Dopo il successo ottenuto dalla messa in onda della reunion di Harry Potter, realizzata in occasione del 20esimo anniversario dall’uscita nei cinema del film Harry Potter e la pietra filosofale, l’interesse intorno agli attori che hanno dato vita alla serie è diventato altissimo portando sotto i riflettori della cronaca i nomi di Emma Watson, Daniel Radcliffe e Rupert Grint, i cui capelli rossi lo hanno reso perfetto per il ruolo di Ron Wasley.

Insieme a quelli di Hermione e Harry, Ron è sicuramente uno dei personaggi più amati di tutta la saga ideata da J. K. Rowling (tra i quali non possiamo non citare Albus Silente, Severus Piton e Draco Malfoy, interpretato da Tom Felton), le cui passate affermazioni in merito al mondo transgender hanno scatenato non poche polemiche sia sui media che all’interno del cast della saga.

Dopo essere rimasto in silenzio per anni nei giorni scorsi Grint ha raccontato qualcosa di più in merito al sul suo rapporto con la scrittrice inglese che, oggi, considera parte integrante della propria famiglia. «Ho paragonato JK Rowling a una zia», ​​ha ammesso l’attore della serie tv Servant all’interno di un articolo scritto per il Times: «Non sono necessariamente d'accordo con tutto ciò che dice mia zia, ma è pur sempre mia zia. È difficile», ha proseguito il 33enne che, con queste parole, ha voluto esprimere tutto il proprio affetto nei confronti di una donna senza la quale la sua carriera non sarebbe stata sicuramente tanto importante ma di cui non condivide molte opinioni.

Come dimenticare lo scandalo del 2020 nato a causa di alcuni tweet della scrittrice della saga di libri ambientati nella scuola di magia e stregoneria di Hogwarts, con cui sembrava supportare sentimenti anti-transgender (in particolare, la scrittrice ha spesso ritenuto quanto l’inclusione nella categoria di “donna” richiesta dalle donne trans, rischierebbe di danneggiare le persone biologicamente donne). Nonostante Rowling abbia negato con forza che le sue opinioni sul femminismo fossero transfobiche, la scrittrice ha poi rincarato la dose con una serie dichiarazioni piuttosto controverse inserite all'interno di un lungo saggio comparso sul suo sito web.

Le sue parole hanno scatenato non poca indignazione, anche tra gli attori di Harry Potter, compreso Daniel Radcliffe. «Le donne transgender sono donne», aveva scritto il 32 anni all’interno di in un saggio pubblicato dal The Trevor Project, il quale aveva poi aggiunto di essere «profondamente dispiaciuto per il dolore causato da questi commenti».

Per quanto riguarda le posizioni di Rupert Grint, invece, l'attore non si è limitato a parlare di Rowling, ma ha svelato anche quanto il mondo magico che lo ha visto protagonista in otto film (ovvero Harry Potter e la pieta filosofale, Harry Potter e la camera dei segreti, Harry Potter e il prigioniero di Azkaban, Harry Potter e il calice di fuoco, Harry Potter e l'Ordine della Fenice, Harry Potter e il principe mezzosangue, Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 1 e Harry Potter e i Doni della Morte - Parte 2) sia ancora profondamente radicato in lui, nel suo cuore e nel modo in cui affronta la vita.

«Misuro la mia vita nei film di Harry Potter», ha scherzato il 33enne: «Quei film sono così radicati in me. Trovo molto difficile staccarmi dall'essere Ron. Ci siamo fusi nella stessa persona», ha continuato Rupert, il quale ha poi ammesso che sembra quasi impossibile che siano già passati così tanti anni da quando è entrato a far parte della famiglia Weasley.