Da piccola voleva fare la veterinaria. Poi, complici la timidezza e sua madre, che a 12 anni le ha proposto di uscire dal guscio con un corso di teatro, è finita prima su un palco e infine davanti alla telecamera. E lì è rimasta. Così, nella trasformazione di un timido sogno di bambina in qualcosa di più grande e definito, Clotilde Esposito, 27 anni e volto storico di Mare Fuori in cui interpreta Silvia Scocco, ha trovato la sua strada, la sua passione. «A un certo punto, provino dopo provino, mi sono accorta che dentro di me era fiorita la consapevolezza di volerne fare un lavoro». Tra casting e debutti, dopo gli anni del liceo divisi tra banco e set e una laurea in Giurisprudenza, Clotilde ha infine deciso di dedicarsi anima e corpo alla sua carriera. «È una cosa che ho scelto, che ho maturato col tempo», ci dice ricordando i suoi esordi tra cinema e tv. Poi, nel 2020, è arrivato Mare Fuori, e da lì niente è stato più lo stesso. Con l'avvio di questa avventura professionale è iniziato, per l'attrice campana, anche il viaggio intrapreso fianco a fianco alla sua Silvia.
La serie-fenomeno tornerà su RaiPlay il 12 marzo con i primi sei dei dodici episodi che compongono la quinta stagione (i successivi saranno in streaming, e in chiaro su Rai Due, a partire dal 26). Sui cambiamenti di Mare Fuori 5, tra tutti l'arrivo di Ludovico Di Martino alla regia e l'ingresso nel cast di volti nuovi, Clotilde ci ha detto che sono una risorsa, e che gli spettatori vedranno sullo schermo «la serie che tutti conoscono e amano». Cambiare, insomma, può fare paura, ma significa anche crescere ed evolvere. Esattamente come farà Silvia.
Che stagione sarà questa per Silvia?
«Per lei si apre il capitolo della consapevolezza, della crescita e della lotta. Durante tutta la stagione la vedremo combattere per far emergere quella verità che la può scagionare da un'ingiusta accusa di omicidio. La sua caparbietà è un motore, è ciò che la spingerà cambiare».
Di strada, dalla prima stagione, ne ha già fatta tanta.
«Sì, l'abbiamo conosciuta come una ragazza confusa, a tratti superficiale: non sa chi è, per certi aspetti è ancora una ragazzina, non ha avuto l’educazione giusta, non ha studiato, è cresciuta senza un padre e con una madre che le ha insegnato a sfruttare gli uomini per il proprio tornaconto. Nessuno, invece, le ha mai detto di lavorare su di sé. In questa stagione vivrà un cambio di rotta».
Il tuo personaggio è vittima di un’ingiustizia, situazione che la porta a essere frustrata e arrabbiata. Come ti sei preparata per entrare in questi lati così oscuri?
«La Silvia solare delle prime stagioni in effetti sembra scomparsa. Nella quinta stagione, per dare la misura della sua disperazione, abbiamo lavorato tanto sui costumi e sul trucco: indosso abiti scuri, sporchi, consumati, con il make up abbiamo marcato le occhiaie, così da rendere visivamente il suo stato interiore. Con Ludovico Di Martino ci siamo concentrati anche molto sul corpo, un giorno mi ha detto: 'Lasciati andare, devi sembrare stanca. Solo così potrai raccontare la stanchezza mentale di Silvia'. Quindi abbiamo lavorato su questo suo essere diventata vuota, sul suo non provare più entusiasmo per niente: non riesce a curare neanche i rapporti di amicizia che prima per lei erano importantissimi. La prospettiva di scontare fino a 10 anni di carcere per un delitto che non ha commesso la atterrisce. Non avevo mai interpretato un personaggio così, con un dolore così opprimente dentro».
È stato difficile tenere a bada la negatività, una volta lasciato il set?
«Negli anni ho imparato a scindermi dai personaggi che interpreto, paradossalmente sono molto razionale nonostante il lavoro che faccio. Anche se ovviamente mi è stato impossibile non pensare a quante Silvia ci sono là fuori, al fatto che raccontiamo vicende non solo di fantasia».
