Ad oggi, purtroppo, tante persone vivono una storia di dissonanza con il proprio corpo. Molte di loro, probabilmente, si stanno ancora riprendendo da disturbi alimentari o soffrono tuttora di anoressia o bulimia. Si tratta di condizioni estremamente diffuse nelle comunità queer, ancora di più che in quelle eterosessuali. Tuttavia, raramente se ne parla, soprattutto se quelle stesse condizioni riguardano gli uomini. I disturbi alimentari maschili, spesso e volentieri, vengono infatti trascurati sia dai media che dalla ricerca.
La terza stagione di Heartstopper affronta proprio questo difficile argomento: Charlie Spring, interpretato da Joe Locke, si sente sopraffatto e comincia ad avere a che fare con un disturbo alimentare. Come nota il suo fidanzato Nick Nelson, interpretato da Kit Connor, le abitudini alimentari di Charlie sembrano cambiare in base all'ansia legata al bullismo subito a scuola.
La serie accompagna dunque gli spettatori attraverso la diagnosi, il trattamento e il sostegno che il protagonista riceve dalla comunità che lo circonda. Alla fine, Charlie riesce a sconfiggere il suo disturbo alimentare con un ricovero e iniziando delle sedute settimanali con un terapeuta per affrontare la sua ansia. Questo tipo di rappresentazione è importante, dal momento che aiuta realisticamente a salvare vite umane. Qui di seguito, Alice Oseman, creatrice e sceneggiatrice di Heartstopper, spiega come la serie sia riuscita a trattare con rispetto questo delicato argomento.
I disturbi alimentari sono molto diffusi nelle comunità queer e tra gli uomini gay, ma purtroppo non se ne parla spesso. Perché ha ritenuto importante mostrare questa realtà attraverso la storia di Charlie?
I disturbi alimentari sono molto comuni negli uomini e soprattutto nei giovani uomini, e lo sono ancora di più tra le persone queer. Non se ne parla molto in televisione o nei film, dato che disturbi alimentari sono ancora visti come una malattia mentale prevalentemente femminile, il che ovviamente non è affatto vero. Charlie, in questo senso, rappresenta i tanti giovani uomini queer che soffrono di disturbi alimentari.
Come ha fatto ad assicurarsi che i disturbi alimentari venissero affrontati in modo rispettoso?
Si trattava di trovare il confine tra il mostrare troppo e il mostrare troppo poco, essenzialmente. Volevo che fosse realistico e che mostrasse in modo autentico la realtà di un disturbo alimentare, ma se mostravo troppo, allora diventava gratuitamente dannoso. E non sarebbe stato utile per nessuno. Ma d'altra parte, se sorvolavo sugli elementi più oscuri di quella storia, allora non sarebbe stata realistica. C'è una linea di mezzo che ho cercato di trovare.
La terza stagione ha un'atmosfera più "seria" delle altre. È sempre stato questo il vostro piano, iniziare con un po' di leggerezza per poi passare a temi più delicati?
In un certo senso era questo il piano, fin dall'inizio. Dopotutto, Nick e Charlie erano personaggi di supporto in un libro che ho scritto in precedenza, intitolato Senza nuvole. Solitaire. Quindi, dopo aver scritto quel libro e aver iniziato Heartstopper, ho sempre saputo che alla fine saremmo giunti a quel punto, ma c'erano così tante storie da affrontare prima di arrivarci. Non so se ho pensato davvero al cambiamento del tone of voice della storia, è semplicemente successo in modo del tutto naturale.
Visti gli argomenti così delicati, com'era la situazione sul set, durante questa terza stagione?
Joe era davvero entusiasta della storia. Credo che gli sia piaciuta molto l'opportunità di fare qualcosa di nuovo. Abbiamo sempre un paio di settimane prima delle riprese in cui facciamo le prove e, tendenzialmente, passiamo quel tempo a parlare dei temi della storia. Voglio sempre assicurarmi che gli attori capiscano davvero qual è l'arco generale del loro personaggio.
Lei ha lavorato anche con un'associazione benefica con sede nel Regno Unito che si occupa di disturbi alimentari. Com'è stato?
Ho scritto la sceneggiatura e poi l'abbiamo inviata all'associazione Beat. Ci hanno dato un feedback su quali parti della storia erano buone e quali avremmo dovuto modificare. È stato davvero utile avere il loro parere prima di iniziare le riprese.
La terza stagione evidenzia come la salute mentale di una persona possa influenzare anche gli amici e i parenti che la circondano. Perché era importante sottolineare anche questo aspetto?
Heartstopper è, ed è sempre stata, la storia di Nick e Charlie. Entrambi sono protagonisti alla pari. Anche se è Charlie a vivere questa situazione, Nick è il suo ragazzo e vuole aiutarlo. Nick vuole davvero fare tutto il possibile per risolvere la situazione, ma deve capire che non può farlo. È una cosa davvero difficile da capire. Nick ha solo 16 anni e non ha le conoscenze o le competenze necessarie per comprendere che non può sistemare tutto per Charlie. Tutti i personaggi sono colpiti da ciò che Charlie sta passando, perché tutti lo amano. Charlie, infatti, ha molte persone intorno a sé e, anche se non possono risolvere tutto, sicuramente rendono le cose più luminose.
L'episodio 4 è speciale, perché mostra Charlie che affronta la sua terapia ospedaliera. Cosa ne pensa di questa puntata?
Nell'episodio 4 rompiamo completamente la struttura dello show. Facciamo qualcosa di veramente diverso. Credo che in un normale episodio di Heartstopper ci siano di solito circa 40 scene, mentre nell'episodio 4 ce ne sono circa 70. L'intera puntata ha uno stile molto monografico e gioca con la cronologia. Attraversiamo tre mesi di tempo, poi torniamo indietro e li ripercorriamo da una prospettiva diversa. Abbiamo anche introdotto una voce narrante per la prima volta. Sono sempre stato contraria al narratore in Heartstopper. Poi, alla fine, lo abbiamo fatto nell'episodio 4.
Cosa spera che gli adolescenti traggano da questa stagione di Heartstopper?
A prescindere dal buio che può esserci nella vostra vita, c'è sempre speranza. Tirarsi fuori da situazioni difficili non è impossibile. Alla fine le cose andranno bene: questo è il senso di Heartstopper.
Articolo tradotto da collaboratori esterni, per info e collaborazioni rivolgersi alla redazione



















