Guardare una puntata di Temptation Island è come ascoltare le confessioni di quell'amica che proprio non ne azzecca una in amore, che continua a incappare nei malesseri peggiori, non si accorge delle red flags che le si parano davanti finché non è troppo tardi e finisce col soffrire ripetutamente e sempre per gli stessi motivi. Ascoltare quell'amica è un viaggio al contrario: ci ricorda esattamente dove non vogliamo andare. E il dating show di Canale 5, ora nel pieno delle tre puntate finali che concluderanno l'edizione 2025 (la prima è andata in onda il 29 luglio, poi si andrà avanti fino al 31) mette in moto esattamente gli stessi meccanismi: mentre osserviamo le coppie di ogni edizione distruggere il concetto di amore maturo con atteggiamenti tossici, spesso violenti e decisamente non costruttivi, ci consoliamo dicendoci che a noi no, non può capitare, noi siamo migliori, più attenti, consapevoli. Farci trattare così da un partner? Mai nella vita.
- Il video del falò di Sarah e Valerio
- Ma quindi Temptation Winter si fa o no?
- Quanto costa una vacanza nel resort di Temptation Island in Calabria
E lo spettacolo che scorre sullo schermo diventa subito più gustoso, appassionante, un piacere colpevole, appunto: assistere al tormento altrui ci consola (perché noi stiamo bene), osservare dinamiche tossiche a distanza di sicurezza ci fa sentire al sicuro (perché noi non cadremmo mai tra le braccia di uno così). E così, edizione dopo edizione, Temptation Island riscuote successo non solo per le ardite scelte musicali - un must del dating show condotto da Filippo Bisciglia- per i casting più o meno azzeccati o per il montaggio riuscito. Funziona anche e soprattutto per contrasto: guardiamo ciò che non vorremo mai essere senza pensare che sul piano razionale, mentre si guarda un programma in tv, tutto è possibile, è quando sopraggiungono le emozioni che le cose si complicano e i piani per restare maturi, consapevoli e centrati non sempre riescono.
Così come i tradimenti, anche gli amori tossici altrui ci affascinano. Soprattutto quelli di Temptation Island
E basta pensare al caso Astronomer/Coldplay per capire quanto: il mondo intero si è fermato per parlare della vicenda ormai stranota che ha coinvolto una coppia clandestina a un concerto. A noi non sarebbe mai capitato, ci siamo detti. Se devi tradire tua moglie fallo bene, non andare a un evento iper-popolato dove tutti possono vederti, hanno suggerito altri. Sempre per la legge del contrasto, abbiamo sfruttato un caso mediatico di proporzioni vastissime come quello generato da una kiss cam e da Chris Martin per definire ciò che noi non siamo, non saremo mai, non vogliamo essere.
E lo stesso capita con il programma di Canale 5, che raccoglie una media di 4 milioni di persone davanti al piccolo schermo a ogni puntata: soprattutto nelle ultime edizioni, quelle in cui la trasmissione è diventata virale sui social trasformandosi in un punto di riferimento intergenerazionale, la ricorrenza di amori infelici, frasi inquietanti, dinamiche manipolatorie e poco sane sono diventate ciò di cui più si parla durante e dopo la messa in onda.
Da semplici osservatori o da veri analisti (o sociologi, antropologi, psicologi, a seconda del taglio che vogliamo dare alla disamina) ci poniamo nei confronti di quello che succede in puntata come se fossimo davanti a un acquario: le bottiglie che volano per la rabbia, le battute a base di controllo e manipolazione pronunciate dai concorrenti, i finali a sorpresa che ci fanno arrabbiare - vedi Valentina e Antonio dell'edizione corrente, che dopo aver passato settimane a dirsene reciprocamente di ogni, alla fine sono usciti dal programma con una proposta di matrimonio in tasca - sono uno spettacolo da guardare con distanza, forse anche con superiorità. Anche e soprattutto emotiva.
Sarah e Valerio di Temptation Island 2025 sono una felice eccezione alla regola
Certo non ci sono solo le minacce velate, le relazioni sbilanciate, gli eccessi di gelosia e possesso, ma anche le eccezioni: Sarah e Valerio dell'ultima edizione, che si sono lasciati nella sesta puntata durante un falò di confronto *davvero* maturo, consapevole e anche commovente, hanno dimostrato innanzitutto che sì, la produzione di Temptation Island sa sondare bene il sentiment del pubblico e dei social, costruendo ad hoc ogni puntata per andare incontro a quelle determinate aspettative. E poi che ci affascina guardare il tormento altrui non solo quando è tossico, ma anche quando è agrodolce. Nel secondo caso, però, riconoscersi in quel dolore - Sarah ha accettato l'addio del fidanzato ammettendo di volergli ancora bene e di non poter dimenticare gli anni insieme nonostante tutto, ed entrambi hanno mostrato grande fragilità e rispetto nel chiudere la loro storia - ci fa bene perché diventa terapeutico: Sarah e Valerio ci hanno ricordato che certi amori finiscono anche quando il cuore lotta per tenerli in vita, che gli sforzi che facciamo non sempre assicurano il lieto fine. E che può capitare a tutti, anche a chi si era promesso che sarebbe stato per sempre, di dover invece dirsi addio.











