Tony Effe o non Tony Effe? Questo è il dilemma di Capodanno e del sindaco di Roma Roberto Gualtieri. Da quando, infatti, il rapper da poco inserito nella lista dei Big a Sanremo 2025, è stato invitato a esibirsi al concerto di Capodanno, è nata una polemica. Il punto è se la sua partecipazione si opportuna o meno e, al centro, ci sono ancora una volta i testi delle sue canzoni. Così, in poco tempo, abbiamo assistito a un brusco dietrofront.

Tony Effe era tra gli artisti più attesi al concerto di Capodanno al Circo Massimo insieme a Mahmood e Mara Sattei. La sua partecipazione era stata annunciata giovedì, ma già sabato sera il comune aveva fatto sapere a Repubblica di aver cambiato idea. Che Tony Effe sia attualmente uno dei rapper più amati e ascoltati in Italia è un dato di fatto (specie dopo l'estate di “Sesso e samba”), ma è altrettanto noto che i suoi pezzi siano spesso considerati sessisti, violenti e, come hanno sottolineato alcune esponenti politiche del PD «in aperta contraddizione con il faticoso tentativo di affermare una cultura del rispetto e della parità». Hanno protestato anche alcune associazioni femministe, delle consigliere di Azione, e alcuni esponenti di Fratelli d’Italia che hanno imputato all’amministrazione guidata dal PD una mancanza di attenzione e sensibilità.

Da parte sua, il cantautore romani ha scritto su Instagram «Sono onorato di cantare al Circo Massimo nella mia città. Voglio ringraziare il comune per questa opportunità. Rispetto e amo tutte le donne e mi dispiace che qualcuno ancora pensi il contrario». Eppure tra i suoi testi ci sono frasi come «Ti sputo in faccia solo per condire il sesso, ti chiamo “puttana” solo perché me l’hai chiesto, ti sbavo il trucco, che senza stai pure meglio, ti piace solamente quando divento violento» in “Dopo le 4”, oppure «primo bacio, primo trip, caramelle nel suo drink» e «Martina o Vanessa? Non mi ricordo, mi gira la testa. La porto a casa, le faccio la festa» in “Taxi sulla luna”. Certo si sa che nel mondo del rap questa è la maschera che devi tenere. Chi conosce Tony Effe parla della sua grande sensibilità, del tutto diversa dalla posa da duro che tiene nel fare musica. I fan diranno che chi ha protestato contro la sua partecipazione non capisce il rap, qualcuno forse dirà che è arrivato il momento che il rap cambi, che provi a diventare davvero parte di un cambiamento positivo contro la violenza di genere e l'oggettificazione del corpo femminile, che certe frasi non si possono più accettare nemmeno per finta.

Per il momento non ci sono ancora stati comunicati ufficiali, ma pare che il comune chiederà a Tony Effe «di fare un passo indietro e di rinunciare ad esibirsi nel concerto di capodanno al Circo Massimo, che non deve essere un'occasione divisiva per la città».