La ghey quattro chiacchiere su Cosmopolitan con la Madrina del Roma Pride te le fa. Gli occhi immensi come due isole di fuoco, i capelli legati al volo, il sorriso disarmato di chi sa che impegno e lavoro ripagano sempre. Annalisa è “Bellissima”, come il singolo che nel 2022 ha sancito la sua rinascita artistica (500mila copie vendute, record per la Federazione Industria Musicale Italiana) insieme a “Mon Amour”, altra hit della cantautrice ligure,38 anni, inserita da Forbes nelle 100 donne italiane di successo.

Il 2024 è stato il suo sesto Festival di Sanremo (terza classificata con “Sinceramente”), una regina del pop che colleziona un disco di platino dietro l’altro, e per tutta l’estate sarà in giro con il suo Tutti nel vortice Tour, a ballare anche il singolo di Tananai, “Storie Brevi”, appena uscito. Ci incontriamo al cuore dei suoi traguardi e fragilità, dove la nostra voce interiore conosce che cos’è la libertà, la voglia di maternità, un sì per sempre e una ricetta della nonna.

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Riccardo Dubitante
Completo scultura di Tiziano Guardini, ispirato alla storia africana del colibrì che, anche se è piccino, s’impegna per fare la sua parte, un po’ come stiamo provando a fare anche noi nella difesa dei diritti primari. Assistenti Fotografo, Fernando Joseavilla e Sara Blasone. Assistenti Stylist, Debora Oggioni e Giuliano Lingeri. Make-Up, Greta Agazzi. Capelli, Andrea Pirani. Ufficio Stampa, Elena Tosi. Location, Hotel Indigo Verona - Grand Hotel Des Arts.

Qual è la formula magica di questo tuo enorme successo?

«La formula magica non c’è. L’unica certezza è lavorare tanto e ragionare sul lungo periodo piuttostoche sul breve. Ad esempio, quando inizio un nuovo album mi pongo sempre delle domande, mi chiedo dove voglio arrivare, quale storia voglio raccontare, con quale immaginario. Cerco di lavorare sodo per creare una coerenza generale che alla fine paga. Questa non è un’equazione, però ha un peso diverso rispetto all’agire e basta».

Decine di dischi di platino, sono tutti pazzi di te, hai un marito che è un bono senza senso, qual è la crepa che non fai vedere, ammesso che ce ne sia una?

«In realtà ci sono un sacco di crepe dentro ognuno di noi. Penso che sia tutto collegato, lavorare sodo è un modo per trasformare i difetti in occasioni, per raccontare qualcosa. I miei li ho messi nelle mie canzoni rendendoli la mia forza: è importante essere coscienti dei propri limiti, per poterli maneggiare con cura».

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Riccardo Dubitante
La cantautrice Annalisa Scarrone, in arte Annalisa (Savona, 5 agosto 1985), nel giardino dell’Indigo Hotel di Verona in total look, Etro. Madrina di Roma Pride 2024, per l’intera estate in tour con Tutti nel Vortice. Il singolo con Tananai, “Storie brevi”, uscito il 5 giugno, è in tutte le radio.

Sei l’artista femminile italiana più ascoltata su Spotify e la prima italiana a entrare nella top 100 globale di Billboard. Non temi la sovraesposizione?

«Credo che questo sia il momento di battere il ferro finché è caldo e di fare di tutto per mantenerlo rovente il più a lungo possibile, perché il pubblico è vasto ed
è giusto che ci sia tanta offerta. Però in qualche modo bisogna trovare un equilibrio. Non sono il tipo di artista che decide di sparire per due anni, ma prendersi del tempo per lavorare a cose nuove è fondamentale».

Guardando indietro, hai qualche rimpianto con il quale non hai ancora fatto pace?

«Del passato rimpiango di non essere sembrata abbastanza ambiziosa agli occhi degli altri, perché dentro invece lo sono sempre stata. Però a volte mi sono accontentata, e avrei potuto evitarlo. Ma ero piccola, avevo da imparare tutto dei meccanismi di questo mondo e non credo di aver fatto male, semplicemente il mio viaggio forse è stato un po’ più lento».

Su Sanremo, c’è qualche ferita rimasta aperta a prescindere della classifica?

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Riccardo Dubitante
Total look, Dolce & Gabbana

«Fare Sanremo serve sempre, cercando di arrivarcial massimo della preparazione e senza incertezze. Di quelli a cui ho partecipato ricordo il primo, nel 2013: quell’anno si portavano due brani in garaalla prima serata e uno veniva subito eliminato. Io arrivai con “Non so ballare” e “Scintille”, ma questa cosa non me l’ero vissuta bene perché tenevo tantissimo a entrambi i pezzi. Ma al di là di questo diciamo che ogni volta è successo qualcosa di bello».

Come si decide quale brano portare a Sanremo?

