Cinque anni all'inferno non potrà restituirglieli nessuno, rimangono lì sospesi e spaventosi, pronti al processo di metamorfosi in cui il dolore diventa voglia di dimostrare e ceneri da cui l'araba fenice può finalmente risorgere. Alex Schwazer è il super ospite della seconda serata del Festival di Sanremo: davanti a 11 milioni di italiani il marciatore classe 1984, campione olimpico a Pechino 2008, avrà la possibilità di raccontare la sua storia di rinascita, l'ostracismo, le batoste, i complotti e gli anni difficili della squalifica di 8 anni per doping dell'estate del 2016, ma anche la gioia della sua famiglia sempre e comunque al suo fianco, a partire dalla moglie Kathrina Freund e i due figli Ida, nata nel 2017, e Noah di cinque mesi.
"Schwazer racconterà la sua storia e il sogno di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo della prossima estate": questa la mission di stasera, la motivazione del suo sì all'invito di Amadeus che ha pensato al marciatore altoatesino "per ridare dignità e visibilità a un grande sportivo che, per cinque anni, è stato allontanato dai campi di gara per colpa di un’accusa di doping rivelatasi infondata". Davanti a una platea immensa come quella sanremese, Alex avrà la possibilità di parlare del dramma della squalifica ma anche della gioia di essere stato riconosciuto innocente e infine perorare la causa del suo sogno olimpico.
Il dramma nasce da un controllo del primo gennaio 2016, in seguito al quale il tribunale di arbitrato sportivo condanna il marciatore a una squalifica di 8 anni per "avere illecitamente fatto uso di sostanze dopanti (testosterone), al fine di migliorare le sue prestazioni atletiche". Sentenza che Alex sta ancora scontando (finirà nel 2024), una seconda batosta dopo il primo caso di doping risalente al 2012 per cui lo stesso Schwazer si era dichiarato colpevole. L'atleta ha sempre contestato la validità di questo secondo caso di presunta positività, puntando il dito sugli anomali valori degli esami dichiarandosi vittima di un complotto. Di poche settimane fa la notizia dell’archiviazione disposta dal Tribunale di Bolzano "per non avere commesso il fatto": secondo il Gip di Bolzano il campione azzurro sarebbe stato "incastrato da provette taroccate", con lo scopo di "ottenere la squalifica ed il discredito dell’atleta come del suo allenatore Sandro Donati".
Il giudice, che parla di "autoreferenzialità" della federazione mondiale di atletica (Iaaf) e dell'agenzia mondiale antidoping (Wada), di manipolazione delle provette, di macchina del fango, rimette gli atti al pm invitandolo a indagare su quei reati. Ma la Iaaf e Wada che fanno fronte comune non hanno intenzione di alleggerire la squalifica e ritrattare la squalifica fino al 2024, anzi promettono azioni legali. Conclusioni? Le Olimpiadi di Tokyo 2021 sono un sogno difficile ma non impossibile (la squalifica inflitta dal TAS di Losanna è appellabile al Tribunale Svizzero). "Per le Olimpiadi di Tokyo io ci spero. Sarebbe una cosa bellissima per me tornare a una Olimpiade dopo quella del 2016 dove non ho potuto partecipare", ha raccontato Alex a SkySport, "se posso avere la possibilità di partecipare alle Olimpiadi sarei molto contento. Se questo invece non succederà va bene lo stesso, l’importante era arrivare alla verità, dimostrare a tutti che io ero e sono innocente". Nessuno potrà cancellare le ferite, l’umiliazione e il buio pesto di questi lunghi cinque anni, ma l'alba prima o poi arriva. E pare che a Sanremo sia bellissima.













