Una sera di dicembre, in redazione, rimaste sole tra stanze vuote e odore di inchiostro, Lavinia mi ha detto: «Costruire un giornale, se nasce da una conoscenza sincera di sé, è la più leggera delle fatiche». È anche per questo che ci crediamo, nei giornali, perché assomigliano, in ogni loro parte, alle persone che li immaginano e li rendono possibili.
Il numero che avete tra le mani nasce da qui, dall’obiettivo di dar voce alla piccola redazione di cinque splendide donne che, insieme a me, ogni giorno si interrogano sul mondo che cambia.
Ecco, quindi, la decisione istintiva di intitolarlo The Power Issue e dedicarlo al ruolo dei giovani nel mondo: un potere che non è mai neutro, né silenzioso. Prende forma nei corpi, nelle parole, nelle scelte di ragazze e ragazzi che decidono di conquistare, di diritto, il proprio spazio in questi tempi nuovi. Di trovarlo, quando esiste già; di plasmarlo con le mani, di scolpirlo con fatica, quando resiste, quando richiede ostinazione e tempo. Anche quando farlo significa andare controcorrente.
È il numero di chi non ha paura di sbagliare, come Tredici Pietro che, nel suo brano a Sanremo e in queste pagine, ci racconta la poesia dell’errore, e Mara Sattei, che con la sua voce non ha paura di cantare l’Amore. Le loro voci non cercano consenso, ma verità. Accanto a loro, le storie dei nostri coetanei che dall’Iran a Minneapolis, passando per il Nepal, non permettono alle istituzioni di soffocare i propri diritti. Spazio, poi, ai nuovi modi di pensare il proprio corpo e alla moda come rappresentazione di sé. Questo e molto altro è ciò che troverete nel primo numero della nuova direzione.
Vi consegniamo un giornale vivo, abbiatene cura.
Postilla. Lo sappiamo che le prime volte non sono mai come le abbiamo immaginate (o forse sì, e beati voi), che a volte «siamo più bravi a sparire, per non rischiare di farci del male», di sbagliare. Ma un po’ di sabbia sulle ginocchia fa parte del percorso. Da oggi Cosmopolitan sarà questo: uno spazio attraversabile, vivo, in cui riconoscersi e mettersi in discussione, noi per prime. Non si limiterà a raccontare il presente, ma ascolterà il mondo mentre prende forma, con le voci dei suoi protagonisti. Questo è Futuro Zeta: il potere di diventare chi siamo.












