È il loro Festival, comunque finisca. “Brividi” è la canzone più ascoltata su Spotify in un giorno, quinta nella classifica Global. Blanco e Mahmood si avvicinano alla finale con lo stesso spirito con cui sono arrivati. Volevano divertirsi e ci sono riusciti. Affiatati, complici, splendidi.
Sono piaciuti anche a Gino Paoli che ha mandato i complimenti tramite la testata Repubblica per la loro interpretazione di Il cielo in una stanza, nella serata delle cover di venerdì: «Se avessero fatto schifo lo direi senza problema, invece sono stati bravi», ha scritto. Pare piacciano anche a Mina.
Incontrano i giornalisti a poche ore dalla finale per una breve conferenza stampa per fare il punto su questa settimana. Mahmood sta meglio dopo il malore della sera prima, un po’ di stanchezza c’è, ma non supera la voglia di fare bene e non deludere le aspettative di chi li sta supportando.
Come è andata questa settimana?
Mahmood: «L’ho vissuta senza pensare alla mia vecchia vittoria. Ho affrontato questo Sanremo in maniera completamente nuova. Quando non sei da solo l’energia è diversa e approcci tutto come fosse nuovo. È stato il bello, poter vivere una cosa che avevo già vissuto in modo completamento diverso. Mi ha reso più felice».
Blanco: «Questa settimana l’ho vissuta bene. È tutto a un ritmo molto veloce, non hai più di venti minuti per andare in bagno, è molto adrenalinica».
Come andrà stasera?
Blanco: «Non vogliamo deludere chi ci ha dato amore».
Mahmood: «Ci sarà una piccola sorpresina».
Siete i più forti in streaming, tanto da finire nella chart Global.
Blanco: «Quando il pubblico italiano supporta, si possono fare grandi cose. Viva l’Italia»
Stati d’animo?
Mahmood: «È stato un Sanremo pieno di alti e bassi».
Blanco: «Soprattutto a livello umorale»
Mahmood: «Ci sono successe cose che non ci saremmo mai immaginati. Credo lo realizzeremo quando torneremo a casa. Io sono molto felice. Questa esperienza con Richi mi sta insegnando un sacco di cose. Anche a come stare sul palco e essere un pelo più imprevedibile del solito. Questa settimana è stata proprio un training» .
I bassi?
Mahmood: «Ieri sera sono uscito con un giubbotto che mi scopriva la pancia, sono stato male in hotel prima di andare a cantare. Ho preso freddo. Sono bassi di salute. Ansia, angoscia che si accumula un po’ per tutto. Insomma bassi, non così bassi. E ho questo ragazzino che mi sostiene e tranquillizza».
Riccardo, per te era la prima volta.
Blanco: «Venire con Ale mi ha dato molta più tranquillità. Molta di più che se ci fossi venuto da solo. E poi sono felice, perché ho baciato Amadeus».
Essere favoriti vi crea pressioni?
Blanco: «Chi è favorito non vince mai, continuiamo a dirlo».
Mahmood: «Noi siamo tranquilli. Non ci aspettiamo niente, non pensiamo alla classifica. Ci sono altri artisti di cui noi siamo fan e di cui abbiamo una stima immensa. Immaginare di stare sopra a qualche nome ci farebbe un po’ strano. Speriamo solo di non deludere chi sta ascoltando il pezzo».
Nella serata delle cover siete arrivati secondi, la vittoria di Morandi è merito di Jovanotti?
Blanco: «Morandi e Jovanotti hanno spaccato. Dire che a Gianni Morandi serve una mano è una cazzata. Non siamo qui per arrivare primi».
Mahmood: «Ma che gli devi dire? Sono intoccabili. Hanno vinto perché l’esibizione è stata figa».
Cosa avete imparato l’uno dall’altro?
Mahmood: «Blanco mi ha insegnato a uscire dagli schemi. Ha 18 anni. vive tutto in maniera libera. Io penso troppo, ho imparato a pensare un po’ meno».
Blanco: «Io da Ale tante piccole cose, che sono quelle che servono di più»
Le persone preferite di questo Festival?
Blanco: «Gianni Morandi»
Mahmood: «Massimo Ranieri. E mi è piaciuta tanto Drusilla Foer. Servono persone così su quel palco, persone non scontate che possano aprire le menti. Condivido quello che ha detto, ci si mette anni ad arrivarci. Lei in cinque minuti ha fatto un discorso che mi ha lasciato a bocca aperta».












