«Una belva a Sanremo», con queste parole Francesca Fagnani ha fatto il suo ingresso a Sanremo 2023. E si è presa il palco della seconda serata. La giornalista e conduttrice, di Belve appunto, non è andata lontano da ciò che fa di solito. Stile schietto, parole pungenti, ha scelto di non parlare di sé nell'ormai tradizionale monologo che accompagna le co conduttrici degli ultimi Festival.

Il suo intervento l'ha dedicato ai ragazzi del carcere minorile di Nisida, per dire che i comportamenti criminali arrivano lì dove si è più deboli, dove mancano educazione e istruzione. «Vogliamo che la gente sappia che non siamo animali, non siamo bestie, non siamo killer per sempre, vogliamo che la gente ci conosca», ha detto citando i minori reclusi.

La giornalista ha riportato le parole dei ragazzi: «Io pensavo che la felicità si comprava». Fagnani li ha intervistati tutti, scoprendo sempre la stessa cosa: se avessero potuto, avrebbero voluto un'altra istruzione, avrebbero voluto frequentare la scuola, diplomarsi: «Hanno picchiato, rapinato, ucciso e alla domanda perché l’hai fatto non trovano una risposta. Bisogna andare al giorno prima, al mese prima, alla vita prima. Hanno occhi che chiedono aiuto, senza sapere quale aiuto e a chi chiedere aiuto. La scuola l’hanno abbandonata, ma nessuno li ha mai cercati». E poi: «Quando ho intervistato detenuti in carcere per reati gravissimi ho chiesto loro: cosa cambieresti della tua vita? Tutti mi hanno risposto: sarei andato a scuola».


«La scuola dovrebbe garantire pari opportunità, almeno ai più giovani e lo Stato dovrebbe essere più sexy dell’illegalità», ha aggiunto ancora. E ancora: «Il carcere deve rieducare. Chi esce dal carcere deve uscire meglio di come è entrato, per rispetto dell'art. 27 della Costituzione. Che uno spacciatore o un ladro che sia, una volta uscito, cambi mestiere».