Essere una baby star non è sempre piacevole e Willow Smith lo sa bene.
La figlia 21enne di Will Smith e Jada Pinkett Smith, due degli attori più amati e popolari della loro generazione, ha avuto i riflettori puntati addosso fin dalla tenera età e questo, nel periodo dell’adolescenza, ha portato la ragazza a fuggire dalle telecamere per non correre il rischio di venire fagocitata dal lato più oscuro della celebrità.
Dopo aver fatto il suo esordio nel mondo del cinema a soli 7 anni nel film Io sono leggenda accanto a papà Will e, successivamente, in quello della musica con la pubblicazione del brano “Whip my hair” (uscito nel 2010) quando aveva solo 9 anni, la giovane Smith nel 2014 ha deciso di rifiutare il ruolo da protagonista nel remake del musical Annie accantonando per un po’ il lavoro, poiché preoccupata per la piega che avrebbe potuto prendere la sua vita da quel momento in poi.
«L'ho visto in tenera età il sentiero oscuro che avrei potuto percorrere», ha raccontato Willow nel corso della sua intervista a Bevelations di SiriusXM. «Penso di essermi fermata prima che le mie strategie di coping (ovvero quelle azioni che vengono messe in atto per affrontare una situazione avversa o nuova, ndr) prendessero il sopravvento», ha proseguito la figlia di Will Smith.
«Affrontare tutto questo non è mai divertente», prosegue la 21enne sorella di Jaden Smith, anche lui lanciatissimo nel mondo dello spettacolo dopo aver esordito a soli 5 anni nella serie tv All of us. «Sapevo che dovevo vivere come una bambina normale», ha aggiunto Willow prima di raccontare che quella consapevolezza è nata in lei con l’arrivo della popolarità, poco dopo il suo esordio come cantante.
«Stavo per compiere 12 anni e avevo toccato una tristezza che non sapevo esistesse ed è stato terrificante. Mi dicevo: “Non ho mai sentito questa infelicità prima ma sento che non è salutare. Devo fermarmi prima che tutto questo diventi ancora più oscuro”», ha svelato la primogenita di Will Smith e Jada Pinkett Smit.
«Sapevo che quello che mi stava accadendo era sbagliato. E anche se nel corso degli anni ho poi sperimentato cosa significhi la paura, anche relativamente alla musica, non è più stata così profonda e straziante», ha concluso la 21enne.











