Cosa ne sarà di noi? In un futuro a tratti incerto, a volte tristemente già scritto (leggere alla voce cambiamento climatico e crisi finanziaria), i giovani tra i 18 e 25 anni si rilevano consapevoli, attenti, non troppo ottimisti ma alla ricerca di un motivo per esserlo. A confermarlo è una ricerca Eumetra commissionata da Lavazza, che rende una fotografia contemporanea di un Paese, il nostro, che sta crescendo, evolve e si apre a piccoli gesti che portano con sé importanti valori sociali. E per darne voce ha scelto tre artisti che parlano al cuore dei giovani, incarnando desideri, ambizioni e passioni di tutti gli italiani, per mostrare i valori di un’Italia in continua evoluzione. Marracash, Levante ed Elodie sono chiamati a immaginare ‘L’Italia che vorrei’, un racconto condiviso di un’Italia equa, giusta e libera in cui far vivere le generazioni future in cui gli artisti esprimono la loro visione, cominciando dalla quotidianità dei piccoli gesti. Ed è proprio da qui che inizia la nostra chiacchierata con Claudia Lagona, in arte Levante.

Il primo gesto del mattino, quello pieno d'amore?

«Il primo primo gesto d'amore al mattino, ora, non è più la tazza di caffè - che rimane il secondo - ma è proprio la carezza ad Alma, il bacio ad Alma. Devo confessarti che sentirsi dire "mamma" al mattino con quella vocina dolce e la cosa più piena d'amore che ho in questo momento. Assolutamente il secondo gesto è poi il caffè. Sono una pazza del caffè. Ho anche una voglia di caffè sulla spalla destra! E ho imparato a farmi il caffè quando avevo tre anni e mezzo, con mia mamma che aveva il terrore che potessi fare esplodere la casa. Quindi quando ho saputo che Lavazza voleva collaborare con me, giuro, è stato come realizzare un sogno, come fare un featuring pazzesco».

Qual è invece il gesto che non perdoni?

«La mancanza di sincerità in tutte le cose. Io non amo le bugie e questa cosa riesco a proiettarla su tutto. Non amo le cose che non sono autentiche, che non hanno verità, anche nella creatività, chi mente. Possiamo fare degli errori, noi siamo fatti di errori e andiamo a tentativi per cui spesso sbagliamo, e non succede niente. Va benissimo.

Non amo le cose che non sono autentiche

Però il fatto che magari qualcuno ci voglia nascondere l'errore mi manda fuori di testa.

Ricordi un momento di verità nella tua vita, anche piccolo?

«Ho sempre fatto dei casini, però poi ammettevo tutto. E questa cosa mi è un po' rimasta, cioè un po' per una questione caratteriale un po' per esperienza, io faccio spesso i mea culpa. Quando ero piccola ne ho fatte diverse. Beh, avevo una volta avevo rubato un ciondolino di una mia una mia compagna di classe perché mi piaceva tantissimo. Non era nulla di particolare ma mi piaceva, l'ho preso. Un gesto fatto a cuor leggero, senza malizia, tanto che il giorno dopo l'ho indossato per andare a scuola, mostrando effettivamente alla mia compagnia di classe che io le avevo preso ciò che era suo. Ho ammesso tutte le colpe. E poi chiacchieravo, chiacchieravo. La tipica bambina vivace, "Signora, sua figlia Claudia parla troppo!"».

E rivedi in Alma Futura questo aspetto di vivacità?

«Io ho intravisto in Alma una grandissima personalità. Lei è molto ferma sulle sue decisioni e nonostante non parli ancora, si fa capire benissimo e quando vuole una cosa la ottiene, tanto che mi fa paura perché a volte penso che forse sono io troppo permissiva rispetto ad alcune cose. Detto questo è ubbidiente, ma se le dici "no" su alcune cose che vuole davvero, lei comunque le ottiene lo stesso».

Lavazza, leader nel gesto dei gesti, ha sviluppato il progetto "L'Italia che vorrei" in cui ti è stato affidato il tema della giustizia perché «solo in un Paese giusto esistono persone felici». Come possiamo ottenerla?

