Ci eravamo appena abituati agli zombie infetti e alle carcasse di edifici distrutti nel mondo post apocalittico di The Last of Us. Credevamo di aver inquadrato la serie sulla scia del videogioco da cui è tratta e, invece, ecco che al terzo episodio lo show prende una piega completamente diversa. Si concede una pausa da sparatorie, contaminazioni e fughe disperate e ci mostra di saper arrivare dritto al cuore. Ci rivela forse il lato più interessante della serie che ha scelto di mostrare sempre il lato più umano dei personaggi. Il terzo episodio «Parla di due persone che si incontrano», afferma il regista Peter Hoar, «ed è universale in tanti modi».

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Bill suona "Long Long Time" per Frank

Racconta (spoiler) di un amore, quello tra Bill e Frank, un amore queer nato e fiorito nella desolazione degli Stati Uniti colpiti dall'epidemia di cordyceps. Bill (Nick Offerman) è un survivalista paranoico e misantropo che, allo scoppiare della pandemia, si rifugia in un villaggio evacuato che trasforma in una fortezza inespugnabile dove riesce a condurre, in totale solitudine, un'esistenza quasi normale. Tutto cambia all'arrivo di Frank (Murray Bartlett) che, in fuga da predoni e infetti, gli chiede ospitalità. Così vediamo Bill cedere pian piano alla voglia di contatto e aprirsi a un altro essere umano: gli prepara la cena, suona al pianoforte "Long Long Time" di Linda Ronstadt e gli confida di non sapere come amare un uomo. «È francamente straordinario», scrive il New York Times, «che quella che è apparentemente una serie horror d'azione possa trovare il tempo - nel suo terzo episodio, nientemeno - per un cortometraggio alternativamente commovente e straziante sull'amore. È come se il montaggio di apertura del film Up fosse esteso a circa 45 minuti e poi calato nel mezzo di World War Z».

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Bill mentre parla con Joel

Eppure, dopo l'agghiacciante finale del secondo episodio, questo intermezzo ci fa tirare il fiato e ricordare che, anche nella disperazione e nella tragedia, c'è spazio per coltivare l'amore. «Prestare attenzione alle cose è il modo in cui mostriamo amore», dice Frank a Bill ed è quello che entrambi fanno aiutandosi a vicenda, accudendosi l'un l'altro nella malattia e nella vecchiaia, annaffiando i fiori del loro giardino e sistemando la loro casa. Li vediamo invecchiare, indebolirsi e, infine, dopo un ultimo giorno luminoso, prendere la decisione di porre fine alle loro vite, addormentandosi insieme nella loro camera. «Odiavo il mondo ed ero felice quando tutti morivano», scrive Bill a Joel prima di togliersi la vita, «ma mi sbagliavo perché c'era almeno una persona che valeva la pena salvare».

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Bill e Frank durante il loro matrimonio