Se lo stanno chiedendo in molti, in queste ore concitate: Taylor Swift supporterà pubblicamente la nuova candidata alla corsa per la Casa Bianca Kamala Harris, dopo il ritiro dell'attuale presidente Joe Biden? Ma soprattutto, perché è così importante che lo faccia? Partiamo dall'inizio: il 21 luglio il presidente Biden, subissato dalle pressioni del suo partito, si è ritirato dalla campagna elettorale lasciando il posto alla sua attuale vice presidente Kamala Harris. Candidata che, se davvero vincesse le elezioni contro l'avversario politico Donald Trump, potrebbe cambiare il corso della storia. Nello scenario attuale è molto difficile prevedere cosa succederà a novembre, anche se Harris ha già avuto parecchi endorsement (ovvero atti di sostegno pubblico) da gran parte del Partito Democratico ma anche da personalità e celebrità del mondo dello spettacolo e del cinema americano. Secondo molti, però, una delle poche che potrebbe davvero spostare l'asticella a suo favore è Taylor Swift: la popstar è stata capace di muovere le leve di PIL e inflazione dei Paesi che ha visitato col suo Eras Tour e ha un'influenza così grande sulle persone che la seguono da poter diventare un megafono molto importante per la campagna elettorale di Kamala Harris. Solo che, al momento, tutto tace: non solo Swift non ha endorsato la candidata democratica, ma non è neanche sicuro che lo farà. In compenso ha generato non poco scalpore il fatto che, nelle sue Instagram Stories, in queste ore abbia invece supportato pubblicamente l'ultimo film del suo amico Ryan Reynolds, Deadpool&Wolverine.
Non c'è ovviamente nulla di male nel fatto che Swift abbia scelto di supportare il lavoro di un suo amico ma il clima politico attuale, così come le richieste incessanti dei suoi fan, stanno richiedendo a Taylor una presa di posizione non indifferente che la popstar non potrà ignorare ancora a lungo. Le richieste di endorsement, in effetti, arrivano da ogni lato. Ad esempio Jennifer Welch, host del podcast I've Had That, in un episodio ha detto, rivolgendosi direttamente all'artista: «Taylor, la cosa migliore che puoi fare per queste ragazze che pagano per vederti in concerto e provano per te un senso di amicizia e adorazione è di batterti nel loro nome. Una tua parola farebbe la differenza. Quest’anno alle elezioni è l’anno della donna. Kamala Harris deve diventare presidente degli Stati Uniti». Su X c'è chi invoca un concerto congiunto di Swift e Beyoncé, due delle artiste più rilevanti dell'ultimo ventennio, per raccogliere fondi per la campagna elettorale di Harris. Dal canto suo Beyoncé ha dato il permesso a chi segue la campagna di Harris di usare la sua canzone "Freedom" durante i comizi, di fatto esponendosi non poco a suo favore.
Nel 2020, a dire il vero, Swift aveva pronunciato apertamente il suo sostegno alla coppia Biden-Harris chiedendo ai suoi fan di andare a votare ed esprimendo la sua preferenza democratica. Lo aveva fatto ad ottobre, in extremis, a quasi un mese dalle elezioni. Non si può dire che l'artista ami parlare di politica, anzi, si è guardata sempre molto bene dal farlo rimanendo sempre nel suo personaggio. Le nuove generazioni, però, oggi pretendono maggiore adesione ai loro valori, soprattutto quelli sociali e politici, da parte delle celebrità che seguono: se ammirano qualcuno vogliono poterlo fare in toto, vogliono seguire chi si espone sui grandi fatti dell'attualità (vedi il movimento Blockout 2024, che ha "punito" alcune celebrità per non aver parlato di Gaza con l'unfollow di massa) e non solo chi porta avanti un bel lavoro artistico. In questo scenario, mentre si aspetta che Taylor faccia la sua mossa, solo una cosa è sicura: non può più permettersi di rimanere vaga com'è stata fino a ora perché in pochi, anche tra i suoi fedelissimi, glielo perdonerebbero.