«Nel mio caso non è mai stata una scelta a tavolino,non sono capace di stare dietro a certi meccanismi. Ho sempre puntato su dei pezzi che esistevano già e anzi dai quali partiva l’idea per la gara. È successo di essersi detti: “L’anno prossimo potrebbe essere importante partecipare”, ma poi è sempre “vediamo cosa succede”».

Come vivi la dualità tra l’eccellere sul lavoro e la necessità di essere desiderabile alla vista?

«Per me la cosa fondamentale è sentirmi bene nel momento in cui sono davanti a un pubblico. Non mi concentro molto sul tema dell’essere desiderabile
però chiaramente cerco di fare del mio meglio. Mi guardo, mi osservo, cerco di capire quali sono i miei punti di forza. Devi anche pensare a che cosa stai dicendo in quel momento e avere un’estetica coerente con i testi delle canzoni. Per me questa combinazione
è importante, voglio che il pubblico la percepisca».

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Riccardo Dubitante
Roberto Cavalli; stivali, Ferrari

Con la moda come ti poni? Pensi di aver trovato il tuo stile definitivo?

«Definitivo non direi, mi piace trasformarmi in base a cosa sto andando a fare. Crescendo ho deciso che ogni cosa, anche l’estetica, sarebbe stata al servizio dello show. Fino a Nuda (album del 2020, ndr) ho fatto il contrario perché sentivo che era giusto. Poi con quel disco sono tornata al foglio bianco, avevo l’esigenza di farmi vedere per quella che ero senza nessun tipo di filtro e da lì, su quel foglio bianco ho iniziato a costruire qualcosa di nuovo, totalmente a servizio del progetto e del messaggio».

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Riccardo Dubitante
Total look, Moschino.

La metamorfosi è avvenuta anche nella tua musica a partire dai testi. Ascoltando le tue canzoni uno dei temi più ricorrenti è quello della libertà intesa come mezzo di forza. È importante trasmettere questo messaggio alle nuove generazioni?

«Assolutamente sì. Fino a un certo punto cercavo l’autodeterminazione, sentivo l’esigenza di dimostrare di essere all’altezza ma dentro di me ho sempre avuto l’intenzione di parlare di libertà. Ne sento il bisogno per me, e un po’ per tutti. Voglio sentirmi libera di dire le cose che penso senza che nessuno metta dei filtri».

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Riccardo Dubitante
Total look, Emilio Pucci

Quando ti confronti con gli adolescenti di oggi, percepisci delle differenze sostanziali rispetto ai loro coetanei di vent’anni fa?

«Oggi si è molto più connessi e non solo grazie alla tecnologia, si è più dentro le cose fin da subito. Non dico che in passato ci fossero delle scuse per non essere coscienti di com’era il mondo fuori ma oggi sicuramente è tutto più visibile».

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Riccardo Dubitante
Tuta e capospalla, Vivetta. Scarpe, Aquazzurra

Sei la madrina del Roma Pride nel suo trentesimo anniversario. Dal 1994 ad oggi sono stati fatti tanti passi in avanti sul piano dell’inclusività e dei diritti civili. Cosa pensi che ancora debba cambiare in Italia?

«La mentalità delle persone. Percepisco ancora grosse distanze laddove non dovrebbero essercene. Per questo il tema della libertà mi è caro perché è una ed è solo tua. Libertà di fare, di dire, di essere, di amare e poi la volontà di fare qualcosa di buononel rispetto degli altri e per gli altri».

“Sinceramente” è l’inno di Roma Pride 2024. Quando l’hai scritto avresti mai immaginato che sarebbe diventato così significativo per la comunità Lgbtqia+?

«No, però è una cosa che desideravo già dall’anno scorso quando vedevo le persone cantare “Mon Amour”alle parate o nelle piazze. Ma sono più contenta che sia successo quest’anno con “Sinceramente”, che è la canzone di tutte le libertà e che chiude tutto il percorso: da “Bellissima”, il racconto della libertà di esprimere una delusione, a “Mon Amour” la libertà di amare e di fare quello che vuoi tu passando per “RagazzaSola” che al contrario parlava di essere liberi di non amare nessuno. Sono molto orgogliosa di essere la Madrina del Roma Pride, è importante per me».

Come sono le famiglie di oggi?

«In questa fase della mia vita sono molto concentrata sulla costruzione della famiglia che mi sono scelta e lo stanno facendo anche le persone intorno a me in cui riconosco tantissima diversità. Credo che sia lo specchio del fatto che ci stiamo liberando dal dover scegliere per forza la strada della tradizione per come l’abbiamo intesa nei decenni passati. La mia generazione può e deve dare un messaggio forte in questo senso».

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Riccardo Dubitante
Look, N°21. Scarpe, Dolce & Gabbana

Oggi si parla molto circa la possibilità di decidere o meno di diventare madre, con tutte le difficoltà sociali o biologiche che ci possono essere. Come ti poni rispetto a questo tema?

