In un mondo artefatto dove tutto è studiato a tavolino, poche cose riescono a sorprenderci davvero. E lo fanno ancor di più se accadono quasi in contemporanea. Prendiamo la serata dei Critics' Choice Awards di domenica 4 gennaio, il premio dedicato da 31 edizioni al cinema e alla televisione dell'anno appena trascorso, che dà il via simbolicamente alla stagione degli Awards, in attesa dei Golden Globes e degli Oscar (rispettivamente l'11 gennaio e il 16 marzo 2026).



Nell'arco di una manciata di ore, dal Barker Hangar di Santa Monica, California, abbiamo visto due dei nostri divi preferiti ricevere le statuette più importanti: Timothée Chalamet miglior attore protagonista per Marty Supreme e Jacob Elordi miglior non protagonista per Frankenstein. Due numeri uno del cinema contemporaneo, due icone di moda, due perfetti Internet boyfriend. E se il primo, Chalamet, ha reso pubblicamente onore all'amore che da tre anni lo lega a Kylie Jenner (quel «Ti amo» sussurrato reciprocamente resterà negli annali delle celebrità), Jacob Elordi vince il premio dello sbadato più ironico e attraente dello showbiz. «Oh cavoli» ha detto dal palco ritirando la statuetta:«Sì, okay, grazie, ma questa non l'aveva proprio prevista». Così, come se nulla fosse, l'attore tra i più quotati della sua generazione, ha ammesso di non essersi preparato uno speech di ringraziamento (perché non pensava di vincere).

Le parole di Jacob Elordi ai Critics' Choice Awards

Superato l'imbarazzo iniziale, Elordi ha ringraziato il reparto tecnico e le maestranze di Frankenstein: la scenografa Tamara Deverell, la costumista Kate Hawley e il responsabile del reparto effetti di trucco prostetico Mike Hill, per il loro lavoro sul film e per aver dato vita all'orrore gotico . «Siete dei geni. Non avrei potuto camminare in quel modo davanti a un green screen. Siete stati voi a creare quel mondo. Quindi, grazie», ha detto prima di esprimere la sua gratitudine a Guillermo del Toro per avergli dato questa opportunità. «Ti voglio bene. Hai dato forma ai miei sogni quando avevo 11 anni. Sono felicissimo di essere qui». Quando si dice, stringato ma efficace.

Da The Kissing Booth a Cime Tempestose

Per l'attore australiano, 28 anni, questo è il primo riconoscimento a livello internazionale. Un premio (e un ruolo, quello della Creatura) che lo affranca definitivamente dal genere teen idol (il Noah Flyn di The Kissing Booth, per intenderci) per proiettarlo, dopo l'ossessione di Saltburn, nel cinema d'autore. «È un contenitore in cui ho messo ogni parte di me. Per molti versi, la Creatura è la forma più pura di me stesso», aveva detto l'attore al Festival di Venezia. Romantico, a suo modo puro, intenso ed espressivo, il Frankenstein di Guillermo del Toro (il film è in streaming su Netflix) è una moderna favola d'amore. Una tragedia, resa magnifica dalle interpretazioni dei suoi protagonisti: Oscar Isaac, Mia Goth e naturalmente lui, la Creatura, Jacob Elordi. E non finisce qui. In attesa delle nomination agli Oscar, il 2026 si annuncia come un anno ricco. In arrivo per Elordi la terza stagione di Euphoria e un'altra interpretazione pronta a lasciare il segno: Cime Tempestose, riadattamento del celebre romanzo di Emily Brontë del 1847 in cui l'attore interpreta colui che oggi chiameremmo malessere, l'amore tossico, ovvero Heathcliff. Nei panni di Catherine troviamo una strepitosa Margot Robbie, per la regia di Emerald Fennell. L'uscita del film nelle sale è prevista per il 12 febbraio, giusto in tempo per San Valentino (e per rendere giustizia ai cuori infranti). Il trailer ci dà l'anteprima di quello che sarà: passione, tormento, desiderio, Con un nome che riecheggia forte, quello di Jacob Elordi.