È questione di ore e finalmente vedremo l'attesa esibizione di Bad Bunny, protagonista assoluto dell'halftime show del Super Bowl 2026, la finale del campionato americano di football ma soprattutto l’evento pop globale per eccellenza. Bad Bunny, superstar planetaria e simbolo di una cultura latina che ormai non chiede più spazio, ma se lo prende, regalerà al mondo uno spettacolo che parla spagnolo, balla reggaeton e guarda dritto al presente. Quindici minuti di cuore, arte, e rivendicazione politica.



Bad Bunny e la dedica alla madre

Bad Bunny, vincitore di tre premi agli ultimi Grammy Awards, tra cui quello per l'Album dell'Anno, ha incontrato Zane Lowe di Apple Music e i media americani nella consueta conferenza stampa prima dell'evento (al Levi’s Stadium di Santa Clara nella notte tra l'8 e il 9 febbraio a partire dalle 00:15, ora italiana. Nel nostro Paese la partita sarà trasmessa in chiaro su Italia 1). Tra le domande dei giornalisti, una l'ha commosso sinceramente. Gli è stato chiesto: «Chi ti ha sostenuto prima ancora che il mondo sapesse il tuo nome?» E Bunny ha risposto immediatamente: «Mia madre. Lei credeva in me, e non parlo solo della mia carriera musicale. Voglio dire, in tutto», ha detto. «Credeva in me come persona, come essere umano. Credeva nelle mie decisioni, nelle mie opinioni, nei miei gusti, nelle mie scelte. Credeva in me come persona intelligente e talentuosa. Non che fossi un grande artista, ma credeva che fossi una grande persona. E questa sensazione vale più di qualsiasi altra cosa. È questo che mi ha portato dove sono oggi», ha aggiunto quasi in lacrime.

Come sarà lo spettacolo?

Gli è stato chiesto anche se ci sarà un ospite a sorpresa durante l'intervallo. Bunny ha riso e ha detto: «Non ve lo dirò», ma ha aggiunto che la gente deve aspettarsi una festa. «Voglio solo divertirmi. Sarà una grande festa. Non voglio rivelare nulla. Voglio solo che tutti si concentrino sul ballo. Non c'è bisogno di imparare lo spagnolo. Ballare è la cosa più bella, ma non c'è niente di meglio che ballare con il cuore».