Si chiama Naomi Watanabe, ha 30 anni, abita nella Prefettura di Ibaraki, a nord di Tokyo, e su Instagram ha più di 8 milioni di follower. Durante le settimane della moda per le collezioni primavera estate 2019, tra Milano e Parigi, è stata avvistata in mezzo alle star che hanno partecipato alle sfilate, perché una star lo è anche lei.
Per chi manda in loop le Stories di Chiara Ferragni durante i momenti di noia, infatti, non sarà un volto nuovo. Le due hanno scattato una foto insieme, dove l'influencer brillava nel suo abito di glitter e Naomi sfoggiava un bomberino che avresti voluto rubarle subito.
Un volto nuovo non lo è neanche per chi è una fashion addicted che scrolla a ripetizioni immagini di sfilata. Il volto della modella/influencer giapponese era sugli schermi dietro il catwalk di GCDS che, durante lo show, ti ipnotizzava con gli stivali ispirati ai Pokemon e ai cartoni animati. Questo per dirti che una testimonial più perfetta di lei, dato il background pop per le creazioni, non poteva esserci. Naomi sul suo profilo ha pubblicato un piccolo riassunto delle sue giornate e qui te lo puoi godere insieme alle sue treccioline e al suo sorriso da manga:
E, sì, era anche alla sfilata di Gucci che si è tenuta in quel posto pazzesco che è Le Palace di Parigi.
Per fama sui social Naomi Watanabe sta al Giappone come Chiara Ferragni sta all'Italia. La sua notorietà però non è legata esclusivamente alla moda, anche se questa fa parte della sua vita. L'influencer ha conquistato follower grazie alle sue imitazioni esilaranti di pop star come Beyoncé e Lady Gaga. Fa video in cui balla le loro canzoni, sincronizza le labbra sul playback e esagera i movimenti per farti schiantare dalle risate. In realtà, la ami anche quando da poser sta immobile e fa Queen Bey al Coachella Festival. Le sue riproposizioni di Lady Carter l'hanno trasformata in breve nella Beyoncé giapponese, il suo nomignolo per davvero.
I social, però, non sono l'unico universo in cui si muove con disinvoltura. Nel 2007 ha fatto il suo debutto alla tv giapponese con un programma, Waratte Iitomo!, dove faceva il suo show come imitatrice insieme ad altri ospiti. Questi, però, erano solo gli esordi, perché in breve tempo Naomi è emersa per molti altri aspetti.
Ha fatto, infatti, della sua passione per la moda un lavoro e si è trasformata nella designer del suo brand Punyus, una parola che in giapponese significa "paffuto": include capi per donne di tutte le taglie che, come lei, hanno voglia di esprimere la propria personalità senza avere alcun limite imposto dagli standard. È nato tutto dai suoi giri di shopping quando era adolescente e doveva comprare i vestiti per indossarli come t-shirt. Al The Washington Post ha detto "In Giappone, le donne più grosse non potevano indossare quello che volevano. Non potevano indossare gonne, indossavano solo il nero e non mostravano mai la pelle". In un'intervista rilasciata a Vogue UK a gennaio 2018 ha raccontato "Recentemente ho comprato un marsupio Gucci, ma il cinturino non mi passava per la vita. L'ho sostituito con una cintura in pelle XL della mia etichetta Punyus, è un materiale abbastanza simile, quindi non ti accorgi della differenza". Per dirti che è una da cui si può solo imparare l'atteggiamento più positivo che esista. Del resto, basta guardarla e ti mette allegria, ma quella vera. Durante una chiacchierata con una tv giapponese è scoppiata a ridere e ha detto "Il mio corpo ideale è quello di un lottatore di sumo".
Non è finita. Naomi, che è un vero vulcano di idee ed energie, organizza due show all'anno per presentare la sua collezione e questi assomigliano al Victoria's Secret Fashion Show per colori e allegria, con l'unica differenza che, invece di cantanti come Taylor Swift e Selena Gomez, sul palco c'è lei a esibirsi, in versione reale o virtuale sullo schermo.
Oltre ai suoi meriti personali e ai successi conseguiti nella moda (come anche la partecipazione come modella alla campagna Logo Remix di GAP), in tv e sui social network, c'è di più. Naomi Watanabe ha cambiato la percezione degli stereotipi femminili e del body positive, soprattutto in un paese come il Giappone in cui la donna, come ha detto lei stessa, "non dovrebbe lavorare ma stare a casa". Al The Washington Post ha dichiarato ""Il Giappone non è come gli Stati Uniti. Non si vedono molte donne di taglia grande. Quello che voglio fare è cercare di cambiare la mentalità delle persone: vorrei aiutare le donne con i rotolini di troppo a sentirsi bene con loro stesse", che non significa sostenere l'obesità ma incoraggiare alla positività.
Il Washington Post fa notare come sia difficile l'accettazione di donne sovrappeso nella società giapponese, dove, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità, solo il 3% è classificato come obeso e il 22% è considerato sottopeso o malnutrito.
Naomi Watanabe è rock e ti viene solo da dire "Adoro", in tutte le lingue del mondo.












