Nel giro di un mese sono uscite la seconda stagione della serie Sky The White Lotus firmata da Mike White, e l’ennesimo successo di Ryan Murphy per Netflix: The Watcher. In comune, hanno Jennifer Coolidge nel pieno della sua – nuova – carriera. Scrivete il suo nome su Google, vi uscirà: quanti anni ha la mamma di Stifler? O, che fine ha fatto la mamma di Stifler? Entrare nella storia con un ruolo particolare è sia una benedizione che una pena. Soprattutto se parliamo di American Pie e se interpreti il sogno erotico dei compagni di classe di tuo figlio. Jennifer Coolidge è conosciuta principalmente per essere la milf più famosa degli ultimi vent’anni. Addirittura, il suo personaggio non aveva un nome ma solo un ruolo. Una condizione da girone dantesco che l’ha costretta per anni a coprire ruoli stereotipati che mettessero in mostra la vecchia e affannosa storia della bionda provocante.
Poi però apri i social e cerchi il suo nome lì, e ti rendi conto di quanto il pubblico abbia sempre amato Jennifer Coolidge, e non tanto per il suo ruolo da milf, considerando che con gli anni è diventata Paulette ne La rivincita delle bionde e Sophie nella serie 2 Broke Girls. Ma soprattutto, nel 2004 è stata Fiona in A Cinderella Story con Hilary Duff, come dimenticare il momento in cui esce dalla lampada con gli occhialini che le stringono i capelli mentre alla cieca cerca la cannuccia del suo drink? Ruoli scelti ancora oggi per il travestimento di Halloween o per video musicale amarcord (vedi “Thank u, next” di Ariana Grande).
Eppure quei film usciti tra il 1999 e i primi anni 2000, l’hanno portata lentamente a perdere le speranze nei confronti di Hollywood tanto che come ha raccontato lei stessa, dal 2017, senza più alcun ruolo, è entrata in una «zona morta». Il Covid l’ha trascinata in un periodo di depressione che le ha fatto mettere in dubbio non solo le sue capacità ma anche il suo aspetto. «Se non riuscivo a ottenere ruoli importanti, arrivavo alla conclusione che le persone pensassero fossi incapace di farli – ha commentato a Variery – e mi convincevo di quello. Dovremmo avere tutti un Mike White che arriva e ti dice, puoi farcela!». E poi ha aggiunto: «La paura sparisce quando sei così abituato a perdere». Da questo periodo è nata però la Jenaissance, come la chiama Vogue, la rinascita di Jennifer Coolidge.
White, regista di The White Lotus, ha avuto il coraggio di pensare diversamente da Hollywood, affidandole il primo ruolo strutturato, così ben studiato da farle vincere un Emmy. Nei panni di Tanya McQuoid, ereditiera un po’ infantile distrutta dalla morte della madre, ha rimescolato le carte. Jennifer qui non è la spalla di nessuno. A un certo punto della prima stagione la troviamo su una barca a largo della costa hawaiana, intenta a gettare le ceneri della madre. In quel momento si rende conto di non essere pronta a separarsi da lei e si lascia andare a un pianto disperato. Ma è anche altro. Tanya è anche una turista impacciata in vacanza a Taormina (nella seconda stagione) vestita di rosa per omaggiare Monica Vitti mentre si stringe con foga a suo marito su una piccola Vespa, e cerca di tossire via i moscerini che le sono entrati in bocca. Stando a quanto racconta il regista, Jennifer Coolidge è una donna gentile e generosa. Una sfaccettatura che emerge anche dalle interviste che girano su TikTok, o dalla serata degli Emmy. Stupita di ricevere quella statuetta, è salita sul palco esordendo con un «ehy ciao! Non me l’aspettavo, ho una lista di persone da ringraziare» e tra un foglio stropicciato e la musica di sottofondo che la invitava a lasciare il palco ha continuato: «Vi prego, è una cosa che capita una volta nella vita, aspettate!».
È come se si fosse creato con gli anni una frattura tra ciò che è Jennifer nella realtà e ciò che è stata nella storia del cinema. Le sue interviste trasmettono serenità con una vena ironica. Per il lancio di The Watcher (dove interpreta un’agente immobiliare con il compito di vendere la casa maledetta di Boulevard 657) ha condiviso un video su Instagram dove fingeva di doverla vendere sul serio. E quasi ci si crede, perché a 61 anni Jennifer Coolidge ci insegna che si può ricominciare. Ridisegnare la propria storia e la propria persona. Che fosse un’icona noi lo sapevamo già, dovevano capirlo solo quelli di Hollywood.













