Già nelle sue ultime dichiarazioni via stampa in cui aveva spiegato il motivo per cui non ha più nessuna intenzione di spogliarsi davanti a un regista uomo ci aveva spoilerato il suo pensiero sul machismo imperante che vige a Hollywood e dintorni. Oggi Keira Knightley mette i puntini sulle i e non ci va per il sottile. "Ogni donna che conosco è stata molestata almeno una volta nella vita in vari modi, è stata palpata senza consenso o qualche uomo le ha mostrato le parti intime a tradimento, e io non faccio eccezione": il #metoo dell'attrice inglese affidato alle pagine di Harper's Bazaar Uk è duro e tranchant, e fa riflettere.
Lei, che è stata una perfetta e indimenticabile Lizzy Bennet in Orgoglio e Pregiudizio nel 2005 ha un rimpianto: di non aver denunciato prima il sistema, di non aver alzato la voce contro i pregiudizi e gli atteggiamenti misogini nei suoi confronti, di aver fatto finta troppe volte di non vedere e non sentire. "È fottutamente deprimente pensare a tutte le precauzioni che una donna deve prendere tornando a casa di sera, per assicurarsi di non correre rischi. Lo faccio sempre anch'io senza pensarci", ha detto parlando di come sia forte la paura nelle donne di essere aggredite, "adoro quella politica (Golda Meir, premier in Israele dal 1969 al 1974 ndr) che ha detto che dovrebbe esserci un coprifuoco per gli uomini e gli uomini si sono indignati, e tu pensi che, invece, un coprifuoco per le donne c'è sempre stato".
"Semplicemente, preferisco non trovarmi nuda in mezzo ad un gruppo di uomini", aveva specificato Keira, mamma di Edie, 5 anni e Delilah, 1, nate dal matrimonio con James Righton, spiegando il perché non si presterà più a recitare in scene di sesso in film diretti da registi uomini, "mi sento molto a disagio ora a dovermi atteggiare per attirare lo sguardo maschile". Il nudo, dunque, contemplato solo "per un bel film incentrato sul viaggio tra maternità e accettazione del corpo", ma sempre e comunque e solo davanti a un'altra donna. Più Keira per tutti.











