Diviso tra due mondi e due eredità, la vita di Sebastiano Pigazzi sembra essere una vera fusione di due anime complementari. Da una parte gli Stati Uniti, dall'altra l'Italia. Da un lato l'eredità famigliare con un nonno superstar, dall'altro il forte desiderio di affermarsi con le proprie forze. E, grazie alla sua costanza, agli obiettivi chiari e alla sua determinazione, ci sta riuscendo davvero tracciando giorno per giorno il suo percorso con successo.

Classe 1996, Sebastiano Pigazzi cresce tra New York e Los Angeles e, nonostante la distanza dall'Italia, le sue radici si intrecciano profondamente con la storia del nostro Bel paese: sua madre, Diamante Pedersoli, è figlia di un'icona del cinema intramontabile, il grande Bud Spencer. Un nome che, come ci ha raccontato lo stesso Pigazzi, in Italia evoca immediatamente una valanga di affetto e ricordi, mentre all'estero è meno conosciuto. Ma a lui non importa perché, come afferma, il legame che li univa andava ben oltre la fama. Lo stesso affetto e lo stesso calore che ci aveva già raccontato due anni fa in un'intervista dove ricordava con un sorriso «la voce bellissima, profonda, molto melodica ma anche potente, quando voleva». Il suo legame con il nonno è fatto di ricordi personali ma non di recitazione. La passione di Pigazzi per il cinema, infatti, non nasce dalle influenze familiari, bensì da un amore che si è sviluppato con il tempo. Un percorso fatto di impegno e determinazione che lo ha portato a non arrendersi mai, a provarci e riprovarci, fino a conquistarsi pian piano un nome a livello internazionale e ruoli di successo in progetti importanti; come con Luca Guadagnino per la serie We Are Who We Are, o al fianco di Bella Thorne e Benjamin Mascolo nel film Time is Up e, ancora, con il ruolo di Giuseppe in And Just Like That, il sequel di Sex and the City, insieme a star del calibro di Sarah Jessica Parker, Kristin Davis e Cynthia Nixon. Noi lo abbiamo incontrato a Venezia, in spiaggia, con i piedi tra la sabbia e la vista fronte mare durante gli ultimi giorni di un'estate che, per molti, è durata troppo poco e che non vogliamo far finire. Sebastiano Pigazzi si trova in laguna in occasione della Mostra del Cinema di Venezia, dov'è stato premiato nella bellissima Sala degli Stucchi dell’Hotel Excelsior del Lido con il Filming Italy Venice Award Young Generation proprio per il ruolo di Giuseppe in And Just Like That.

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Courtesy Davide Mandolini
Foto Davide Mandolini, Look Tod’s, Orologio Chopard


La tua identità è divisa tra Italia e Stati Uniti: da un lato le radici familiari e culturali italiane, dall’altro l'America dove sei cresciuto e hai iniziato a lavorare. Questa doppia appartenenza influenza la tua vita e il vivere il cinema?

«Beh, sicuramente ho visto più film italiani di quanti ne abbia visti un americano medio, questo sì. Poi diciamo che so anche cavarmela un po’ in cucina, so fare la pasta (ride, ndr). Ho cercato di prendere il meglio dalla parte italiana e il meglio da quella americana, magari con risultati non sempre eccellenti, però ci ho provato».

È vero che all’inizio i tuoi genitori non erano del tutto convinti della tua scelta di intraprendere la carriera da attore?

«Assolutamente sì, è vero! E ti dirò, a pensarci bene li capisco pure perché è una scelta davvero assurda».

E come sei riuscito a convincerli?

«Non li ho ancora convinti. Non ho mai creduto in quei ragazzi che dicono che i loro genitori erano completamente d'accordo con la loro scelta lavorativa. Se è davvero così hanno dei genitori pazzi, da denuncia. I miei ancora non sono d'accordo con la mia scelta. E magari hanno pure ragione, chi lo sa...».

Pian piano si abitueranno all'idea...
E invece la tua passione per la recitazione? Com'è nata?

«Ricordo che in casa avevamo un grande specchio e c’era un’insegnante che veniva spesso a farmi ripetizioni. Non imparavo niente da quelle lezioni perché non prestavo veramente attenzione a quello che mi stava dicendo. Passavo tutto il tempo a guardarmi allo specchio e a provare espressioni con la faccia o a fare delle vocine. Sicuramente da lì è nato qualcosa».

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Courtesy Davide Mandolini
Foto Davide Mandolini, Look Tod’s, Orologio Chopard

Avere un nonno come Bud Spencer è sicuramente un’eredità speciale. Ti sei sentito ispirato da una figura così nella tua carriera? O magari a volte hai percepito la cosa un po’ come un “peso” perché venivi identificato prima come “il nipote di Bud Spencer” e poi come “attore”?

«È una bella domanda! In America, in realtà, Bud Spencer non è molto conosciuto, quindi lì conta poco come nome. Io vedo soltanto i “contro” e nessun vero “pro” dall’etichetta di nepo baby. Mio nonno non ha mai fatto una telefonata per me, anche perché è venuto a mancare prima ancora che io potessi dirgli che volevo fare questo mestiere. Però tutti pensano subito: “Ah, fai l’attore perché tuo nonno era attore. Ma in realtà non c’entra niente. Essere suo nipote è sicuramente un onore ma può diventare anche un "peso" a volte. Mi ricordo un episodio in cui una ragazza mi chiese: “Ma tu lavori, o non ti serve lavorare?”. Oppure capita di trovarsi in un gruppo di attori e sentirsi dire: “Ah, ho capito perché vuoi fare l’attore”. In realtà mio nonno non c’entra proprio nulla».

Hai recitato in And Just Like That, il sequel di Sex and the City. Com’è stato recitare nell’iconica serie con Carrie, Charlotte e Miranda?

«Non ho nulla di negativo da dire. Sono state tutte molto carine con me. Mi hanno accolto benissimo fin da subito e mi hanno fatto sentire parte della famiglia. Ho solo belle cose da raccontare su questa esperienza. Sono esattamente come le vedi nella serie. Anzi, Kristin Davis mi ha persino ripostato. Non me lo aspettavo proprio!»

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Courtesy Davide Mandolini
Foto Davide Mandolini, Look Tod’s, Orologio Chopard

E adesso? Stai lavorando a dei nuovi progetti?

«C’è un film che ho girato con Matilde Gioli e Cristiano Caccamo e che uscirà nel 2026. Poi ci sarà un altro film, sempre previsto per il 2026, in cui sono protagonista. E infine un’altra serie ma su quella purtroppo non posso ancora rivelare nulla».

Ci piacerebbe concludere l’intervista parlando di futuro: c’è un attore o un’attrice con i quali ti piacerebbe lavorare? O un sogno nel cassetto?

«Mi piacerebbe recitare con Bradley Cooper o Denzel Washington. Magari anche con Julianne Moore o Cate Blanchett. Per quanto riguarda i sogni, non saprei. A dire il vero non me li ricordo mai…ricordo solo gli incubi (ride, ndr)».

MAKE-UP ARTIST, Stefania Tranchino. HAIR STYLIST, Klarida Tota.