Parliamo del rapporto di Silvia con gli uomini e in particolare con Lino (Antonio De Matteo, nda): sui social questa relazione di cui vedremo gli sviluppi nella quinta stagione è molto romanticizzata.
«In effetti questa coppia è piaciuta tantissimo, non ce lo aspettavamo. Penso che i fan amino Silvia e Lino per la loro chimica, anche se ritengo che in qualche modo la loro sia una relazione tossica. Lui è una guardia, lei una detenuta. Come può funzionare? Di base sono due personaggi persi, che in qualche modo si trovano e cercano di colmare i rispettivi vuoti. Non credo si possa parlare di amore, certo è che Lino le vuole bene e, soprattutto, crede nella sua innocenza. Silvia forse si butta tra le sue braccia a caccia di quella figura paterna che non ha avuto. Tra loro c'è del bene vero, anche se lei a volte non sa come gestire questo amore. Il loro rapporto evolverà molto nel corso della stagione, anche per lui scoprirà di Silvia un aspetto che neppure lei conosceva di sé».
E com'è stato invece lavorare con il nuovo regista Ludovico Di Martino?
«All'inizio il cambiamento ci ha un po' spaventato, ma l'arrivo di Ludovico mi ha entusiasmato da subito. Lui è molto giovane, sa lavorare con i ragazzi, ha un approccio molto fresco, intenso. Mi sono sentita guidata nel modo giusto, sul set si è creata subito una bellissima atmosfera».
Sei sul set di Mare Fuori dalla prima stagione: cosa ti è rimasto addosso di Silvia e cosa hai lasciato tu a lei?
«È stato un viaggio, cinque anni in cui io sono cresciuta e cambiata e il personaggio con me. Siamo tutti cambiati. Artisticamente è stato incredibile cimentarsi in un ruolo che cambia ed evolve, a cui a ogni nuova stagione devi aggiungere un nuovo tassello, in cui puoi continuare a scavare sempre in modo nuovo. Questo progetto mi ha dato tanto perché è come se fosse una palestra, un'esperienza che mi ha regalato una grande elasticità come attrice. Di Silvia ho sempre amato l'empatia, lei è brava a instaurare rapporti in fretta, ha una spontaneità e una leggerezza che ho cercato di fare mia negli anni. Io le ho dato tantissimo come lei a me. E lo scambio non è ancora finito».
Come vivi questo successo che ti ha travolto?
«La popolarità è stata una novità che ho dovuto affrontare e comprendere dal giorno alla notte, è arrivata addosso a tutti come un fulmine a ciel sereno. Ho dovuto prenderci la mano in fretta e abituarmici. Ad oggi me la vivo con tranquillità, mi piace confrontarmi con gli spettatori anche online, mi arricchisce molto».
Il tuo modo di rapportarti con i social è cambiato?
«Sono molto riservata e gelosa dei miei rapporti, da questo punto di vista la mia prospettiva non è cambiata. Online condivido quella che sono io, il mio lavoro e una parte della mia vita, ma senza strafare. E poi sono fortunata, non ho mai ricevuto hating per il mio personaggio, magari da persone che non riuscivano a scindere Clotilde da Silvia».
Cosa auguri alla tua Silvia?
«Voglio molto bene a Silvia e per questo le auguro di trovare una strada per il suo futuro. Si è concentrata troppo a lungo sugli uomini, sui viaggi, sulle vacanze: spero che un giorno finalmente capisca chi è e chi vuole essere. E che, magari, possa essere un'ispirazione per chi come lei si trova in un momento di stallo nella vita».
E a Clotilde, cosa auguri? Dove la vedi tra cinque anni?
«Io vivo molto nel presente, sono lungimirante ma non mi piace pensarmi tra 5 anni. So però che farò quello che faccio oggi. Questo è che mi rende viva. Il bello di questo lavoro».














