Quella tra Harry, Meghan e l'Africa è una storia d'amore che va avanti da anni e non è un caso che la coppia abbia scelto la Nigeria per il loro primo tour post rottura dalla famiglia reale britannica. In 72 ore di abbracci, strette di mano, balli, incontri con le scuole e le istituzioni, cene di gala e cocktail informali il principe e sua moglie sono tornati ciò che erano negli anni d'oro da senior royals: due celebrità acclamatissime. In questo senso, dopo anni altalenanti da un punto di vista professionale, il tour in Nigeria è servito ai duchi di Sussex per mostrare al mondo di cosa sono ancora capaci. Anche senza il supporto della famiglia Windsor.
Certo, le similitudini con i viaggi che i reali fanno oltreoceano per intrattenere rapporti diplomatici con gli altri Paesi non sono mancate. Anzi, di fatto il passaggio in Nigeria dei Sussex è stato impostato come un royal tour: ci sono state visite negli ospedali - Harry ha organizzato una visita al Nigerian Army Reference Hospital dove, sulle orme di mamma Diana Spencer, ha stretto la mano a uno dei pazienti - e anche nelle scuole sostenute dalla Archewell Foundation, dove Harry e Meghan hanno parlato di salute mentale e benessere agli studenti. Durante un incontro al femminile con le donne dell'associazione World Trade Organisation, Meghan ha chiamato la Nigeria «la mia terra»: un richiamo al test del DNA, citato in un episodio del suo podcast Archetypes, che aveva rivelato alla duchessa di essere al 43% nigeriana e una citazione al legame con l'Africa che ha evidentemente in comune col marito.
L'ultimo tour in Africa dei duchi di Sussex risale al 2019: insieme al loro primogenito Archie, la coppia aveva incontrato centinaia di persone ricevendo il plauso generale non solo della folla ma anche dei cronisti reali, ammirati dalla capacità dei Sussex di risultare così empatici e vicini alla gente del luogo. Oggi sappiamo che quel royal tour - Harry e Meghan ai tempi facevano ancora parte ufficialmente della famiglia reale - è stato il punto di rottura tra il principe e la sua famiglia: esclusi dai giochi reali perché troppo benvoluti e apprezzati dalle folle, i Sussex dopo il viaggio in Africa hanno cominciato a capire di voler camminare con le proprie gambe. Sempre portando avanti cause e progetti benefici e coltivando il rapporto con l'Africa, terra carissima a Harry e pure a Meghan, date le sue origini.
Il rinascimento di Meghan
Dopo mesi di silenzio, il tour nigeriano è stato anche un bel banco di prova per Meghan, impegnata con l'imminente lancio del suo nuovo progetto di lifestyle, American Riviera Orchard, che è tornata a far parlare di sé anche per i suoi look: a seconda dell'occasione ha sfoggiato abiti informali ed eleganti firmati dai suoi designer preferiti, da Carolina Herrera a Johanna Ortiz, oppure da stilisti locali come Orire. La duchessa è sembrata a suo agio, è apparsa sorridente e serena; al suo fianco Harry è apparso più stanco, meno centrato, in alcuni casi persino mal vestito. Per tanti il segno evidente della preoccupazione del principe rispetto a quanto sta succedendo alla sua famiglia d'origine: il male del padre Carlo e il tumore della cognata Kate, raccontano i report in arrivo dalla California, hanno provocato grande apprensione nel principe, che però non è riuscito a riavvicinarsi ai suoi familiari nel breve passaggio a Londra per una serie di eventi dedicati ai suoi Invictus Games: il re ha fatto sapere al figlio di non avere tempo per incontrarlo, segno che la frattura tra loro difficilmente potrà essere sanata.