«È un tema molto delicato per noi donne ed è difficile per me. Io vorrei avere un figlio prima o poi e sono consapevole di non avere più vent’anni. Non so come vivrei una cosa così grande e così delicata senza rinunciare a certe situazioni e senza far mancare nulla all’altra persona. Ho apprezzato moltissimo Halsey (cantante statunitense, 29, ndr) che ha “usato” la sua gravidanza per un disco, ma non nel modo più classico in cui racconti del cambiamento, ma l’ha proprio usata da popstar. Cioè, lei ha fatto questo disco bellissimo
(If I can’t have love, I want power, 2021, ndr), dove ha usato la sua pancia per raccontare una storia gotica e dove ha messo tutta la sua vita e tutta la sua intimità in una cosa che invece era puro spettacolo. Per me è stata illuminante perché l’ho trovata estremamente libera».

Della tua vita fuori dal palcoscenico si sa molto poco, com’è Annalisa quando è a casa da sola?

«Amo non fare niente tutto il giorno. Non ci sono mai e quando succede mi abbandono all’ozio. Il mio guilty pleasure è la maratona tv sul divano con un bicchiere di vino. O fare la spesa, amo andare al supermercato».

Sei Leone ascendente Scorpione. Un forte senso di leadership, carisma e creatività, con una profondità emotiva e un’intensità magnetica. Ti ci ritrovi?

«Direi di sì. Il fatto che io sia Leone mi sembra abbastanza chiaro, me l’hanno sempre detto. Però effettivamente non sono così esplosiva come altre mie amiche dello stesso segno. L’acqua dello Scorpione mi stabilizza e mi calma».

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Riccardo Dubitante
Total look, Marco Rambaldi

Tra i tuoi colleghi c’è qualcuno che ti ha ispirato o che stimi particolarmente?

«Nella musica italiana ci sono molte artiste che ho ascoltato tantissimo e che per me sono state sia fonte d’ispirazione che scuola di canto. Alcune le ho avute ospiti del mio tour: Nada e Rettore che adoro e non smetterò mai di ringraziare».

Qual è il tuo piatto del cuore?

«La crostata di peperoni della nonna. Ricetta:fai la pasta sfoglia, o prendi quella già pronta che va benissimo, la metti sulla teglia e fai i buchini con lo stuzzicadenti sul fondo. Poi tagli due peperoni a striscioline, uno giallo e uno rosso, e li fai andare
in padella con po’ d’olio, una cipolla e uno spicchio d’aglio. Una volta cotti li trasferisci in una ciotola, quando si raffreddano aggiungi due uova, sale, pepe, maggiorana perché in Liguria se non la metti ovunque non sai cucinare, noce moscata e poi dei cubetti di fontina. Mia nonna aggiungeva pure la pancetta, ma io non mangio carne. Mescoli tutto e versi nella teglia dove c’è già la tua pasta sfoglia bucherellata e se vuoi puoi fare le striscioline sopra di pasta sfoglia tipo crostata e inforni a 220 gradi per mezz’ora».

Ok, come cuoca sei promossa! Com’è essere sposata con Francesco (Muglia, vicepresidente del settore marketing di Costa Crociere, ndr), il bono?

«Sia il prima che il dopo sono stati talmente pieni di cose che forse ancora non l’ho assaporato del tutto.Tutta la fase organizzativa è avvenuta in concomitanza di una marea di impegni di lavoro di entrambi. Pensa che non abbiamo ancora fatto il viaggio di nozze e non si sa quando lo faremo. Al momento non è cambiato granché, c’è stata la volontà di sposarci perché lo desideravamo entrambi. Il giorno del matrimonio indimenticabile, lo porterò sempre dentro di me».

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Riccardo Dubitante
Look Nensi Dojaka su Yoox; stivali, Ssheena

C’è un fun fact legato alla giornata delle nozze che non hai ancora rivelato?

«Ero terrorizzata dai paparazzi. Avevo ansia nei confronti degli invitati, che si potessero sentire a disagio. Avendo celebrato la cerimonia sul mare avevamo posizionato dei veli sui rami degli alberi in modo da coprire anche dall’acqua ma durante la cerimonia con la coda dell’occhio ad un certo punto ho visto spuntare i fotografi su un gommone che si spostava a destra e a sinistra in base al vento. Di conseguenza anch’io ondulavo per cercare di stare sempre dietro al velo ma alla fine niente ho mollato il colpo».

Sogni il cinema?

«No, ma vorrei cantare a San Siro, tutti i miei sogni hanno a che fare con la musica».

Sei una bimba di qualcuno?

«Di Gaga, sono una Little Monster».

Che rapporto hai con la Fomo?

«Non la vivo male, non è una cosa che non mi fa dormire la notte. A volte, per esempio
mi pento di aver rinunciato a un concerto che magari mi sarebbe servito per imparare qualcosa e mi sarei anche divertita, però non è fondamentale, non è una cosa che per me è un problema».

È meglio una bugia o la cruda verità?

«La verità, sempre».