Paul Mescal si prepara a conquistare Hollywood. Lo sta facendo lentamente, con grazia estrema, puntando l'obiettivo. Ci sta riuscendo benissimo. Prossimamente lo vedremo in The History of Sound in coppia con Josh O'Connor, film in cui interpreteranno due ragazzi innamorati durante la Seconda Guerra Mondiale. E poi nel sequel de Il Gladiatore diretto sempre da Ridley Scott, di cui l'attore irlandese sarà assoluto protagonista. In quattro anni - tanti ne sono passati da quando Paul Mescal, 28 anni, una carriera da ex calciatore a Dublino cui è seguita una fitta gavetta nei teatri del Regno Unito: poi è finito sotto il radar del grande pubblico grazie alla serie Normal People - di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia. Con una costante: questo ragazzo dal viso dolce e carismatico è arrivato per restare. E piace a tutti, a ogni latitudine, emblema di quella nuova ondata di celeb che punta alla sostanza, più che alla forma. Insieme a Daisy Edgar-Jones, la sua co-star nella serie ispirata all'omonimo romanzo di Sally Rooney, Mescal ha scalato la prima montagna del successo, la fase in cui si prova a entrare nel cuore del pubblico. E la voragine aperta dall'interpretazione dell'attore in Normal People non si è ancora chiusa.
La figlia oscura nel 2021, poi il meraviglioso Aftersun presentato a Cannes nel 2022 che gli è valso la candidatura all'Oscar, il commovente Estranei con Andrew Scott del 2023: Mescal non ne ha sbagliato una. E non si è invaghito neanche dalle luci della ribalta, quelle che ti accecano e ti fanno perdere di vista te stesso: la sua vita privata, dopo la relazione con la cantante Phoebe Bridgers, è un totale enigma. Si è tentato di associargli dei flirt, l'ultimo con Natalie Portman, prima con l'amica Ayo Edebiri. Ma Mescal tiene la bocca cucita, troppo concentrato sulla sua carriera per concedersi, forse, il respiro di una relazione. «La cosa che mi fa più male è che si tratta di cose personali», ha raccontato nel 2023 ad Harper's Baazar in merito alla rottura con Bridgers. «Non sono cose che riguardano gli estranei, è indecente che vengano commentati certi fatti privati. Mi fa arrabbiare moltissimo». Privacy e discrezione, insomma, sono le sue guide per il futuro.
I media americani lo descrivono come esempio della nuova mascolinità, lontana dall'aura tossica che ha caratterizzato l'estetica maschile di Hollywood fino allo scorso decennio. Normal People lo ha trasformato in un'ossessione collettiva, nell'internet boyfriend che vorremmo accanto. Tutti, nessuno escluso. Ma Mescal è molto più inquadrato di così, ben più solido di un amore passeggero. Vuole recitare per sempre, ha raccontato in diverse interviste. Vuole sfuggire a chi lo insegue, a chi viola la sua privacy, soprattutto i paparazzi e i giornali di gossip che, dal 2020, lo seguono h 24. «Tra 15, 20 anni ci renderemo conto di quanto danno è stato fatto, non solo in termini di invasione degli spazi altrui ma anche politicamente», ha detto a GQ nel 2022. Intanto la scalata al successo di Mescal, che interpreta uomini rotti capaci di soffrire, amare, tormentarsi, continua. Dall'indie alla kolossal passando - forse- per Marvel «Mi sembrerebbe stupido dire di no a qualcosa che nessuno mi ha chiesto... ci penserò a tempo debito», ha detto sempre a GQ in merito al suo ingresso nell'universo sforna-supereroi, Paul Mescal non ha paura di mettersi a nudo. Letteralmente e simbolicamente. Sarà per questo che ci è entrato nel cuore. Sarà per questo che non possiamo fare a meno di amarlo.











