Visto da fuori il 2025 è un anno di grandi conferme per Rose Villain che, dopo aver portato la sua “fuorilegge” a Sanremo sta per traghettare la sua parola e la sua energia dai palchi alla strada del Roma Pride, dove quest’anno è madrina della manifestazione. Un terzo album fresco di stampa, radio vega, il nuovo feat con Tony Effe, “Victoria’s Secret”, una data all’Unipol Forum di Milano il prossimo 23 settembre: ma cosa c’è nell’anima di una star del pop nel 2025? Cosa si impara dal successo e dal lutto? Come si cresce spiritualmente a contatto con la propria creatività? Ce lo siamo fatte raccontare.

Chi è Rose Villain oggi?

«Una persona con una sensibilità molto spiccata, che pensava fosse il suo punto debole e poi ha capito che era il suo punto di forza. Sono sempre stata un po’ inquieta, poi ho messo a fuoco meglio la mia sensibilità, la questione dell’artista che cerca il suo modo di esprimersi, di comunicare».

Qual è il tuo porto sicuro?

«L’espressione creativa, la musica, la scrittura, quello spazio dove posso far vivere pienamente il mio binomio fatto di un lato molto luminoso e di uno più oscuro».

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Sara Scanderebech
Abito, Rappaz. Gonna, Lorenzo Seghezzi. Stivali, Vivienne Westwood. Guanti, Adriana Hot Couture.
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Sara Scanderebech
Abito, dall’archivio della stylist. Corsetto, Lorenzo Seghezzi.

Qual è l’ultima cosa importante di te che hai imparato?

«Per carattere tendo ad avere bisogno che tutto sia sotto controllo e forse ho imparato che in realtà io il controllo lo posso perdere, le situazioni possono anche sfuggire e va bene così».

Sei andata negli USA a studiare da molto giovane, era il tuo più grande desiderio anche se non c’eri stata mai. Una preveggenza circa il tuo senso d’appartenenza che hai avuto soprattutto guardando MTV.

«Sì, tantissima MTV! Sentivo un senso di non appartenenza rispetto al luogo dove sono cresciuta, mi sentivo aliena e vedevo che la direzione in cui volevo andare, che forse era la musica, era di fare pop in modo libero, da ragazza che poteva sentirsi libera, direzione che qui non era praticabile. Vedevo il pop femminile, vedevo Britney: erano ragazze ma non si percepiva una discriminazione».

Sei mai rimasta delusa rispetto alle tue aspettative? Ora vivi in Italia ma orbiti ancora attorno a New York.

«La mia vita futura, adesso, la vedo divisa tra l’Italia e l’America. Quindi il sogno si è conservato in qualche modo, ma adesso chiaramente sono adulta, e la politica americana attualmente è molto lontana da quello che io desidero per me e per la mia famiglia, mi fa molto paura. Sono stata lì anche durante le elezioni di Trump, durante il mandato, in 15 anni ho visto diversi scenari anche terribili; dentro di me conservo questo desiderio di stare in un posto dove ci si rispetta e dove ognuno può essere autenticamente ciò che è. E quindi per ora il posto che vedo più vicino a questo mio ideale resta New York che è ancora baluardo di progressismo».

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Sara Scanderebech

Cosa hai trovato lì?

«Ho trovato la mia voce come persona, ho dato uno spazio ai miei ideali, ho trovato un mondo per la mia personalità, ho trovato proprio le mie lotte, le ho imparate, ho trovato la mia forza di donna e la possibilità di avere zero paura a esprimermi, nessun timore di essere giudicata e frenata nei miei desideri. Ora quando le ragazzine di 12 anni mi dicono “voglio essere come te da grande”, penso che i miei desideri forse si stiano davvero avverando».

L'intervista a Rose Villain continua sul nuovo numero "The Soul Issue" di Cosmopolitan Italia ora in edicola.

Make-up artist, Luciano Chiarello. Hair stylist, Antonio Navoni. Assistente styling, Fabiana Cucchiara. Assistente luci, Giancarlo Morieri.Assistente digital, Martina Nicole Garbin. Videomaker, Francesca Riva. Producer, Sofia Ceresero.