. Abbiamo tutti i nostri criteri personali per giudicare una casa, e quando mettiamo quattro persone davanti alla TV a confrontare le loro opinioni l'argomento diventa irresistibile. Ognuno di noi vuole dire la sua, è un argomento su cui siamo tutti tuttologi.

Oggi si parla molto di prezzi di case alle stelle, e di persone che faticano a trovare affitti abbordabili. Ti capita mai di riflettere sui tuoi privilegi in questo senso?

Io sono perfettamente consapevole del mio privilegio. D'altra parte c'è da dire che il mezzo televisivo è di per sé patinato, evidentemente facciamo tutti parte di un élite, ma è importante esserne consapevoli e ringraziare tutti i giorni di avere certe fortune. Io sui miei social mi espongo molto su certi temi, vedo che non tutti lo fanno come lo faccio io. Io prendo posizione costantemente anche a scapito del mio privilegio. Io uso la mia voce non solo per guadagnarci, ma anche per sollevare delle questioni.

E invece tu personalmente a casa tua come hai lavorato a livello di interni e design?

Sono un grande amante degli anni '70, parto da lì come ispirazione e poi vado indietro fino agli anni '30 come genere di mobili. Colleziono i grandi maestri del design italiano, come Joe Ponti e Ico Parisi passando per Vico Magistretti. Non ho regole cromatiche fisse: se i pezzi sono belli, li metto insieme. Detesto le case tutte bianche, in giro oggi vedo molti "architetti presso Pinterest" (giuro che non voglio sembrare spocchioso!). Per il resto giro molto per i mercatini, mi piace fare le aste, mi piace passare le notti online per cercare le posate che mi servono per chiudere un servizio. Detesto le cose nuove, le uniche cose nuove che compro sono asciugamani e lenzuola! Per il resto è tutta roba di design, di modernariato.

Dopo essere stato concorrente e giudice di Cortesie per gli ospiti, ti senti migliorato a livello di accoglienza?

Anche grazie a Csaba, ormai io a livello di tavola sono pronto al 103%. Io dedico tantissimo tempo alla cura della tavola, sfrutto in questo senso i tempi morti durante le riprese di Cortesie per gli ospiti. Magari mi capita di andare a casa di un ospite, vedo un servizio che mi piace, faccio una foto e chiedo a ChatGPT che prodotti sono e me li vado a cercare su Ebay. Ho una quantità di servizi di piatti che voi umani non potete neanche immaginare.

Per quanto riguarda la cucina, invece, ordino: credo che l'importante sia che gli ospiti mangino bene, non per forza quello che cucini tu!

Un'ultima domanda un po' più leggera: in queste prime due puntate scherzi con gli host chiedendo loro se hanno un «erede» da presentarti. Sei ancora alla ricerca?

No, non sono più alla ricerca, non mi serve più un erede, sono a posto! Sto vivendo uno dei periodi più belli della mia vita, sono sincero. Ora che ho finito la casa, sto riscoprendo tante cose a cui davo meno attenzione. Adesso ho preso in gestione una casa in campagna che era di mia nonna, e ora mi si è sbloccato questo progetto, ho l'obiettivo di renderle onore e passare tanto tempo in quel posto, a prendere le galline, e fare i lavori di casa. Sto vivendo una nuova fase che mi piace molto!