Basta un solo frame di Jacob Elordi e Margot Robbie nello stesso spazio per accorgersi che qualcosa si è rimesso in moto. Magnetici, bellissimi, sguardi che si incrociano e che restano sospesi in un immaginario sognante e collettivo. I due protagonisti di Cime Tempestose diventano oggetto di una vibrazione da fandom che negli ultimi anni sembrava quasi assopita. Perché per loro basta un’apparizione su un red carpet per una reazione immediata: i social esplodono e i reel custodiscono fantasie leggere e condivise.



Forse mancava proprio questo, un oggetto di desiderio e proiezione abbastanza forte da contenere glamour ed erotismo nella stessa inquadratura. Eppure anche se le star esistono e le relazioni continuano a nascere, è raro che oggi producano una visione capace di andare oltre al puro gossip. Qui, invece, diventa atmosfera. Sogno. Incanto. Jacob Elordi e Margot Robbie, senza fare nulla, sembrano riattivare quella sensazione: il magnetismo delle coppie che effettivamente non esistono, ma su cui è facilissimo fantasticare.

Di quando avevamo le coppie su cui fantasticare

Per capire questa sensazione bisogna tornare indietro. A quegli incontri sul set diventati fantasia pubblica. Robert Pattinson e Kristen Stewart, prima di ogni altro, con la loro chimica che usciva dallo schermo e diventava narrazione globale, Andrew Garfield ed Emma Stone, amatissimi anche quando non stavano più insieme, Brad Pitt e Angelina Jolie che incarnano ancora oggi la versione mitologica dello stesso fenomeno. Non serviva sapere esattamente cosa accadesse tra loro, nella loro intimità. Bastava che esistessero nello stesso campo visivo.

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John Gress//Getty Images

Negli ultimi anni qualcosa si è raffreddato. Le relazioni sono diventate più controllate, più dichiarate o più invisibili. Lo spazio per l’interrogativo si è ristretto, e i social hanno reso tutto esplicito, definito. Con Zendaya e Tom Holland era tutto già definito, mancava quella zona sospesa che portava all’immaginazione.

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Ciò che cambia dai Duemila

Margot Robbie e Jacob Elordi così riattivano quell’immagine su cui proiettare una fantasia. Loro, pur non essendo una coppia, mostrano negli appuntamenti in promozione di Cime Tempestose un'intesa unica capace ad innescare quella fantasia. Due archetipi di bellezza contemporanea, due presenze che funzionano nello stesso frame senza bisogno di spiegazioni. È una fantasia immediata ma non rumorosa, elegante ma accessibile. Un’emozione che vent’anni fa sarebbe stata ben diversa. Più ossessione isterica, meno incanto patinato. Oggi resta nella dimensione dell’immaginario. E forse è proprio questo il suo fascino, un’idea sospesa tra realtà e proiezione. Un limbo fantastico in cui la perfezione può ancora esistere.