Dopo Mare Fuori, c'è sempre un pubblico pronto a ricevere storie su Napoli e le sue carceri. Ancora di più quando queste narrazioni parlano di riscatto, e di quella luce in fondo al tunnel simbolo di speranza. Nel film La Salita, presentato alle Giornate degli Autori della Biennale Cinema 2025, la magia e il miracolo del teatro si intrecciano a una grande storia che merita di essere conosciuta. Non tutti sanno infatti, che Eduardo de Filippo, il grande attore e autore teatrale napoletano e senatore a vita, si impegnò per ridare dignità ai carcerati, specialmente a Nisida, dove si dedicò alla ricostruzione del teatro nel carcere minorile, creando poi una scuola di scenotecnica e recitazione all’interno dell’istituto penitenziario.

Ed è in questo contesto, nella Napoli del 1983, che ha inizio tutto, dove i protagonisti sono i detenuti (e non il reato di cui sono colpevoli, di cui non si fa mai menzione) e il loro nuovo amore per il teatro, primo passo per ricostruire una storia nuova.

Massimiliano Gallo, vivendo tra cinema, televisione e teatro, con questa produzione si cimenta per la prima volta nel ruolo di regista, e ha collaborato nel corso della sua carriera con Paolo Sorrentino in È stata la mano di Dio e Alessandro Gassmann ne Il Silenzio Grande. Insieme a Roberta Caronia e Shalana Santana, Gallo si è fermato a Orizzonte Mare per discutere del film con Martina Mozzati, Deputy Editor-in-Chied di Cosmopolitan.