- Tutto quello che c'è da sapere su JJ, il vincitore di Eurovision 2025
- Eurovision 2025: vince l'Austria. Ecco com'è andata a Lucio Corsi e Gabry Ponte
- Eurovision 2025: tutto quello che c'è da sapere sull'esibizione di Lucio Corsi
A una settimana dalla finale, andata in onda in diretta da Basilea sabato 17 maggio, ancora non si placano le polemiche per la partecipazione di Israele a Eurovision Song Contest 2025 (manifestazione da sempre apolitica). L'artista israeliana Yuval Raphael (sopravvissuta alla strage del Supernova Festival del 7 ottobre 2023) ha partecipato alla gara classificandosi seconda dietro l'austriaco JJ, risultato che ha portato alcune televisioni a richiedere maggior chiarezza, soprattutto per quanto riguarda il televoto.
Israele a Eurovision 2025: forti proteste e le parole del vincitore JJ
I sostenitori della causa palestinese da tempo chiedono a EBU (l'European Broadcasting Union, che organizza l'evento) un'esclusione dei concorrenti israeliani, proprio come era accaduto con la Russia dopo l'occupazione dei territori ucraini.
Lo stesso JJ - l'artista di "Wasted Love" - si era espresso di recente nel merito della questione in un'intervista al quotidiano spagnolo El País, dove aveva dichiarato: «Vorrei che il prossimo Eurovision si svolgesse senza Israele. Ma ora la decisione spetta all’EBU. Noi artisti possiamo solo esprimere la nostra opinione. E mi spiace che abbiano escluso la Russia, ma mantenuto Israele. Che cosa farei io? Se dipendesse da me, non ci sarebbero nella competizione».
Alle parole di JJ ha presto replicato l'emittente austriaca ORF, che ha preso le distanze dall'artista, scrivendo in un comunicato: «Le affermazioni di JJ rappresentano una sua opinione personale e non riflettono la posizione dell’ORF. All’ESC per noi contano la musica e le performance artistiche. L’EBU ha regole chiare che separano la politica dall’intrattenimento». Alla luce di quanto accaduto, JJ è poi tornato sui suoi passi, scrivendo sui suoi social: «Mi dispiace molto se le mie parole siano state fraintese. Condanno ogni forma di violenza contro i civili. Su questo tema non mi esprimerò ulteriormente».
Il caos sul televoto a Eurovision 2025: cos'è successo?
Nel frattempo, diverse emittenti pubbliche hanno chiesto una maggior trasparenza sul televoto all’EBU: è il caso di RTÉ, la televisione nazionale irlandese, RTVE, la rete pubblica spagnola, e VRT, tv fiamminga.
Martin Green, Direttore dell’Eurovision Song Contest, ha dichiarato in un lungo comunicato: «L’EBU ha ascoltato con attenzione e ha partecipato attivamente alle conversazioni tra i Membri, i nostri fan e i media, successive all’edizione di quest’anno dell’Eurovision Song Contest (ESC). Desidero ancora una volta congratularmi con il vincitore JJ e con il team dell’ORF. La sua esibizione e la sua canzone hanno vinto meritatamente, chiaramente e validamente il Contest, e vogliamo assicurarci che eventuali discussioni accessorie non oscurino questo straordinario risultato».
Sicurezza, voto e verifiche: “Processi solidi e trasparenti”
Green ha ribadito la solidità del sistema di voto: «Include molteplici livelli di sicurezza e un insieme completo di regole per garantire un risultato valido» e ha poi spiegato che Once Germany GmbH, partner ufficiale per il voto, utilizza «sistemi ridondanti e piattaforme multiple» e che oltre 60 persone a Colonia, Vienna e Amsterdam supervisionano il processo, in contatto diretto con i partner di telecomunicazioni.
«Tutti i risultati sono verificati secondo il principio delle 8 occhi dal CEO e da dipendenti senior di Once, con oltre 40 anni di esperienza complessiva», ha affermato, aggiungendo che il monitor indipendente EY «supervisiona e autentica i risultati» e che ogni decisione è «documentata e valutata».
Green ha poi chiarito che i voti del pubblico, espressi via SMS, chiamata o online, «mostrano evidenze della motivazione di comunità o diaspore verso determinati concorrenti», influenzati da «attributi personali, storie di vita, affiliazioni geografiche e attualità». Dinamiche che, ha sottolineato, fanno parte della natura stessa del contest.
Verso il futuro: possibili cambiamenti e confronto con i Membri
Guardando avanti, Green ha ricordato che il Reference Group del Contest, che rappresenta i Membri, analizzerà come ogni anno i dati raccolti per «garantire che le regole e i sistemi restino a prova di errore» e aggiornati rispetto a influenze esterne e nuove tecnologie.
Un punto in esame sarà la promozione degli artisti: «È consentita e serve a celebrare gli artisti e a lanciare le loro carriere, ma vogliamo assicurarci che non influenzi in modo sproporzionato la mobilitazione delle comunità». Anche la regola dei 20 voti per metodo di pagamento sarà oggetto di analisi, anche se «non ci sono prove che influisca sul risultato finale».
Ha infine concluso: «Come sempre, l’EBU e io ci confronteremo con i nostri Membri per raccogliere le loro opinioni su questo e altri temi».











