Cresciamo con l'idea di dover diventare a tutti i costi qualcuno, di dover brillare in ogni contesto, di dover raggiungere una cima per piantare una bandiera. Quando ci rendiamo conto che la fatica della salita ci blocca il respiro, è lì che cominciamo a chiamare le nostre ambizioni "fallimento". Riconoscete questa sensazione? L'abbiamo provata tutti, almeno una volta nella vita: ci dicono che dobbiamo essere forti, che dobbiamo essere dei duri. E che se non siamo né l'uno né l'altro allora cosa ci stiamo a fare su questa terra? Ci ha pensato Lucio Corsi a Sanremo 2025 a dirci che no, il mondo per i "normali" sarà anche faticoso ma non è impossibile, che vivere senza correre non è una favola, che esserci senza sgomitare si può. "Volevo essere un duro", la canzone con cui ha esordito al Festival e ha conquistato il pubblico e la sala stampa (che, dopo la prima serata, lo ha inserito nella Top 5), ci racconta che diventare altro rispetto a ciò che si sognava da bambini non è un fallimento e che essere uno «starnuto» e non una «stella» non ci rende peggiori, ma solo noi stessi. Ed è bellissimo.
Lucio Corsi, la meraviglia di essere normali
Una canzone delicata che ci dice di accettarci come siamo, oltre ogni ansia sociale

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