A chi non piacerebbe vivere in un film? Forse a chi ha una vita perfetta. Ma per chi, invece, non ha avuto tale fortuna, trasformare la propria storia, scoprirla, attraverso le lenti di una videocamera, di un film, è forse il modo migliore per esorcizzarne il dolore. Nella vita di un bambino dal passato ingombrante, in cui gli uomini che lo circondano in famiglia muoiono in tenera età, il cinema diventa l’unico strumento che ha per superarne il peso.

Questa è la storia che racconta Una cosa vicina, film in gara alle Giornate degli Autori, che vede un padre e un figlio, Francesco e Mario Di Leva, recitare insieme. Un’impresa che, a loro, non è nuova, in quanto si erano già trovati l'uno al fianco dell'altro di fronte alla macchina da presa nel film Nottefonda. Francesco, vincitore del David di Donatello nel 2023, racconta a Orizzonte Mare di come i due hanno vissuto queste esperienze. «Ci eravamo promessi di non lavorare più (insieme) almeno per i prossimi quindici anni. Poi ci siamo trovati incastrati in questa cosa che era un po' diversa. Ma il fatto di rivedere questo film tra vent'anni mi emoziona molto, è una cosa che resterà per sempre».

A Martina Mozzati, Deputy Editor-in-Chief di Cosmopolitan, raccontano anche di Napoli, e di come questa città "stregata" sia anche un posto fruitore di riscatto, e di tutto ciò che li fa tornare sempre lì: la gente.