Zendaya ha parlato dei suoi problemi con l'ansia e di come sia riuscita a trovare una exit strategy per stare meglio. La sua via verso la luce è stata l'autostima acquisita grazie alla sua esperienza con Euphoria, la serie tv HBO uscita in Italia a fine settembre 2019 e in cui recita le parti di Rue, una ragazza che affronta la tossicodipendenza in un paese della provincia statunitense. Intorno a lei come protagonisti ci sono una serie di ragazzi che affrontano problemi paralleli, dalla consapevolezza sulla propria identità di genere al rapporto con il sesso, non sempre lineare.
L'attrice, che nella produzione è circondata da un cast pazzesco che comprende anche Barbie Ferreira e Hunter Schafer, ha parlato della sua relazione con l'ansia in un'intervista a Elle USA. In questa occasione ha unito la sua voce a quella di un coro di star che nell'ultimo periodo stanno gettando un cono di luce sulla questione, anche solo per dirti che non si è da soli e parlarne fa bene. Ad aprire il dibattito prima di lei era stato Ryan Reynolds, che aveva rivelato di avere trovato una soluzione nell'utilizzo dell'umorismo e dell'ironia per sdrammatizzare i momenti. Seguendo quell'esempio, aveva affrontato il discorso anche Emma Stone, che ha parlato di come la recitazione sia stato il suo super potere uscire da se stessa e per trovare una strada verso il benessere.
Zendaya, l'ansia e il potere della recitazione, come per Emma Stone
La storia di Zendaya e della sua ansia assomiglia molto a quella dell'attrice che interpreterà Crudelia De Mon nel live action Disney. Anche lei ha trovato nel suo lavoro attoriale il modo per superare quei momenti e affrontare le proprie paure senza tirarsi indietro. Zendaya ha dichiarato che la via, e il pretesto, è stato il lavoro per Euphoria che le ha insegnato molto su di lei. Euphoria, come ha raccontato, l'ha spinta in una direzione creativa in cui prima non era riuscita a entrare. Per immergersi in pieno nel personaggio ha dovuto, infatti, tirare fuori tutti i suoi problemi più personali e confessarsi, una cosa che "è così fottutamente strana". Sulla sua protagonista Zendaya ha detto “Rue ha un'oscurità enorme dentro di lei, ma c'è anche un barlume di innocenza. Dovevo essere super vulnerabile e molto esposta nella mia tristezza di fronte alle persone. È stato strano, e catartico in molti modi". Soprattutto per lei che, come ha rivelato, fa fatica a piangere davanti agli altri e tende sempre a coprirsi. Soprattutto Rue l'ha aiutata sul piano personale.
Poi ha dovuto fare i conti con il fatto che il progetto, su cui stava lavorando da otto mesi, era sulla rampa di lancio per uscire "là fuori nel mondo". La situazione ha contribuito ad accrescere l'ansia di cui già lei soffre di solito.
Zendaya ha detto:
"Anche se Euphoria è stato sorprendente ed eccitante, è stato anche una fonte di enorme stress. Mi caricava di ansia ogni settimana. È qualcosa con cui mi confronto: ho l'ansia. So già che alla fine di questa intervista, mi muoverò come una pallina di flipper per settimane".
E poi ha continuato parlando di come l'autostima e la fiducia nelle proprie capacità possa aiutare:
"Euphoria mi ha insegnato molto su me stessa. Mi ha reso più fiduciosa delle mie capacità. Ho sempre dubitato molto di me stessa. Stavo cercando l'occasione per dimostrare che potevo farlo. Euphoria è stata questo, nel modo più sano. Non vorrei mai appiattirmi come attrice, vorrei sempre essere in grado di esplorare e spingermi oltre. [Essere un'attrice] mi porta in posti e mi fa fare cose che probabilmente non riuscirei mai a fare perché sono una persona molto introversa".
Grazie Zendaya, siamo sempre pronte ad ascoltare storie come la tua.









