«Parlare di educazione sessuale e socio emotiva significa sì parlare di sessualità e intimità ma abbracciandone più sfumature. Parliamo anche di emozioni, di cose che proviamo nel momento in cui entriamo in intimità con un’altra persona o più persone. Questa cosa si inserisce in un contesto sociale, che risponde a come mi sento, a cosa sono, alla mia identità», ha raccontato Giulia Lineette.
«Il corpo è un elemento sul quale concentriamo tantissime attenzioni e energie, a volte tantissimi commenti. Da un certo punto di vista il corpo è il nostro biglietto da visita. Quindi ci viene istintivo che un corpo sia identificativo di una certa tipologia di persona. In realtà non è detto che sia così. Io ho fatto delle scelte di abbigliamento, oggi, ad esempio, ma non rispecchia chi sono io sempre. Il corpo va decostruito: siamo un corpo ma anche molto di più», ha proseguita l'artista, continuando: «Siamo tutti, tutte, tutt* influenzati da quello che vediamo, dalla famiglia, dai media, dalla città in cui viviamo. Da un lato direi: chi se ne frega. A volte c’è la volontà di dire “io sono indipendente da quello che vedo, mi sono costruito la mia identità”. No, questa cosa non è realistica. Dobbiamo prendere consapevolezza dei canoni, sapere che esistono, che cambiano nel tempo, sapere che sono effimeri e deboli. Esistono, sì, ma hanno poco a che fare con la realtà».
EX studente dello IED di Milano, Giulia Lineette è un’illustratrice bresciana che racconta la realtà del corpo e di tutti i giorni attraverso i suoi disegni. Con il tentativo di sfatare i taboo, provocare e soprattutto disturbare le coscienze, è una delle anime di Virgin e Martyr, l'associazione culturale no profit nonché un vibrante progetto collettivo multidisciplinare, che dal 2017 opera online e offline per diffondere informazione e consapevolezza sulle tematiche di educazione sessuale, socio-emotiva e digitale.
Di questo e altro ha parlato con noi a #CosmoIAM, il censimento sulla generazione Z e sull'identità che dal 2 al 5 marzo 2023 ha visto le opere degli studenti provenienti da Accademie e Università italiane che hanno aderito al progetto, esposte in un contesto unico, la Fabbrica del Vapore, con il Patrocinio del Comune di Milano.
Più di 130 le creatività proposte ed esposte: dalla ricerca etimologica della parola Identità, per toccare con scatti il corpo, le cicatrici, la sessualità e/o sensualità, mettere in luce le paure e urlare una lotta – intestina e frenante – contro le aspettative. Abbiamo sentito poi urlare la spinta all’affermazione, seppur dentro una riconosciuta e in parte accettata fragilità del non comprendersi fino in fondo. C’è un altro tema ricorrente e dirompente, il cambiamento inteso come meta, quasi più che come percorso. Argomenti affrontati ogni giorno con talk e ospiti d'eccezione, per parlare di identità in divenire nel periodo delle scelte.

