Generazione Nostalgia

Per la prima volta, Cosmopolitan Italia dedica due copertine a due artisti sullo stesso numero. Una ragazza e un ragazzo, Gaia e Olly, entrambi in gara quest’anno sul palco dell’Ariston, entrambi simbolo della loro generazione. Qui i cantanti si raccontano: attraverso due interviste a specchio, in bilico fra i loro sogni, che hanno imparato a prendere fra le mani, e i progetti con cui stanno scrivendo il propriofuturo; attraverso le foto, in cui reinterpretano l’estetica degli anni che li hanno visti nascere: fine Novanta, inizioDuemila. In una celebrazione che punta a esplorare i codici visivi che si affermarono allora e che influenzarono i decenni a venire, dal minimalismo all’oscillazione delle convezioni di genere. Perché sull’onda di tempi che sfidano le nostre nozioni di bello e brutto, di giusto e sbagliato, di bene e male, forse fermarsi un istante e guardare indietro potrebbe rivelarsi, in fondo, una buona idea.


Quando ci incontriamo, Gaia sta chiudendo il disco. «L’ho vissuto come una riscoperta emozionale dei miei 20 anni che per certi aspetti non mi sono goduta a pieno. Contiene tanta fragilità ma anche voglia di riappropriarmi dei miei spazi», racconta. Così, alle soglie di un ciclo che si chiude e un altro che si apre, la cantante italobrasiliana guarda il 2025 attraverso il suo cuore saggio e infaticabile di ragazza. L’aspettano grandi cose: questa primavera debutterà il suo nuovo album, Rosa dei venti, anticipato dalla partecipazione al Festival di Sanremo con il brano “Chiamo io chiami tu” e il ritorno live, al Fabrique il prossimo 7 maggio.

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Dave Masotti
Abito, Atelier Adamian

Chiudi gli occhi e pensa a quando è iniziato tutto.

«In realtà, da che ho ricordi, ho sempre fatto questo. Fin da piccola sono stata una performer, cantavo davanti allo specchio, disegnavo, scrivevo. Avevo bisogno di esprimermi attraverso la creatività».

Il tuo luogo dei ricordi di allora.

«La sala prove di quando da adolescente, avevo iniziato a cantare con la mia band. Siccome però ero molto timida, suonavo letteralmente solo a porte chiuse. Poi crescendo, viaggiando è nato in me il desiderio di uscire piano piano dal mio guscio, di essere proattiva verso i miei sogni. Prima era come se avessi paura di sporcarli prendendoli fra le mie mani».

Che cosa resta di quella Gaia?

«Il rapporto viscerale con la musica. Per me è terapeutica. Non ho mai smesso di essere una sua fan».

Qual è stato il momento della svolta?

«Quando ho scritto Genesi, il primo disco. Ma ho iniziato a sentire un cambiamento anche adesso, sento che sta cominciando una nuova fase, un momento fertile per me».

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Dave Masotti
Abito, Atelier Adamian

Una difficoltà che ti ha reso chi sei oggi?

«Non troppo tempo fa ho passato un periodo di ricerca e ansia, non sapevo cosa fare, il mio sabotatore interiore mi urlava nelle orecchie. Poi le cose si sono un po’ riordinate, qualcuno se n’è andato dalla mia vita, qualcuno è arrivato. Io ho provato a lasciare andare l’affanno, a divertirmi di più, a incontrare nuove persone. Mi sono sbloccata, ho riniziato a scrivere delle cose che mi gasano, al desiderio di scoprire».

Una cosa che non sopporti dell’ambiente in cui lavori?

«La sovraesposizione mediatica e vivere attraverso degli schermi. Siamo come dei bambini con in mano un’arma che devono ancora imparare a usare. E il fatto che tutto sia consumato senza cura, alla massima velocità. Questa ossessione di dire degli artisti “è l’anno di”, cosa significa? Non ci fa bene».

Icona per te è?

«In Italia, Ornella Vanoni. Poi Marisa Monte, Rosalía, Beyoncé. Però devo dirti che non sono di carattere una “fanatica”».

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Dave Masotti
Vestito e camicia, MSGM. Mules, Gia Borghini
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Dave Masotti
Eco pelliccia, Diesel. Décolleté, Jimmy Choo

Che rapporto hai con la tua fanbase e come la descriveresti?

«Sono sinceri e pretendono molto da me, in questo mi assomigliano. Se sbaglio qualcosa, non si fanno problemi a dirmelo. Ma d’altra parte credo abbiano capito che io sono un essere umano piuttosto ambizioso e richiedo molto anche a me stessa. Mi ripagano semplicemente con la stessa moneta».

E con la tua immagine?

«Se io mi piaccio non me ne frega niente di cosa mi dicono gli altri. Sto imparando ad amarmi anche nei giorni in cui ho l’acne, di cui soffro quando sono sotto stress. Da un punto di vista di appropriazione del mio corpo credo che mi aiuti tanto culturalmente il fatto che il Brasile sia molto nudo, perché c’è caldo e la gente sa che il corpo può anche non essere sessualizzato o se è sessualizzato lo è senza malizia e senza nessun tipo di giudizio. Per me, è più una questione di come mi vedo io, come mi piaccio. I commenti della gente sono un limite loro, non mi interessano, non mi toccano più. Quando ero più piccolina non capivo questa cattiveria. Adesso non gli do assolutamente questo potere».

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Dave Masotti
Vestito, Acne Studios. Orecchini, Eéra
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Dave Masotti
Vestito, Stella McCartney. Canottiera, Uniqlo. Orecchini, Eéra. Bracciale, Parts of Four. Sandali, Paris Texas

Se non partecipassi, per chi terresti quest’anno a Sanremo?

«Devo dire che quest’anno ho tanti amici in gara, sembra tipo la gita scolastica. Adoro Elodie, Joan Thiele, Rose Villain, Giorgia che mi ha fatto aprire dei concerti quando ero piccola. Lauro, Tony».

Cosa rappresenta per te la tua canzone del Festival?

«È un mantra dell’indecisione, racconta quelle volte in cui, per paura di uscire dalle nostre zone di conforto, non riusciamo manco ad alzare una maledetta cornetta».

A chi pensi quando sei sul palco?

«Beh, ho le mie muse. Ma non le svelo».

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Dave Masotti
Vestito, Moschino. Orecchini, Eéra
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Dave Masotti
Camicia e shorts, Our Legacy. Orecchini, Eéra. Stivali, Le Silla

Il luogo del tuo futuro?

«Un orto, un frutteto, una fattoria con gli animali. Un luogo di pace vicino alla natura in cui meditare e fare musica. Penso che il mio privilegio sarà tornare, alla fine, all’origine, ai miei avi, che facevano i contandini e lavoravano la terra».

Chi vuoi essere da grande?

«Una persona che sa ascoltare, che sa accogliere. In connessione con “the higher power”. Per fare servizio proattivo per il Pianeta».

ASSISTENTE STYLING, Paula Gil. ASSISTENTE FOTOGRAFO, Gianfranco Maria Lo Sterzo e Filippo Telaro. HAIRSTYLIST, Alfredo Cesarano. MAKE-UP ARTIST, Greta Giannone. PRODUCER, Sofia Ceresero