Nonostante J.K. Rowling, autrice della saga letteraria e produttrice dei film, sia presente solo attraverso alcune interviste di repertorio del 2019, la reunion di Harry Potter (Disponibile su Sky Cinema e in streaming su NOW), a vent’anni dall’uscita in sala del primo capitolo cinematografico, produrrà i ogni fan affezionato momenti di pianto, lacrime amare e di ricordo, anche di gioia. Ma comunque, fiumi di lacrime.
Prima la parte spinosa, ovvero: la figura di Rowling. Nonostante il commento ufficiale del team della scrittrice faccia riferimento a tutte le spiegazioni esaustive già fornite in passato (non sarebbe stato dunque necessario approfondire ulteriormente il fenomeno nato dalla sua penna), la reale motivazione della sua quasi totale assenza è da ascriversi ai commenti controversi rilasciati da J.K. Rowling negli ultimi anni, per i quali è stata più volte di transfobia, tanto da essere attaccata anche dai fan che le sono stati sempre fedeli.
Ma il cuore della reunion non è questo: è quello di voler celebrare un fenomeno emblema della pop culture, che ha unito intere generazioni facendole sentire a casa tra le mura di Hogwarts, la scuola di magia e stregoneria dove sono cresciuti Harry Potter, Hermione e Ron, e dove gli attori che li hanno interpretati sono tornati dopo due decadi.
Negli ultimi giorni era già trapelata la notizia secondo cui Emma Watson, il volto della secchiona più amata dei Grifondoro, aveva deciso infatti di mollare dopo il quarto film (Harry Potter e il Calice di Fuoco), crollata sotto il peso delle responsabilità. Ha saputo reagire, e ha continuato, non solo per il bene della sua carriera, anche per l’amore verso i fan. A difenderla all'epoca fu Tom Felton, interprete di Draco Malfoy, che ha raccontato quanto fosse difficile per Watson affrontare questo da sola - perché gli attori sono cresciuti sul set, e se Daniel Radcliffe aveva Rupert Grint (suo migliore amico anche durante le riprese), e Felton aveva i suoi amici, Emma Watson era completamente sola, almeno inizialmente.
Durante la reunion Emma Watson ha anche ricordato di quando si è presa una cotta proprio per Felton: durante i giorni di riprese controllava le convocazioni sul set, per vedere se fosse presente anche lui, e quella cotta è rimasta sui banchi di Hogwarts, senza mai concretizzarsi in un interesse romantico (nonostante i fan lo sperino, considerando che i due sono rimasti, ancora oggi, molto uniti).
Giro di confessioni anche per Daniel Radcliffe, che ha raccontato il suo amore per la temibile Bellatrix Lestrange, interpretata da Helena Bonham Carter, attrice di cui si innamorò guardando Fight Club, e a cui scrisse una lettera che l’attrice gli ha fatto leggere a alta voce.
Ma Harry Potter 20th anniversary: return to Hogwarts è però soprattutto una lunga lettera d’amore verso i fan, e verso un a saga che ha cambiato intere generazioni. Toccante negli omaggi a chi non c’è più (come Alan Rickman e Helen McCrory) la reunion è nata, anche, sulla scia del successo di quella di Friends, e infatti l’effetto nostalgia è forte anche in questi quattro capitoli che portano lo spettatore in un viaggio nel viale dei ricordi che, per il momento, si conclude con la frase che più di tutte racconta questo amore tanto grande: «Sempre».