«Tra le parole c'erano anche equità e libertà, ma giustizia effettivamente le racchiude tutte. L'assenza di libertà è un'ingiustizia, l'assenza di equità è un ingiustizia. È un termine molto importante, un termine madre, e mi sono fatta tante domande sul cercare che cosa fosse per me la giustizia. Alla fine ho capito che è giusto è tutto ciò che non si dimentica degli ultimi, perché di conseguenza abbraccerà in tutti quelli che vengono dopo, a salire. Per fortuna se ne sta parlando tanto, le nuove generazioni sono molto più consapevoli, ma c'è ancora bisogno di lavorare! E progetti come questo qui aiutano a sollevare dei temi importanti e a porre l'occhio su tutto ciò».

«Alma, quando cresci che ci andiamo a prendere un caffè!»

Torniamo al caffè. Che caffè ti senti? Il primo del mattino, magari in solitudine guardando una finestra, uno in compagnia, un espresso intimo?

«Mi sono anche un po' commossa, lo ammetto. Non mi sento il primo della mattina, no. Io mi sento il caffè preso in solitudine al bar a metà mattinata mentre scrivo qualcosa, dei pensieri perché magari mi sono portata con me un quadernino, o leggo un giornale. Mi sento quel caffè lì, quello raccolto, in cui mi prendo del tempo soltanto per me, in una città che fa chiasso. Perché per quanto io ami la natura, sono un animale da città e adoro il caos. La mia città preferita in assoluto è New York, dove tutti sono importanti e nessuno si riconosce».

Se avessi la possibilità di prendere un caffè, oggi ma proiettato tra vent'anni, con tua figlia Alma Futura cosa le diresti?

«Sai che è una delle cose che le dico spesso? "Alma, quando cresci che ci andiamo a prendere un caffè!". É un momento importante perché è un po' come dire "incontriamoci, parliamoci, scambiamoci idee". É un gesto molto umano. Tra vent'anni cosa le direi? Mi piacerebbe semplicemente ascoltarla mentre mi raccontava delle cose che fa. Spero sia molto più libera di quanto lo sono stata agli a vent'anni. Ero sicuramente molto libera, ma avevo forti legami col passato che un po' mi hanno frenata».

La ricerca di un momento molto conviviale non può che essere famiglia. E tu hai parlato spesso del rapporto che ti legava a tua nonna Rosalia (scomparsa a inizio gennaio di quest'anno, nda). Ricordi un momento attorno alla tavola che vi ha legate per sempre?

«Ce ne sono diversi. Il momento del pasto è un momento di familiarità, anche e soprattutto perché torni a casa a farlo, quindi io con la nonna ne ho condivisi parecchi. Nella mia infanzia a Palagonia abitavamo nello stesso edificio, io sopra e lei al piano sotto, e quello è stato un tempo che mi ha insegnato tantissimo. Ma soprattutto posso dirti che oltre al pasto, mi viene in mente il momento prima, quello in cui abbiamo condiviso la creazione delle sue ricette. Quando vedevo questa donna a preparare la pasta fresca, le "lasagne", ci insegnava a fare le cassatelle, che da noi sono dolci simili ai calzoncini ripieni di ricotta e poi conditi con cannella. Tutte questi momenti per me sono stati molto preziosi perché oltre a condividere nel tempo con lei, mia nonna aveva un'ironia pazzesca, mi faceva tanto ridere. Io imparavo da lei e spesso ho pensato, in quei momenti, che sarebbe arrivato il tempo in cui non saremmo più potute stare insieme e sapevo che avrei dovuto assolutamente cogliere tutte quelle informazioni, per portarle con me in un futuro in cui non ci sarebbe stata.

Quello che mi ha dato lei io l'avrei voluto raccogliere tutto e portarlo nel futuro

Un momento che ricordo con grande chiarezza è stato quando dopo pranzo, il 18 settembre del 2021, le ho detto di essere incinta. Mi guardò con i suoi occhi enormi, aveva uno sguardo molto fiero ma che non faceva trapelare emozioni, e mi disse una frase che ho poi inserito nel mio disco: “Sono contenta, perché da solo non è buono nessuno, neanche in paradiso". Al di là del fatto che noi donne possiamo diventare madri o meno e questo non cambia il nostro volo valore, io in quella frase ci ho visto una donna del 1928 che mi stava dicendo che avrei potuto essere chi volevo, ma ho scelto di essere madre e lei era contenta di questo. Quello che mi ha dato lei io l'avrei voluto raccogliere tutto e portarlo nel futuro».


Ps. I fan di Qualità Rossa potranno, grazie ad un concorso, assistere live o in streaming ad un’esibizione di Levante che si terrà a luglio nella città di Bologna. Tutti i dettagli sono disponibili a questo link