Il podcast di Meghan Markle su Spotify, Archetypes, sta rivelando non pochi retroscena della vita privata della duchessa di Sussex, in particolare rispetto al suo modo di crescere i figli Archie e Lilibet, di interagire con donne che le sono di ispirazione e di reagire alle critiche che ha ricevuto sin dal giorno in cui è stato annunciato il fidanzamento col principe Harry. Nel corso degli episodi, che ospitano donne influenti del mondo della cultura, dello spettacolo, della letteratura e della musica, Meghan ha parlato dei pregiudizi subiti prima delle nozze col marito, del fatto di essere stata spesso criticata per la troppa ambizione, e non ultima, di salute mentale. Per la prima volta, nell'episodio dal titolo Beyond the Archetype: Human, Being, la duchessa si è anche aperta sul sesso, aprendo un onesto dibattito con Candace Bushnell, autrice di Sex and The City e con l'attrice Michaela Jaè Rodriguez.
«Crescendo cominci a esplorare e a capire la tua sensualità, il tuo lato femminile divino», ha detto alla star di Pose. «Ma questa stessa sessualità può essere usata contro di te. Un uomo si diverte e gioca qualsiasi cosa faccia, è celebrato da tutti. Una donna» ha continuato Meghan «non importa quanto successo abbia o quale sia la sua età, continua a subire i commenti per il modo in cui ha vissuto il sesso in gioventù e ci scommetto che andranno sempre da lei a dirle 'Eri una tr*a all'università'».
Questo stigma, ha aggiunto la duchessa di Sussex, rimane incollato nonostante non ci sia nulla di male a vivere la propria sessualità in modo libero e aperto. «L'esplorazione della sessualità femminile è spesso screditata».
Con Candace Bushnell, che negli anni Novanta, sulla scia della sua rubrica di successo, ha poi dato il via al fenomeno Sex and the Cit in tv, ha esplorato i contorni di un'indipendenza femminile che fa paura, soprattutto quando si smuove sotto le lenzuola.
«La domanda che mi faccio sempre è: cosa diventa la sessualità femminile se togli soldi e potere, e le rendi davvero indipendenti dagli uomini? Sarebbe uguale a quella di Samantha Jones, ecco come», ha detto Bushnell alla duchessa. «D'altronde viviamo in un mondo in cui alle donne non viene detto solo come dovrebbero comportarsi, ma anche come devono sentirsi». Uno stereotipo che l'autrice ha cercato di combattere costruendo icone pop e immortali come le 4 amiche di New York, da Carrie Bradshaw alla mitica Samantha, dibattendo sul tema e amplificando, con libri e interventi, il valore della libertà individuale, che sgancia le donne da quell'idea di sentirsi proprietà di qualcun altro e assicura loro di poter esprimere in sicurezza la propria identità e i propri gusti sessuali.










